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Moto-Simulacro o bambola di gomma?

 
 di Carlo Nannini (Kiddo)
Credo che l’idea della moto-simulacro mi sia venuta durante una fiera di Verona,  visitando lo stand della Bimota o di MV Agusta. Mi incantai sì forse davanti alle forme della nuova tre cilindri e chiesi a uno schietto quadro dell’azienda subito prima di avere l’impressione che volesse cacciarmi a suon di randellate dal loro stand se non avessero mai pensato di commerciarne una versione finta, ovvero non funzionante ma con identiche forme, come semplice oggetto d’arte afunzionale.
Un manichino col motore vuoto, ma lo stesso telaio, plastiche, serbatoio tutto uguale. Un oggetto da tenere in garage sotto un telo, ogni tanto spolverare, ammirare, magari salirci sopra per sognare un po’ di farsi una sparata sul Giogo o sui Sibillini e poi ricoprire. Oppure da tenere in salotto come oggetto di arredamento: quanti tengono la moto in casa perché è bella? Col fantoccio niente odori sgradevoli,  e si potrebbe anche tenere in prossimità del caminetto.
Una sorta di modello scala 1:1 da collezionare, che potrebbe essere prodotto anche da chi costruisce modellini.
La bambola gonfiabile in versione motociclistica.
Immaginatevi le potenzialità di questa cosa: niente bollo, assicurazione, volture, documenti, meccanico, usura di gomme , puzza di olio o benzina.
Potrebbero produrre versioni recenti o di modelli passati, e per veri feticisti potrebbero esserci anche accessori dedicati.
Immaginatevi che figurone aprire il garage pieno di moto strafighe accanto alla tipa alla quale avete promesso il giro in moto per dirle: “Scegli!”. E poi portarla sul solito TDM del ’94 perché  “La più comoda comunque è quella” sorvolando sul fatto che è l’unica moto vera.
Pensate a quanti comprano la moto per tenerla ferma quasi sempre o usarla una volta l’anno giusto per muovere l’olio, non farebbero lo stesso con la moto-simulacro?
Lo so, adesso staranno già tutti lì a rimuginare le potenzialità di questa idea, mi vedo già manager col telefono in mano per chiamare ingegneri o pianificatori economici per dare il via alle linee di produzione.
Quanto a me, che ho elargito questa ennesima perla di ingegno alla specie motociclistica, chiederò in cambio una piccola percentuale sulle vendite. Una rendita modesta ma che mi consenta di vivere in serenità, comprarmi una bella moto (vera) e andarmene a spasso.
Le bambole gonfiabili, le lascio a qualcun altro.

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One comment

  1. giovanni gritta

    ciao 🙂 a breve metterò in casa la mia vecchia Cagiva Mito. rappresenta un pezzo di cuore, non avrei potuto rottamarla cosi l’ho imbalsamata! Ti saprò dire il risultato!!

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