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Guinea Bissau Rescue 2014 – Il prologo

I momenti di stasi del Guinea Bissau Rescue 2014, un viaggio avventura con finalità umanitarie. E anche una moto da recuperare.

testo e foto Marco Ronzoni

Sono le quattro di mattina di un normale venerdì musulmano.

Dakar dorme ancora semivuota, immersa nel buio, soffocata dalla sporcizia e dai rifiuti. I suoi infidi abitanti, le bianche capre ed i luridi veicoli attendono di riempire i marciapiede e le vie. Le mille attività di strada non hanno ancora ripreso la solita infruttuosa giornata che mai si capirà come faccia a dare sostegno agli innumerevoli venditori. Cosa c’è oggi di nuovo? C’è che finalmente, dopo undici estenuanti ed infiniti giorni d’attesa, lasceremo questo maleodorante angolo di Mondo e faremo ritorno a casa. Undici giorni… Dovevano essere ventiquattr’ore, ed invece… Che poveri illusi, che ingenui, che stupidi. E dire che avremmo dovuto sapere che da queste parti bisogna sempre aspettarsi il peggio. Ma forse in Africa non si è mai abbastanza pronti…

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Guinea Bissau Rescue 2014

Il piano era di arrivare qui, raggiungere il container navale spedito con sufficiente anticipo da Genova, recuperare i veicoli e dare il via al Progetto: consegnare un autocarro ed una fuoristrada ad una Missione della Guinea Bissau, il piccolo Stato a sud del Senegal, scortandoli via terra con le nostre tre moto.

Una volta giunti a destinazione sarebbe partita la seconda parte della spedizione: svegliare da un letargo ventennale una datata BMW R80GS e riportarla in Italia guidandola insieme alle tre sorelle minori sulle strade di Senegal, Mauritania, Sahara Occidentale e Marocco. Un intento ambizioso che lasciava molte incognite, ma nessuno si aspettava che si sarebbero trasformate in un incubo.

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Il ritardo dell’arrivo e dell’ingresso in porto della nave, il lungo week-end di chiusura che si concedono gli uffici di Dakar e le cervellotiche, complicate e costosissime formalità doganali hanno accorciato paurosamente il tempo a nostra disposizione costringendoci a rivedere tutto il progetto. Durante l’attesa la R80 è stata portata qui a Dakar e riparata ed è pronta ad affrontare il lungo ritorno. Il furgone e la 4×4 sono appena partiti verso sud, seguiti purtroppo solo dai nostri commossi saluti. No, non va bene.

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Guinea Bissau Rescue 2014

Non doveva andare così… Ormai nessuno di noi potrà più accompagnarli e dar loro supporto con la nostra esperienza di viaggio in questa Terra. Non c’è più tempo. Stiamo per varcare la soglia del cancello della Missione che ci ha pazientemente ospitato in queste lunghe giornate, per affrontare i tremilaottocento chilometri che ci separano da Tangeri, dove tra sei giorni ci imbarcheremo su un traghetto per l’Italia. O almeno così speriamo. Sei giorni e tremilaottocento chilometri in moto in Africa sono due concetti che fanno fatica a stare insieme… Sarà un lungo viaggio. Ce la faremo? Tre boxer bicilindrici BMW suonano pieni e confortanti, mentre quello della vecchia GS brontola seccato dal brusco risveglio al quale è stata costretta da un invadente personaggio con lunghe basette.

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La BMW R80 oggetto del recupero

Non sembra aver molta voglia di tornare a casa. Ha riposato tranquilla in un deposito in Guinea Bissau per quasi vent’anni, disturbata solo da decine di piccoli ragni operosi che l’hanno utilizzata come una nursery riempiendola di bozzoli. Ma tutto sommato erano silenziosi e soprattutto non le hanno mai chiesto nulla. Poi, qualche giorno fa, è arrivato uno sconosciuto che l’ha presa, le ha messo mani e ferri addosso, l’ha strapazzata e l’ha voluta svegliare ad ogni costo. Perché?

To be continued…

 

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