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Al Sestriere per l’Adventour Fest, sulle strade sterrate in val di Susa

Abbiamo partecipato all’ultimo degli eventi della HAT Series, percorrendo fantastiche strade sterrate in val di Susa a cavallo della Suzuki V-Strom.

HAT sta per Hardalpitour, HATseries è un calendario di eventi dedicati al turismo fuoristrada, HAT Sestriere Adventour Fest è l’ultimo nato di questi eventi, un grande raduno dedicato al turismo-avventura a Sestriere. Svoltosi dal 28 al 30 giugno scorsi, ha permesso ai sempre più numerosi amanti di questa disciplina di condividere e affrontare percorsi organizzati sulle strade sterrate in val di Susa e val Chisone, condotti da guide esperte che li hanno portati su incredibili percorsi panoramici ma accessibili anche ai meno esperti. E noi c’eravamo.

Il luogo

Diciamo la verità: Sestriere è parecchio bruttina, coi suoi cilindroni di cemento e i negozi modaioli che poco hanno in comune coi tipici paeselli di montagna. Poi però sollevi lo sguardo e le montagne le vedi, così maestose che lo capisci subito che devi portar loro rispetto. E ne senti il respiro, che nei giorni torridi di questo periodo qui la sera ci voleva la felpa, e sul letto c’era il piumino.

Sestriere, punto di partenza per un adventouring sulle strade sterrate in val di Susa

 

Ma Sestriere è anche uno di quei luoghi biker friendly, dove molti alberghi hanno in bella vista i cartelli free garage, e dove i componenti dell’associazione Base Luna, iscritti al dipartimento motociclistico della protezione civile come gruppo motociclistico enduristico, oltre a preservare il territorio e a fare opera di soccorso ovunque ci sia bisogno, promuovono questa attività di adventouring usando le moto per spostarsi con la stessa filosofia con cui un tempo si usava il cavallo. Ed è con questa filosofia che Mario Guerra, il Presidente, ci guiderà alla scoperta di strade meravigliose e luoghi fantastici.

Le strade

Dovessero mai chiederci un giorno la definizione di Paradiso dell’Adventoruring non avremmo dubbi: eccolo qua, in questa rete, la più vasta d’Europa, di circa 700 (settecento) km di strade sterrate in val di Susa e val Chisone, nel comprensorio che racchiude Sestriere, Cesana, Monginevro, fino a Bardonecchia. Sono strade per la maggior parte aperte al traffico, almeno nel periodo estivo, che attraversano territori disabitati o quasi, e quindi poco soggetti a rimostranze di eventuali residenti, alcune godono dello status di provinciale, e come tali usufruiscono di una adeguata manutenzione. Rispetto quindi per i tanti amanti del trekking o della mountain bike che si possono incrociare, e occhi sempre aperti, che su quelle strade transitano anche automobilisti.

Strade sterrate in val di Susa (foto di Massimo Di Trapani)

Il genio militare

Paradossalmente invece certe strade vietate alla circolazione sono nelle condizioni peggiori, frane e neve da queste parti non fanno sconti, ed essendo poco battute vengono praticamente lasciate al loro destino, un vero peccato.

C’è un altro aspetto che rende questi luoghi un vero paradiso per chi arriva dotato di gomme tassellate: le strade sterrate in val di Susa sono perlopiù ex strade militari. Siamo in zona di confine, e quindi di conflitti, dalla Grande Guerra, e ancor prima dai tempi dell’impero napoleonico, e volendo si potrebbe risalire fino agli elefanti di Annibale, questo dedalo di percorsi è stato costruito dal genio militare. Gente esperta e capace che non aveva il problema di andare da A a B in linea retta nel minor tempo possibile, ma che su questi terreni doveva trasportare merci, armamenti, carri, roba pesante che necessitava di certi raggi di curva e di certe pendenze. Ed ecco che questo patrimonio, anche storico oltre che paesaggistico, è arrivato in ottime condizioni fino ai nostri giorni.

Strade sterrate in val di Susa: la valle Argentera

La moto

Dai primi prototipi di Daimler alla Panigale V4, il dibattito sull’esistenza o meno della cosiddetta moto totale è tuttora acceso. Diciamolo subito: non sarà certo la più bella del reame, ma la Suzuki V-Strom è uno di quei balocchi che non solo ti permette di affrontare lunghi viaggi anche in coppia, non solo ti porta al lavoro o a fare la spesa sgattaiolando agile in città, ma, e l’abbiamo toccato con mano, una volta gommata con le ottime Anlas CapraX ti consente di arrivare in posti che visti dal basso un certo timore lo incutevano, per esempio fino agli arrivi delle funivie in quota.

Suzuki V-Strom + Anlas CapraX, ottimo connubio per apprezzarne l’anima offroad

 

Ma una volta appresi i consigli delle nostre guide, ben piazzati in piedi sulle pedane, gas costante e motore in coppia, spostando il peso nella maniera giusta, è stata una vera soddisfazione arrivare in piena sicurezza lassù dove volano le aquile.

La Suzuki V-Strom 650

Noi abbiamo scelto la 650, non tanto per il peso minore rispetto alla 1000 (sono appena una quindicina di differenza ma siamo sempre oltre i 200 kg), quanto per un equilibrio generale e una potenza un po’ meno impegnativa da gestire su certe pietraie. Che – shhh…  non ditelo a nessuno – a un certo punto hanno messo in difficoltà anche qualcuno decisamente più esperto di noi.

“Non sono caduto, parcheggio sempre così”

 

Disinserito l’abs e regolato al minimo il controllo di trazione, ci siamo destreggiati tutto sommato bene, con le sospensioni che garantivano il giusto sostegno (abbiamo sentito la forcella a pacco solo in un paio di canali affrontati un po’ alla garibaldina), e con Nostra Signora del Tassello, le Anlas CapraX che una volta di più si sono rivelate delle gran belle compagne di sterrati, adattissime a una moto non certo specialistica come la Suzuki V-Strom, che garantivano un ottimo controllo sia sulle strade bianche che sui sentieri. Unica difficoltà, almeno per noi spilungoni oltre il metroeottanta, il manubrio un po’ “da Graziella” e qualche centimetro più in basso del necessario per la guida in piedi.

In sella alla Suzuki V-Strom 650 (foto di Massimo di Trapani)

 

E per chi volesse affinare la propria tecnica di guida, segnaliamo che il 14 – 15 settembre 2019 si svolgerà la prossima edizione della V-Strom Academy, evento imperdibile per imparare a sfruttare al meglio le grandi potenzialità dell’anima offroad di questa moto.

I panorami

Che dire, viaggiare in quota sui sentieri dei Monti della Luna che in certi punti sembra di volare, lo sguardo che spazia a 360 gradi, l’alpeggio che vende formaggi a centimetro zero, i dodici chilometri di sterrato lungo la spettacolare valle Argentera… e niente, meglio lasciar parlare le foto.

 

Grazie a Suzuki Italia

Informazioni sulla V-Strom Academy le trovate qui

Grazie a Massimo Di Trapani per la concessione di alcune foto

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