Aprilia Tuareg Wind 350, la più bella moto del mondo!

Partiamo da un fatto fondamentale: mi piacciono i ferri vecchi.
Non è solo perché hanno un loro fascino,  se vogliamo una storia da raccontare. È perché se una moto è bella, è bella sempre,  non importa se sono passati 10 20 o trent’anni,  se hanno perso smalto, senso estetico o le prestazioni sono surclassate. Anzi,  a volte ci sono moto che per il periodo in cui sono state presentate erano troppo avanti e magari non sono state capite, e che poi per chi non le poteva neanche vedere sono diventate degli oggetti dell’attrazione enorme.
A me è successo ad esempio con la Aprilia  Tuono 1000. Mi pareva un’accozzaglia inguardabile quando uscì e adesso farei follie per prenderne una.
Si, perché si può dire di tutto, ma esteticamente le moto di Noale per forme, vesti grafiche ed estetica sono state quasi sempre un riferimento,  un esempio seguito e inseguito da tutti.
Altro riferimento almeno in tema puramente estetico per quanto riguarda il segmento maxienduro alla fine degli anni ’80 è  stata sicuramente la Tuareg.
Non avevo mai neanche provato la Tuareg 350, ma cercando un vecchio maxienduro per seguire gli eventi turistici on off per moto-ontheroad mi sono messo alla ricerca di questo mezzo dall’indubbia versatilità e personalità estetica.
Cercavo una moto facile, leggera e parca nei consumi, adatta al fuoristrada, da usare tutti i giorni in città e col brutto tempo. Una moto da sbatacchio,  insomma,  ma mitica, qualcosa di fortemente evocativo.
Già dai primi chilometri,  abituati come siamo a guidare astronavi con 130 cavalli,  la sensazione è quella di farsi portare da una falciatrice.
Il mio Tuareg Wind 350 ha quasi trent’anni, ma non va malaccio. Consuma pochissimo,  non ripara dall’aria,  in due è invivibile, ha le svasature del serbatoio che non mi entrano le ginocchia, ha una carenatura tanto bella e che le attribuisce una estetica maestosa ma è completamente inutile,  si capisce che si sta guidando una enduro leggera già dai primi metri,  con un sacco di roba inutile davanti.
Tutte le volte che la parcheggio da qualche parte mi incanto a guardarla, ai semafori suscita sguardi perlomeno incuriositi.
Dopo un sacco di piccoli ma fondamentali interventi ha smesso di perdere olio dalla forcella,  si accende quasi subito e non mi impuzzolentisce più il garage di benzina.
Un gioiello insomma.

Sulle strade dell’Eroica con l’ Aprilia Tuareg Wind 350

A un paio di settimane dall’acquisto,  visto che fuoristrada mi da una confidenza che disperavo di ritrovare in una tuttoterreno,  decido di partecipare alla Winter heroes, il raduno invernale sulle strade dell’Eroica.
Arrivo al luogo della partenza dopo una levataccia alle 5,30 del mattino e aver scalato un primo valico sul Monte San Michele, in fuoristrada.
Se su asfalto sto un po’ sulle uova, infatti,  su strada bianca,  guidata in piedi e spostando il peso sulle pedane il Tuareg è divertentissima, meravigliosa, assolutamente nel suo habitat naturale.
Cavalcare su quelle strade bianche con una moto del genere è un’emozione che solo la poesia può descrivere,  ma sinceramente non mi sarei mai aspettato che il Tuareg potesse risultare anche straordinariamente veloce. Ero partito per questa esperienza sicuro del fatto che avrei dovuto stare attento a non farmi tamponare da qualche maxienduro più moderna e con un centinaio di cavalli in più,  invece mi accorgo che non solo non sono io a rallentare gli altri, ma mediamente sono molto veloce.
Con un catrame da qualche centinaia di euro mangio la coda a dei milleddue allestiti per i raid nel deserto.
Passo la giornata tirando il collo al mio treemezzo quando mi accorgo che l’impianto elettrico mi sta abbandonando : niente più frecce, clacson, le luci fanno solo se tengo accesi gli abbaglianti ( magie della corrente ) e ovviamente niente avviamento elettrico.  Poco male,  perché il vecchio catorcio ha la pedivella!  Tie’!
A pranzo faccio “amicizia ” con Franco Picco, appena tornato dalla sua ventiquattresima Dakar ed ospite d’onore dell’evento.
Chiacchieriamo come due vecchi amici di vecchie moto e di problemi fisici,  ed è colpito dalla mia passione per la mia vecchia Aprilia.
Riprendiamo il percorso, io con la cariatide che ormai si accende solo a pedivella e lui con la stupenda Tacita elettrica , un gioiello di tecnologia e mobilità sostenibile. Due modi alternativi alle mucche da deserto che ormai sembrano quasi la scelta obbligata per vivere l’esperienza  di un percorso come L’eroica.
Aprilia Tuareg Wind 350
Aprilia Tuareg Wind 350
Arriviamo insieme al tratto molto brutto in discesa e sconnesso poco prima di Asciano. Raggiungo il gruppetto delle Tacita, Picco mi riconosce e mi saluta,  quasi un gesto di intesa fra uno dei protagonisti dei rally degli ultimi trent’anni e una delle moto che ne hanno fatto la storia. Proseguo superandoli verso il tratto che porta a Castelnuovo Berardenga e alla  conclusione del giro.
La bellissima giornata sta per finire, quando prima di Greve il Tuareg entra in riserva e mi costringe alla sosta per la benzina.
Finito di fare il pieno provo a riaccendere ma il vecchio Tuareg non vuole saperne. Sicuramente l’impianto elettrico ha gettato la spugna.
Spedalo, smadonno, ma niente.
Lo sapevo, dove diavolo credevo di andare?  Lo vedi che a prendersi i rottami vecchi si rimane a piedi? E io che pensavo che sto affare potevo fare le stesse cose di una moto nuova.
Sono quasi rassegnato a chiamare l’aiuto da casa, ma disperatamente  provo a dare un’occhiata ai fili intorno alla batteria. Effettivamente smontate poche cose, noto che ci sono due fili sciolti assieme. Guardo i fusibili, uno è  mezzo bruciato. Lo muovo un po’, il quadro si illumina, accendo subito con l’avviamento elettrico.
Sono felicissimo, ho addirittura riparato il guasto alla moto e posso ripartire!
Il mio Tuareg non solo è  andato bene quanto le moto nuove, ma mi ha regalato anche quest’ultima emozione! Quanti di quelli che hanno navi del deserto nuove di pacca hanno vissuto altrettanto intensamente questa esperienza?
Tornato a casa, sistemo il Tuareg in garage, mi fermo qualche secondo a guardarla.
Farai il rumore di una falciatrice,  mi tocca tenerti sempre il gas arrovesciato, ma cavolo quanto sei bella !

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3 comments

  1. Buonasera a tutti.
    Ho una tuareg wind 350 del 1989,Non riesco a trovare guaina e filo di frizione.
    Qualcuno mi può aiutare?
    Grazie

  2. Ciao, non sei l’unico ad avere la passione per le vecchie (moto)… per fortuna è ritornata la passione a riaccendere queste meraviglie !!!! è semplicemente un tuffo nel passato per rivivere le emozioni della nostra gioventù ! Ho 47 anni e ogni due anni compro una milf che ho avuto da bocia! Mi diverto a sistemarle e ha guardarle , come vedere un film retro! Ciao a tutti gli appassionati

  3. Ho un’ Aprilia etx 350, motore identico al tuo, mi hai fatto rivivere un po’ delle emozioni che ho provato nei moltissimi km percorsi fino ad oggi. Ha 35 anni ma li porta benissimo, vorrei prendere anche un enduro stradale bicilindrico ma non ci riesco perché la amo troppo. L’amore è amore . Viva Aprilia sempre e viva Rotax anche con tutto il suo Rumore

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