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Yamaha V-Max 1500 Drag Queen: la prova

di Flavio Carato

Una Yahama V-Max del 1999, vernice rosso fuoco e tanta componentistica di pregio per questa Street Fighter estrema. Il motore 1200cc originale, già dotato di grande coppia è stato portato a ben 1500cc, aggiungendo bielle Carrillo in titanio e una serie di interventi al motore di rilievo per ottenere quasi 200 cv pieni, vigorosi e pronti a ogni manata di gas. Estetica Dragster, particolare, quasi “Tamarra”, ma curata nei minimi particolari attingendo ai cataloghi di noti preparatori come Rizoma, ozzo, Marchesini e Maerz da cui arriva il vistoso abito.

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Molto d’effetto gli oblò trasparenti nei carter motore che lasciano a vista frizione, pompa olio e cambio. Molte modifiche alla ciclistica che, seppur mantenga le quote di omologazione, ha acquisito il meglio disponibile sul mercato con forcella Marzocchi da 50 mm, freni Brembo, ammortizzatori posteriori Ohlins, e molti altri particolari difficili da elencare.

Su strada con il nostro tester

Bassa di sella, ma non scomoda, dura di sterzo da fermo promette solidità di avantreno. Cerco le pedane arretrate e metto la prima di un cambio preciso e veloce. La spinta è piena, non insisto, ho paura di veder pattinare il posteriore o peggio di tirarmela in testa, meglio passare alla seconda, terza, fino alla quinta con una progressione infinita di questo 4 cilindri a V che spinge come un toro e mi incolla alla sella. Sul dritto tutto facile, basta dare gas per avere emozioni forti sapendo di contare su un impianto frenante di prim’ordine, il posteriore fin troppo esuberante.

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Quando però arrivano le curve la tendenza ad allargare la curva si fa sentire, il passo lungo e una ciclistica, seppur sopraffina, votata alle larghe Highway Americani si fa sentire. Vuole essere domata come un Toto scatenato, vuole essere indirizzata con forza e determinazione nella traiettoria che poi segue con un rigore estremo. Una guida comunque faticosa e impegnativa anche per la concentrazione di gestire tanta potenza in totale assenza di aiuti elettronici sia in accelerazione che in frenata. Può dare molte emozioni e divertimento, ma a costo di un impegno notevole come tutte le moto di carattere. Bella? Brutta? Non discuto i gusti ma apprezzo il lavoro di oltre 7 mesi e più di 700 ore di lavoro a Giuliano Barattini per confezionare questa moto per Andrea Raffo che mi ha concesso la possibilità di questa prova. Non si passa inosservati, la particolare estetica e in forte suono che esce dallo scarico 4 in 2 in 1 richiama sguardi e curiosità che appagano anche il più esigente narcisista. Una moto per farsi notare e distinguersi sicuramente e comunque omologata per circolare su strada, anche in due togliendo “l’unghia” che copre la porzione posteriore della sella.

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Un gioiello di meccanica che racchiude il meglio nelle parti non visibili come potrete leggere nella scheda tecnica, ma che soddisfa anche i più curiosi che possono perdersi nei particolari estetici che rendono questa V-Max quasi irriconoscibile se non fosse per quel grosso quattro cilindri a V che riempie la parte centrale della moto. Dose di adrenalina che arriva direttamente dal polso e cala solo quando il cavalletto laterale mette a riposo tutta la scuderia dei cavalli. Una moto unica nel suo genere anche in quello delle Special.

Scheda tecnica: Yamaha V-Max 1500 Drag Queen

Cilindrata: 1500cc

Potenza: 188,2 CV (Banco prova Fuchs)

Motore
-pistoni e canne maggiorati – Bielle Carrillo in titanio – Alberi a Camme Americani – Valvole maggiorate (+2mm Aspirazione, +1mm scarico) – Frizione da competizione Lock Up con dischi in rame – Testate elaborate con condotti lavorati – Carburatori Keihin FCR 41 valvola piatta con castello – Collettori e airbox realizzati su misura in alluminio a mano – Pompa olio maggiorata – Coppa Olio maggiorata (+1Lt) – Volano alleggerito – Carter motore Otec ricavati dal pieno (Carter frizione, volano, pignone, coperchi testate, piastre cilindri) – Centralina Dyna programmabile – Scarico completo Shark in accciaio inox 4in 2 in 1 con silenziatore in titanio (Omologato con DB killer) – Radiatore acqua Maerz Maggiorato – Radiatore olio Ducati corse

Ciclistica

Avantreno: Forcella Marzocchi rovesciata da 50 mm – Piastre sterzo Style and Performance ricavate dal pieno – Dischi freno MV Agusta – Pinze monolitiche Brembo Racing – Faro Ducati con supporti ricavati dal pieno – Pompe freno e frizione radiali Discacciati – Ammortizzatore di sterzo Matris

Retrotreno: Forcellone scatolato rinforzato – Ammortizzatori Ohlins regolabili – Disco freno 220 mm – Pinza Brembo serie Oro a 4 pistoncini – Cardano Americano

Pezzi speciali:
Cerchi Marchesini – Pedane arretrate Ozzo ricavate dal pieno – Supporti motore in Ergal di Style and Performance – Serbatoio maggiorato (+5 Lt) – Manopole, gas rapido, frecce ant., specchi, serbatoi olio freni e frizione Rizoma – Faro posteriore (Con frecce integrate) parafanghi ( anteriore e posteriore), puntale, fiancate, convogliatori aria, codino Maerz – Convogliatori aria radiatore in carbonio – Impianto elettrico nuovo (Originale Yamaha) – Selle in Gel realizzate in Francia – Strumentazione elettronica

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