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Perché il BMW GS?

di Flavio Carato

Ebbene sì, anche io ho il GS, un punto di arrivo per chi è diventato BMWista nel lontano 1991 con quel tentativo di rivoluzione da parte della casa Bavarese con il futuristico motore  a sogliola.
Futuro interrotto troppo presto dalla voglia di tradizione, ma questa è un’altra storia.
La storia invece l’ha fatta quel motore rinnovato, proprio in quegli anni, che è diventato ulteriormente punto cardine della storia BMW anche moderna.
Motore che aveva dimostrato buone doti anche nel fuoristrada con le vittorie nella Parigi Dakar e nel contempo creando il mito attuale.
Il BMW GS, una moto che costa un botto, oltre ogni logica, ma che nonostante la crisi rimane la moto più venduta distaccando la seconda, circa venduta alla metà del prezzo, di quasi il doppio delle unità.
Successone anche dell’ultima evoluta versione che ha invaso subito le strade affiancandosi alle sorelle più vecchie di 800-1000-1100-1150 e 1200cc.
Anche io ero scettico la moto non è un mostro di bellezza, potenzialmente fa quello che farebbero altre moto, ma….basta provarla e si intuisce qualcosa di diverso, se ci si fanno 10000 km, tra monti, mare, tornanti, autostrade e città, all’anno, magari ci si va a Capo Nord si capiscono tutte le qualità e se ne comprende il successo.

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Un successo che la GS ha consolidato mantenendo la leadership di un settore in massima espansione che molte altre case cavalcano dividendo le vendite con l’altro settore, quello delle Naked, che rappresenta insieme alle maxi-enduro appunto, la salvezza del settore moto.
Perché il GS, ma anche perché le Maxi-enduro o le facili Naked?
Una volta c’erano le fuoristrada e le stradali, con le XT o le XL ci si faceva di tutto, come del resto con le “sportive” di qualche decennio fa ci si poteva anche viaggiare, poi è cominciata la specializzazione.
Il fuoristrada stradale è quasi stato relegato in un angolo a favore delle carenate che son diventate sempre più prestazionali e specialistiche, R1 per prima seguita a ruota da prodotti delle altre case giapponesi con le Italiane a fare da contorno di classe.
L’utente medio si è trovato così spiazzato, o modelli di media cilindrata di basso appeal o gran turismo pesanti e grosse.
Ecco che i motociclisti normali e moto viaggiatori cominciano a orientarsi verso mezzi che possono conciliare il divertimento e il piacere di guidare con la praticità di utilizzo…….
Il gioco è fatto, la risposta è il GS e le sue colleghe.
Nel frattempo le grosse enduro, Africa Twin e Super-Tenerè in testa, erano sparite lasciando alla BMW, tra le poche a tenere duro, la possibilità di crescere, migliorarsi, evolversi fino a diventare il modello da seguire e copiare.
Telaio migliorato, motore moderno, elettronica e componentistica completa l’hanno resa una compagna di tutti i giorni e un’amante per divertenti passi alpini o fughe verso le coste.
Basta un set dedicato di borse ed eccola pronta per portarvi ovunque.
Una moto che in mano a qualcuno capace e con pruriti sportivi può dare filo da torcere anche blasonata sportiva nei percorsi misti.
Un po’ lo stesso discorso varrebbe per ottimi modelli Naked, ma a sfavore di questi c’è la minore protezione all’aria e una ciclistica meno svelta e facile.
Se a questo aggiungiamo che le sportive hanno ormai da tempo preso la dicitura di “Iper” diventando di fatto mezzi da pista puri che in strada fanno soffrire e non possono esprimere che una minima parte del potenziale si spiega il calo di vendite in questo settore.
Insomma merito di BMW di averci creduto fino in fondo sviluppando costantemente un pezzo di storia, colpa di un mercato che spinge a scelte in questa direzione, forse anche un po’ di motivazione è anche la “Moda” che anche il motociclista medio subisce.
Sta di fatto che, “Porca Vacca”, le “Mucche” continuano a piacere

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