Triumph Tiger 900 GT Pro: impressioni di guida sul 3 cilindri inglese

Bella, ben rifinita e molto godibile, la Triumph Tiger 900 GT Pro, migliora tutte le caratteristiche di questo modello di successo.

Attesa dai tantissimi appassionati e presentata all’ EICMA 2019, con la Tiger 900 GT la casa Inglese si consolida e si riconferma al vertice del segmento maxi Enduro. Attualmente il mercato sta premiando le cilindrate medie (al giorno d’oggi quelle posizionate fra i 600 e i 900 cc), moto che con ottime prestazioni e dotazioni tecnologiche non fanno rimpiangere le 1200.

Le nuove 900 GT e Rally sono moto completamente nuove, il motore anche se rimane un 3 cilindri (da tradizione Tiger) è stato riprogettato ed ora ha una cilindrata di 888 c.c. (78 x 61,9), e una potenza di 95,2 CV a 8.750 g/m e 87 N/m di coppia a 7.250 g/m. Mentre la Tiger 800 (74,05 x 61,9) aveva 95 CV 9.500 g/m e una coppia di 75 N/m a 8.500 g/m.

Triumph Tiger 900 GT Pro

Come si può vedere dai dati tecnici è aumentata la coppia del 10% e la potenza massima, anche se rimasta invariata, arriva in anticipo di 750 giri/m. Nuovo il telaio in acciaio e il telaietto della sella, ora in alluminio e imbullonato, mentre nella 800 era saldato al telaio. Un ottimo lavoro è stato fatto dai designer, ora le forme sono più raccordate e morbide, riconfermando sempre lo stile inconfondibile della Tiger. La versione GT Pro in prova è la versione Top con il massimo della tecnologia disponibile. La strumentazione TFT da 7”, permette di connettersi a My Triumph (tramite Bluetooth) per accendere alla GoPro, al navigatore e al proprio smartphone (per musica e telefonate) il tutto facilmente modulabile dal blocchetto di Sx.

Tanta tecnologia a bordo

La GT pro ha inoltre il controllo di trazione e l’ABS Cornering, i fari Full-Led 5 modalità di guida (Road, Rain, Sport, Off-Road e Rider personalizzabile), blocchetti retro-illuminati, selle riscaldabili sia per il pilota che per il passeggero, Quickshifter up/down, mono ammortizzatore elettronico con 17mm di corsa, forcella Marzocchi da 45 mm regolabile manualmente con 180 mm di escursione, pinze Brembo Stilema. Il motore uguale per tutte le versioni è un 12 valvole doppio albero a Cammes, raffreddato a liquido.

Il cambio è un 6 rapporti e la frizione in bagno d’olio è morbidissima. All’anteriore abbiamo un cerchio da 19” con pneumatico 100/90, con freni a disco flottante da 320 mm e pinze radiali monoblocco Brembo Stilema a 4 pistoncini con pompa radiale e ABS, al posteriore abbiamo un disco da 255 mm con pinza scorrevole Brembo e ABS con pneumatici 150/70 R17. La strumentazione, come già detto, è digitale TFT da 7”, comprende: tachimetro, contachilometri parziale, contagiri, marcia inserita, livello carburante e consumo medio e istantaneo, temperatura esterna, modalità di guida con tutte le regolazioni tramite il Menù del blocchetto di SX e il joystick.

 

 

Triumph Tiger 900 GT Pro, cosa ne pensa Rino

La moto che mi viene consegnata da Davide di Triumph Brianza www.triumphbrianza.it mi colpisce subito per il suo rumore di scarico. Su questa nuova Tiger i tecnici di Hinckley hanno cambiato la fase degli scoppi, ora sono 1-3-2 molto più vicini a un bicilindrico che a un tre cilindri, per questo è sparito il fantastico rumore del Tre cilindri Inglese, che tanto amavo.

In sella alla Tiger 900 il triangolo manubrio, sella e pedane mettono subito a proprio agio il pilota, una volta in moto la maneggevolezza della tre cilindri inglese permette di passare tra le auto con grande agilità. In superstrada apprezzo la grande protezione del cupolino, dei paramani e del serbatoio da 20 litri che mi tiene ben riparato dai primi freddi di questo inizio d’autunno anche alle “alte” velocità. La moto in modalità Road permette di sfruttare la grande elasticità di questo nuovo 900, in 6’ anche chiudendo il gas senza cambiare, il motore, riprende dai 2.000 g/m senza il minimo tentennamento.

Triumph Tiger 900 GT Pro

Sempre stabile in ogni situazione

Affrontando i curvoni a velocità sostenuta la Tiger GT non si scompone minimamente, sempre coerente con la traiettoria impostata.  In questo frangente, l’ottimo lavoro fatto dal trio forcella/telaio/mono posteriore è di grande aiuto. Anche tra le curve di montagna del triangolo Lariano, la tre cilindri inglese si trova a proprio agio, agile e intuitiva non sembra neanche una crossover. Complice un motore più “reattivo” nel salire di giri in mappa Sport, la Tiger danza tra le curve potendo contare anche su un Quickshifter veramente a punto, permettendo cambi di marcia veloci e precisi.

La forcella con un’escursione da 180cm e un cerchio da 19”, non la rendono un fulmine in inserimento in curva, ma una volta inserita la moto rimane stabile. Nonostante i tornanti con asfalto umido (più volte ho visto il TC illuminarsi) la moto non si scompone mai anche nelle frenate più violente, ottime anche le Metzeler Tourance Next montate di serie. Le strade di montagna sono il suo pane, il fantastico motore di 95 cv tutti sempre presenti ad ogni apertura di gas rendono la guida molto divertente. Una volta rientrato in superstrada, la Tiger 900 GT fa riscoprire l’anima GT. E accogliente e ricca di tutti gli accessori per affrontare un lunghissimo viaggio, dalle manopole riscaldate, al Cruise control, dalle selle riscaldate ad un cupolino facilmente regolabile con 50 mm di escursione.

Compatto e razionale il 3 cilindri Triumph

In conclusione

Con questa nuova Tiger, la Triumph propone per questo segmento molto combattuto, una moto che non è seconda a nessuna, entrando a pieno diritto tra il top del mercato. Ricca di tecnologia e di una meccanica che ha fatto storia, la 900 perde forse un filo di cattiveria rispetto alla 800, ma acquista un tiro a tutti i regimi, che hanno pochissime moto.

Una moto che si potrebbe consigliare a chi non vuole pesi, costi, potenze delle maxi enduro tanto di moda. Ma per chi è alla ricerca di una moto dal giusto compromesso, senza rinunciare a finiture, qualità e tecnologia da riferimento, come ormai ci ha abituato la casa Inglese. Questa moto che mi è piaciuta tantissimo, per il suo inconfondibile fascino estetico, per il suo stile da vera “Inglese”, per la sua potenza sempre gestibile e mai “improvvisa”, per la sua grande comodità con la quale fare tantissimi chilometri in un giorno e con la quale fare di tutto in totale libertà. Mi ha conquistato la possibilità o per meglio dire la facilità di passare da una mappa all’altra e da una regolazione ad un’altra molto velocemente.

Purtroppo non mi ha entusiasmato il rumore del finale di scarico, ma è puro gusto personale essendo legato al vecchio sound del tre cilindri inglese. Non dubito però che anche la “voce” attuale troverà i suoi estimatori, per questa moto che complessivamente ho trovato veramente gustosa ed equilibrata.

Testo Rino Salvatore Satta

Foto Claudio Falanga

 

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