BMW R 18, monumentale e iconica. La prova della versione Classic.

Una moto pensata per essere simbolo di un marchio. La BMW R 18 incarna vigore e pulizia estetica, nel segno della tradizione.

Ci sono moto del passato che non invecchiano mai, le linee e le scelte tecniche le rendono sempre eleganti e attuali. Le BMW da sempre sono riconosciute per il loro Iconico motore Boxer con trasmissione finale a cardano. La casa Bavarese con le: R 90 S (1973), R 100 RS (1976), R 100 RT (1978) e la mitica R 80 G/S (1980), è riuscita negli anni 70/80 a creare nuovi segmenti di moto. Negli ultimi anni la casa dell’elica ha continuato ad ampliare la sua gamma di moto con bicilindriche fronte marcia, quattro cilindri longitudinale, quattro e sei cilindri fronte marcia, passando da mono di 310cc fino a un boxer di 1800cc. Nel 2020 si presenta nel mondo Cruiser, con la splendida BMW R 18.

I precedenti più recenti

La casa Tedesca aveva già esplorato questo mondo nel 1997, con la R 1200 C e CL. Una moto con tutte le caratteristiche tecniche BMW ben in vista, motore Boxer di 1.171cc da 61 CV, una coppia di 91 Nm a 3.000 rpm e sospensioni Telelever e Paralever. La R 1200 C è rimasta in produzione fino al 2004. Sono trascorsi molti anni prima che a Monaco ripensassero al mondo Cruiser, un progetto nel quale BMW Motorrad ha fatto il più grosso investimento finanziario della sua ormai quasi centenaria storia. Il progetto è stato ispirato da una moto del passato, la R 5 del 1936, una bicilindrica Boxer di 497cc da 24 CV a 5.800 g/m, accreditata di 140 km/h di velocità massima con trasmissione finale a cardano.

La R 5 era una moto rivoluzionaria per l’epoca, aveva una forcella telescopica a olio, il telaio con tubi saldati a sezione ovale, due alberi a camme con comando a catena per utilizzare aste più corte per spingere i bilancieri delle valvole, richiamati da molle a spillo, altra rarità per l’epoca. Tra l’altro è stata la prima moto ad aver il cambio al pedale. La R 5 è servita come spunto stilistico e tecnico per progettare la R 18 una moto moderna tecnologicamente, ma fedele ai contenuti classici BMW. Le Cruiser sono moto possenti e la R 18 fa bella mostra del suo Boxer di 1802cc ma parcheggiata, la moto tedesca non impressiona per la sua notevole stazza. Le forme sono eleganti e il nero, con i fregi bianchi del serbatoio a goccia e del parafango posteriore (un chiaro richiamo al passato), rendono il tutto più leggero.

BMW R 18: la prova di Rino

La moto in prova è la R 18 Classic che differisce dalla R 18, non solo per parabrezza, faro e doppi fari full LED, sella passeggero, borse di pelle da 16 litri, i cerchi e gomme anteriore da 130/90 B16 per la R 18 Classic e 120/70 B19 per la R 18. Mentre al posteriore troviamo una gomma 180/65 B 16 uguale per le due versioni. La moto ha di serie la tecnologia Keyless, che permette di avviare il motore senza chiave. Tra l’altro, il telecomando ha la forma del serbatoio della R 18. Basta premere un pulsante del blocchetto a destra e si accende l’unico strumento analogico tondo, con display digitale che raccoglie tutte le informazioni. Sul blocchetto di sinistra con il tasto Mode si può visualizzare i giri motore, l’orologio, chilometri parziali, la marcia inserita e i consumi.

Tre mappature

Si possono selezionare tre mappe: Rain, Roll o Rock. Una volta avviato,  il Big Boxer non fa certo mistero delle generose dimensioni dei suoi pistoni che scuotono la moto, il sound di scarico è possente ma rispettoso dei timpani. Una volta in sella (posta a soli 69 cm da terra) e inserita la prima, la R 18 si muove leggera nella guida in mezzo al traffico l’unico problema è prendere le misure dei mega cilindri che impressionano visti dalla sella.

Dopo un po’ di chilometri alla guida, la moto ti fa sentire quasi a casa, la posizione delle gambe e l’ampio manubrio regalano una posizione in totale relax. Si viaggia ben protetti dal cupolino nei trasferimenti autostradali, le vibrazioni sono al minimo a patto di non superare i 4.500 g/m oltre i quali  si fanno sentire sulle pedane, però nulla di fastidioso. Ma quando si lascia la superstrada, la R 18 regala grandi emozioni nel guidarla tra le curve, sfoggiando insospettabili doti di leggerezza e maneggevolezza.

150 Newton Metro di coppia

Un grandissimo merito va al suo poderoso motore, che con una coppia di 150 Nm da 2.000 a 4.000 g/m sa regalare una spinta fluida ma vigorosa. Nella mappa “Roll” la spinta è  regolare ma potente, sembra di ascoltare i Led Zeppelin in “All of my love”. Ma basta selezionare la mappa “Rock” per avere una risposta più pronta e decisa alla manopola del gas. Il motore si scatena, con i Led Zeppelin si passerebbe al Rock più duro di “Whole lotte love”.  Sembra incredibile che una moto di 345 Kg e lunga 2440 mm, possa essere così facile da condurre tra le curve strette di montagna, dove però non ci si può esibire in grandi pieghe, visto che le pedane toccano molto facilmente. Ottima il cambio a sei rapporti (ad innesti frontali) preciso in scalata, ho solo registrato qualche piccola indecisione passando dalla terza alla quarta marcia.

Molto morbida la frizione, un monodisco a secco ora antisaltellamento, per impedire alla ruota posteriore di saltare nelle scalate più sportive. Splendido l’albero cardanico a vista e placcato al Nichel. Il Big Boxer raffreddato con un sistema misto aria e olio, è veramente un gran motore, non solo perché da fermo sembra una scultura d’acciaio, ma anche per suoi 91 CV a 4.750 g/m ben distribuiti in tutto l’arco di giri. Nel progettarlo i tecnici della BMW si sono ispirati alla R 5, il poderoso albero motore aziona tramite catena a bussola fissa, gli assi a camme dei cilindri che spingono le due aste per i bilanceri di aspirazione e scarico. La registrazione del gioco valvole, avviene con il metodo più classico per i boxer di Monaco, cioè con vite e controdado (tolleranza 0,2-0,3).

C’è anche la retromarcia

La R 18 visto il peso in ordine di marcia, dispone anche di retromarcia, si innesta tramite manettino cromato dietro il motore, basta premere il pulsante di avviamento e la moto indietreggia. Alla Cruiser di Monaco non mancano tutti i controlli elettronici per tenere a bada la portentosa coppia, il controllo di trazione ASC, si regola in base alle mappe seleziona, più invasiva nella Rain e più soft nella Rock.

Per i lunghi tragitti autostradali viene in aiuto il Cruise Control che si può attivare dalla velocità di 30km/h. Non posso che rimarcare che questa R 18 sia una splendida moto, anche viaggiando in due il passeggero dispone di una sella ben imbottita che non affatica. Però vorrei suggerire alla casa, di aggiungere alla sella un punto dove la passeggera (o passeggero) potesse attaccarsi in sicurezza, visto che il mono posteriore (90mm di escursione) trasmette al passeggero qualche sollecitazione di troppo, nelle strade statali più sconnesse.

Alcuni dettagli perfettibili

Sempre tra le cose che migliorerei, ci sarebbero gli specchietti retrovisori che a velocità autostradale, vibrano e non permettono una buona visibilità. Magari un montaggio più elastico risolverebbe il problema. Nella guida si apprezza la forcella (120mm di escursione) che assorbe molto bene ogni sconnessione della strada, lo pneumatico anteriore 130/90 da 16 rende più agile e svelta (tenendo conto delle masse) la guida tra le curve. Passando poi al reparto freni, non posso che apprezzare i tre dischi da 300mm con pinze a 4 pistoncini.

Il sistema ABS semi integrale BMW ripartisce la frenata della leva al manubrio, tra le pinze anteriori e la pinza posteriore. Se però si preferisce una frenata più decisa non rimane che usare il pedale del freno posteriore e la moto rallenta in brevi spazi. La leva del freno del manubrio non è molto incisiva appena si tocca. Io sono abituato a frenare con il solo indice e preferisco una frenata con maggiore mordente, ma questo è un fatto soggettivo. La R 18 ha il disco posteriore che aiuta nei tornanti stretti.

BMW R 18: difficile staccarsene

Dopo alcuni giorni e tanti chilometri percorsi in vari tipi di strade, da solo e in compagnia, non posso che apprezzare questa splendida moto, aggettivo usato da tante persone (motociclisti e non) che mi hanno chiesto informazioni su di Lei.

Sicuramente il grosso impegno tecnico e finanziario da parte della casa dell’elica è servito per creare una vera Cruiser, per rientrare in questo importante segmento con un prodotto dal grandissimo contenuto tecnico. Ma soprattutto la BMW R 18 si distingue per fascino ed eleganza, non comuni a tante sue concorrenti. Penso che chiunque avrà la fortuna di metterla nel proprio box, non sarà più disposto a rinunciarci, visto le forti sensazioni ed emozioni che regala guidandola. Ho parlato dei Led Zeppelin divenuti un’intramontabile Icona del Rock, e credo che come loro, chi guiderà questa Iconica moto difficilmente potrà dimenticarla.

testo Salvatore Satta

foto Claudio Falanga

Nella prova della BMW R 18 Classic abbiamo utilizzato: casco X-LITE 1005; giacca Hevik Black Jack, Jeans Hevik, guanti Hevik Garage.

Check Also

Triumph Tiger 900 GT Pro: impressioni di guida sul 3 cilindri inglese

Bella, ben rifinita e molto godibile, la Triumph Tiger 900 GT Pro, migliora tutte le caratteristiche di questo modello di successo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.