Ghost Rider

A forza di andare in moto per castelli, prima o poi sarà normale imbattersi in Ghost Rider?

di Pier Peio

Capitano situazioni strane nella vita, soprattutto a chi va in giro in moto e quando credi di averle viste tutte, ecco che accade qualcosa di inusuale, inconsueto che sembra buttato sul tuo percorso di vita, giusto in tempo per minare le poche fragili certezze esistenziali che hai.

Capita così che un sabato pomeriggio, come tanti altri, ti rechi in moto a Ivrea. Si percorre rigorosamente la strada provinciale, lambendo il lago di Viverone e si va a trovare la mamma di Sabrina. Finita la visita parentale si riprende la moto ma non ho voglia di fare la stessa strada, seguo quindi le indicazioni per Chivasso, faccio un pezzettino di autostrada, da Chivasso Centro a Chivasso Est, sulla Torino – Milano e me la godo, perchè in quel tratto non si paga il pedaggio (eh, ognuno di noi ha le sue piccole perversioni…).

La rocca di Verrua Savoia. Ghost Rider sarà partito da lì?
La rocca di Verrua Savoia. Ghost Rider sarà partito da lì?

Giunto a Crescentino, passato il ponte sul Po, la mia attenzione viene richiamata da una costruzione medievale. Il sole sta tramontando e da lassù potrei scattare qualche bella foto. Mi dirigo, quindi, verso “La rocca di Verrua Savoia” www.roccaverrua.it/ che è indicata benissimo, infatti anche volendo non si può sbagliare strada. Mentre mi sto soffermando su questo dettaglio positivo, ecco: la delusione, la strada è chiusa da una pesante sbarra, con un bel lucchetto ed è installata a circa 2 km dal sito. “Accidenti”, penso, però in compenso l’Amministrazione locale ha messo un bel cartello che descrive con dovizia di testo e immagini ciò che non si può raggiungere. Io e Sabrina ci guardiamo sconsolati e delusi. “Va beh”, ci diciamo, “piuttosto che niente è meglio il piuttosto, però che peccato!”.

Riprendiamo il cammino su una strada asfaltata larga poco più di 2 metri, maciniamo chilometri tra colline e boschi, curve a non finire in mezzo al nulla. All’improvviso freno e decido di farmi fare una foto da Sabrina, dopodiché proseguiamo il nostro viaggio inconsapevoli che è accaduto qualcosa di strano e di insolito. Arrivando a casa, la sorpresa: mi accorgo scaricando la foto mia e di Avalon che alla mia sinistra c’ è qualcosa di strano e che ad occhio nudo non avevamo visto né io, né Sabrina.

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A forza di andare per castelli, prima o poi sarà normale imbattersi in un fantasma? La strana nuvoletta ectoplasmatica sembra essere lì, incuriosita a guardare la moto, magari avrà pensato: che strano cavaliere, che strana dama e da dove mangerà la biada questo strano cavallo?  Sarà così? Probabilmente sarà una cosa spiegabilissima da chi è più esperto di me di fotografia: ma lasciatemi sognare, fantasticare, pensare che un giorno imboccando una delle infinite stradine, mai percorse in precedenza, mi sono imbattuto in qualcosa ti etereo, misterioso, comunque strano ma sicuramente in una presenza amica che si è interessata a noi, ad Avalon e chissà, magari abbiamo percorso con lei un pezzetto di strada.

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