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Mi piacciono le moto rumorose e puzzolenti

Il bello di avere valenti collaboratori è lo stimolo che questi mi danno.

Leggendo l’ultimo blog di kiddo – “La moto elettrica: una presa di culo?”– e mi è venuta voglia di dire la mia.

Interessante l’introduzione di Kiddo che enunciava i vantaggi delle motociclette elettriche, per poi spostarsi sull’esistenza reale di queste sul mercato.

Ecco che mi è venuto subito d’istinto pensare che i motori a scoppio a me piacciono.

Mi piacciono le moto puzzolenti e rumorose, (più rumorose che puzzolenti).

Lo so che ciò che dico è politicamente scorretto, ma qui stiamo parlando di emozioni, non di ciò che è giusto.

Il rumore di scarico di una moto (non dei cinquantini due tempi che d’estate scorrazzavano nelle nostre periferie, per i quali avrei aperto la caccia alla zanzara a suon di doppietta), mi piace, mi crea emozioni.

Ricordo il suono del mio ducatone 750 – circa venticinque anni or sono – che dovevo accendere la mattina lontano dalle macchine. Ma nonostante ciò, i Lafranconi aperti, provocavano l’accensione di metà degli antifurti della zona. Che vi devo dire, altra epoca, altra età (la mia), altri ricordi, ma che bellezza! In galleria, in rilascio, emetteva un suono che ti faceva accapponare la pelle, sovente insieme a qualche scoppio da smagrimento.

E ve lo immaginate percorrere la strada in una foresta in maniera completamente silenziosa? Vi è mai passato davanti un cervo all’improvviso? A me si! E vi garantisco non è una bell’esperienza. Ecco, con una moto silenziosa i rischi sarebbero centuplicati. Moto silenziosa, nessun avviso per gli animali e nemmeno, spesso, per gli automobilisti, che guidano peggio di cinghiali sparsi.

Mi viene in mente quando percorrevo solitario la strada strada del Passo del Muraglione per recarmi a Misano, e sentivo a volte odore di olio di ricino. Allora allungavo il passo, per vedere chi mi precedeva. Questi, appena mi scorgeva aumentava l’andatura e ci si trovava “ingarellati” fino al passo. Una volta scesi di moto, spesso con sollievo se avevamo esagerato, si scambiavano due parole, poi facevamo in modo di non ripartire assieme per evitare ulteriori rischi.

Se partiva prima il motociclista con il due tempi, dovevo dargli largo margine, perché l’odore di una moto davanti per un motociclista è come l’odore del sangue per i predatori: irresistibile.

Può darsi che un giorno dovremo rinunciare ai motori a scoppio.

Per quanto riguarda le automobili nessun problema, ma per le moto sarebbe un dramma emozionale. Non oso pensarci!

 

 

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