Rossi: con Yamaha non sarà una passeggiataRossi: con Yamaha non sarà una passeggiata

La strada  imboccata da Valentino Rossi per tornare alla vittoria non è certo priva di insidie e difficoltà, ma a superarle ”…c’è più gusto..”

di Gabriele Peterlini

In parte recitava così un celebre spot recitato da Valentino Rossi qualche anno fa: “…c’è più gusto ad essere italiani..”.
Pensa te se gli fosse riuscito di vincere con la Ducati!!
Putroppo così non è stato e dopo le gare made in USA è stato definitivamente ufficializzato il ritorno di Rossi in Yamaha e l’arrivo di Dovizioso in Ducati.
Quasi un avvicendamento se non fosse che il Dovi lascia una Yamaha clienti per una Desmosedici ufficiale.
Dunque la strada per riportare Valentino Rossi alla vittoria parte di nuovo dal Giappone, da casa Yamaha.
Non poche le insidie presenti su questo cammino.
Prima di tutto va ricordato che pilota e costruttore nel 2010 si lasciarono in maniera non proprio felice e quindi la prima cosa da fare sarà capire se la ruggine è stata completamente azzerata o se v’è rimasta qualche traccia residua che renderebbe il lavoro in quel box un po’ più difficile del normale.

Poi c’è quel pilota li nel box accanto, quel Lorenzo che al peggio arriva secondo dietro ad una Honda, quel Lorenzo che al di là delle sdolcinate considerazioni sul Rossi di oggi, ebbe con l’italiano un rapporto a dir poco burrascoso nel precedente trascorso di convivenza nello stesso box.
Nel campionato 2010 Rossi riuscì a mettere le sue ruote davanti a quelle di Lorenzo soltanto 3 volte su 14. Certamente il brutto infortunio patito da Valentino al Mugello ha pesato in maniera importante nell’economia di quel mondiale, ma Lorenzo aveva già messo tutti in guardia proprio nelle tre gare prima del Mugello dove fece un secondo posto a Losail, all’esordio del mondiale, e poi due primi posti consecutivi. Risultati che fecero capire ben presto che il 2010 poteva essere il suo anno.
Certo nel 2013 ci sarà uno Stoner in meno a far volume e questo di sicuro aiuta molto, ma farsi spazio con Lorenzo in questo stato di grazia sarà cosa tosta ed avvincente.
Al di la di queste supposizioni ci sono delle considerazioni ben più circostanziate sul futuro ritorno di Rossi in Yamaha e sulle difficoltà che lo attendono.
L’ Aprile scorso, immediatamente dopo la difficilissima gara d’ esordio in Qatar con la nuova Desmosedici, Rossi rilasciò un’intervista dai contenuti forti che venne interpretata come un’accusa ben precisa verso la Ducati e la direzione tecnica intrapresa a B.go Panigale quali cause determinati le scarse prestazioni del binomio tutto italiano.
Ma in quell’occasione Valentino fece un’analisi molto precisa anche, e soprattutto, sugli pneumatici che sono oggi in uso nella moto gp monopolizzata per regolamento da Bridgestone.

Rossi raccontò delle sue difficoltà a guidare con queste coperture che ormai richiedono una guida esclusiva, uno stile unico e particolare. Le moto, a suo dire, si guidano ormai solo spigolando e lui con questo tipo di guida non riesce a dare il meglio di se.
Sarebbe cambiato tutto dopo il 2008 con l’introduzione del mono gomma. Lui fino al 2008 riusciva a guidare in maniera pulita e rotonda facendo scorrere molto la moto al massimo angolo di piega perchè in quelle condizioni gli pneumatici avevano ancora molto grip.
Dal 2009 gli pneumatici sono cambiati e al massimo angolo di piega non hanno più grip come lo avevano in passato.
Da qui la necessità di guidare spigolando con uno stile di guida che Rossi definisce innaturale. La sua analisi è precisa e va a toccare da vicino anche quella che qualche mese più avanti ritornerà ad essere la sua moto, la Yamaha.
Lorenzo sembra guidare molto pulito, ma secondo il pesarese anche lui e Spies ormai spigolano nelle curve. A questo aggiungiamo che che in questo 2012 la Yamaha, se pur moto di riferimento, non è sembrata impeccabile dal punto di vista dell’affidabilità.
Insomma, quella del 2013 parrebbe essere già una bella scommessa sulla quale puntare.
Non sarà facile per Rossi, ma non sarà certamente così difficile come è stato con la Ducati Desmosedici che di suo, con il suo carattere bello aggressivo, ha reso certamente più difficile l’adattamento del Pilota alla moto e viceversa.
A Rossi auguriamo sinceramente di ritrovarsi forte con la Yamaha ed alla Ducati i nostri migliori auguri di riuscire nell’intento di riportare alla vittoria un pilota italiano sulla sua sella tricolore; ci sono riusciti con Capirossi che nel 2006 ha sfiorato il titolo, potrebbero riuscirci con Dovizioso che nel 2013 farà coppia rossa con Hayden.
Ad maiora!

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