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Meridione di Italia off limits per i motociclisti?

Dovendomi occupare di diverse cose nel giornale, dalla direzione della testata a cambiare le lampadine quando si fulminano, mi intrattengo spesso in un ruolo tipico dei grandi quotidiani: il titolista.

Dovete sapere che questa persona si occupa di rendere gli articoli appetibili alla lettura, spesso con risultati che allontanano le intenzioni dell’autore, non di poco.

Il titolista quasi mai ha competenze specifiche dell’argomento di cui crea io titolo, è una specie di entità super partes che quando non obbedisce a logiche editoriali, è capace di sfornare meravigliosi e pittoreschi titoli, che però fanno sempre incazzare l’autore.

Ecco quindi che spesso i titoli li faccio io, un po’ perché mi diverto, un po’ perché solo alla ricerca del SEO perfetto (l’algoritmo di google per le ricerche nel web), un po’ per attirare direttamente i lettori.

L’ultimissimo mio titolo ha riguardato il blog di Kiddo relativo la grande frequentazione di motociclisti italiani sulle rotte del nord europa e la mancanza di una reciprocità da parte dei motociclisti di quei paesi. Detto in maniera meno elegante: sui perché e i per come manco ci cagano!

Il titolo che Kiddo mi aveva mandato era: Mototuristi scandinavi in Italia.

Ora capite che un titolo simile aveva ben poca forza, anzi, faceva un tantino schifo, mentre il testo, come solito per Kiddo, era brillante e scorreva che era una bellezza. Ecco quindi che il titolista che è in me pensava a un’intestazione di maggior effetto: “Ma se andiamo a Capo Nord, perché non vengono a Capo Rizzuto?” In realtà avevo pensato invece di Capo Rizzuto a Capo Passero, ma poi l’accostamento con le due belle ragazze, che avevo già deciso di mettere nella copertina per dare stacco all’immagine, sarebbe stato forse eccessivo e un tantinicchio (dal vocabolario di Montalbano) volgare.

Ora, tutta questa premessa per dire che Kiddo si chiedeva come mai non si vedevano motociclisti scandinavi nella bella Toscana ed io avevo estremizzato il tutto mettendo una destinazione del nostro meridione. Quello che ho trovato interessante è stata l’eco che ha creato l’articolo di Kiddo su Facebook, dove insieme diversi apprezzamenti (i tantissimi “mi piace” e i commenti positivi nei confronti della bella località calabrese), molti altri avevano messo in evidenza (difficile dire se a torto o ragione) i pericoli di avvicinarsi a quelle zone e tanti presunti malfunzionamenti locali. “Manco arrivi e ti fregano la moto” “Meglio andare in Africa, sono più organizzati”, insomma il nostro meridione non sempre è apprezzato quando arte, cultura e gastronomia farebbero meritare.

Probabilmente le preoccupazioni di alcuni motociclisti del nord Italia sono simili a quelle di molti stranieri che hanno timore ad avvicinarsi a zone che paiono simili ad un far west… forse proprio grazie ai titolisti dei giornali…

Il turismo, vero petrolio del nostro meridione, dovrebbe essere incoraggiato, proprio a partire dalla percezione di sicurezza da parte di chi lo visita.

L’ospitalità naturale della gente dovrebbe fondersi con l’azione dello stato per creare la sacralità del turista. E se proprio non si raggiungesse il 100% di sicurezza si potrebbe intervenire con la solidarietà.

Io ho già pronto il titolo:

“Gli rubalo la Hornet, gli regalano una Goldwing”

 

 

 

la foto di copertina per gentile concessione degli amici Moe e Ryan di Cycle Garden – Huntington Beach California.

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