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Strade bianche: le 5 più belle della Toscana da fare in moto

Se vi piacciono le strade bianche, il Kiddo è un vero esperto che vi porterà su quelle più belle della Toscana. Cinque percorsi da non perdere.

di Carlo Nannini

Attenzione: per assaporare al meglio il seguente pezzo, codesto va letto con un pronunciato accento toscano.

Nulla, via, se si ragiona di bei paesaggi, girate con la moto sulla strada, mangiare buoni e Gasse arrovesciato si parla della Toscana. Ma tutta, eh?! Perché noi ci s’ha il mare, la montagna, la campagna e la collina. Non c’è un’altra regione bella come la nostra, ci s’ha culo e si sa!

Se non vi disgarba la moto, poi, allora si!

Perché va bene andare a dondolare sul Giogo, la Colla o il Muraglione, ma poi stare a fare sempre le solite strade asfaltate un pochino viene anche a noia. E allora con tutte queste belle motociclette che ormai hanno un po’ tutti tipo i Giesse, le Africa Twin i Superténéré è bello anche andare a esplorare un po’ di sterrati, che da noi è pieno e non rompono tanto le scatole.

Certo, mica le pietraie o le fangaie dove si rischia di buttare in terra la moto o di farsi male. Con codeste motociclette si va bene sulle strade bianche, quelle dove vai in campagna senza tanti pensieri, dove si fanno i deraponi col gas, dove si arriva in dei posti, con dei paesaggi che sennò col cavolo che li vedi.  Dopo un pochino che cominci a conoscerle, a girarci poi ti rendi conto che sono di più che di quelle asfaltate, e ti sembra che ci sia un mondo dentro un altro tutto da esplorare. 

Ganzata! 

Certo chi le conosce a volte è un po’ geloso di queste strade, non si insegnano tanto volentieri a tutti, sono anche segnate sulle carte regionali ma sapere quali sono bianche è un casino, quali sono veramente belle ancora di più. 

Ma noi di M-otr siamo quì apposta, e vi si fa vedere quali sono le meglio, o almeno quelle che ci garba di più.

Certo fare una classifica è perlomeno presuntuoso, e bisogna stabilire dei criteri di valutazione. 

Allora prima di tutto il panorama che si vede quando ci siamo nel mezzo: se merita di impolverare la moto, la fatica, il minimo di rischio che va comunque messo in conto quando si lascia l’asfalto.

Poi se si può andarci con qualsiasi tipo di moto, o al limite con maxi motard o maxienduro con gomme lisce, e quindi se ci siamo stati con qualche amico che aveva questo tipo di moto.

Infine il terzo criterio è il gas, ovvero se sono proprio divertenti da guidare, o belle lunghe o con un percorso ganzo.

Quindi una classifica parziale, assolutamente soggettiva e lacunosa; ma tranquilli, c’è sempre tempo per fare un’altra lista delle strade bianche più belle della Toscana.

Prima proposta: 

Partiamo dal Pratomagno, perché a noi fiorentini è un po’ quella che ci ha svezzati al fuoristrada.

 da Ponte a Poppi alla Secchieta attraverso il Pratomagno
Strade bianche: le 5 più belle della Toscana da fare in moto: da Ponte a Poppi alla Secchieta attraverso il Pratomagno

La strada bianca che unisce la provincia di Arezzo a quella di Firenze si può imboccare da Ponte a Poppi, nel Casentino, o tagliarne una metà meno panoramica salendo da Cetica o Bagni di Cetica.

Il fondo è sempre compatto e addirittura sassoso nella parte bassa, mentre dalle pale eoliche fino al valico della Secchieta in inverno o con la pioggia può diventare un pochino fangosa, ma lo spettacolo che in alcuni punti si può ammirare della vallata dal Casentino è veramente meraviglioso. In cima al valico c’è un barettino dove fanno dei panini da sturbo. Chiedetegli quello con la sbriciolona!

Dal Valico si può scendere per riconquistare l’asfalto quasi subito verso Vallombrosa dove c’è la bellissima abbazia.

Fatto con fanghiglia insieme ad un gruppo di motard stradali e con neve con BMW R1200GS con gomme stradali.

L’unica cosa: fate attenzione alle mucche.

 parco eolico del Pratomagno
Strade bianche: le 5 più belle della Toscana da fare in moto: Il parco eolico del Pratomagno

Non si vuole mica fare una classifica, per cui si scrivono via via che ci vengono in mente. Il Belagaio! 

Seconda proposta: 

Ci spostiamo in provincia di Siena e Grosseto.

Dove è l’Abbazia di San Galgano, quella senza il tetto, dove c’è anche la spada nella roccia, lo sapete tutti. Allora riprendete la moto e tornate in direzione di Prata o Massa Marittima. Se state attenti sulla sinistra, prima del bivio per Chiusdino, vicino alla casa che venne usata per le pubblicità del Mulino Bianco, trovate un cartello per Luriano, passate sul ponticino e di lì diventa bianca. Sono una decina di chilometri, divertentissimi e polverosi in estate, occhio a non farvi prendere la mano perché ci passano diverse macchine e trovarsene una mentre siete sparti a derapare in contromano può non essere piacevole. Il tratto in salita è meraviglioso, i canali che sono stati fatti per lo scolo dell’acqua sono dei salti spettacolari.

Prego.

 In cima alla strada del Belagaio
Tra le strade bianche, bellissima quella che porta in cima alla strada del Belagaio

Ma il Belagaio non era questo, questo era l’antipasto.

Tornati sull’asfalto si gira a destra per Roccastrada, che è bellissima ma noi si gira per dare gas. Si percorre la bella strada fino al bivio per Piloni che rimane sulla destra e lo si oltrepassa, ma dopo poche centinaia di metri c’è un altro bivio a sinistra per Belagaio; quasi subito diventa sterrata.

All’inizio non è spettacolare, occhio perché si passa in mezzo a grosse fattorie e poi nel bosco in discesa, tutto su fondo bello compatto. Continuate sulla strada principale e poi gasse a rovescio per una dozzina di chilometri in leggera salita. Quando sarete con la bava bianca alla bocca, la salita finisce e la strada spiana riprendete il controllo dei vostri impulsi più bassi e giratevi a destra. Se il bosco è pulito (ma di solito è tenuto bene bene) ed è una bella giornata si vede fino al mare.

Questa l’abbiamo fatta con maximotard con Metzeler Racetech in coppia, una ragazza con un KTM Duke 640 l’ha fatta tutta alla prima esperienza di fuoristrada. Caduta quattro volte, credevo ci denunciasse invece ci ha ringraziato tantissimo.

Proseguendo ancora qualche chilometro si sbuca a Casal di Pari, vicino alle Terme di Petriolo dove ristorarsi dopo la sudata nella tuta.

Prego.

 sul Belagaio
Strade bianche: le 5 più belle della Toscana da fare in moto: sul Belagaio

Terza proposta:

La terza strada bianca della quale vogliamo parlarvi è sull’isola d’Elba, non è tutta bianca, anche perché il terreno ferroso naturalmente è rosso, ma davvero merita per il panorama spettacolare che in alcuni momenti è di una bellezza imbarazzante. Sul penoso asfalto isolano raggiungete Capoliveri e proseguite per il Monte Calamita, la sterrata che effettivamente chiude il periplo a mezza costa del monte. All’inizio è facile perché porta ad un grosso residence, poi prosegue e si dirama verso la sommità del monte. Noi rimaniamo sulla sterrata che prosegue alla stessa mezza costa che poi si immerge nel bosco, e che in alcuni punti offre degli scorci meravigliosi sul mare e su altri punti dell’isola.

Fatto con maximotard con le solite gomme lisce e con BMW R1200GS con gomme stradali e senza esperienza di offroad. Certo nel bosco è infilato in una pozza, ma si sa, sono rischi del mestiere…

 da Capoliveri verso Monte Calamita
Strade bianche sul mare: da Capoliveri verso Monte Calamita
Strade bianche: le 5 più belle della Toscana da fare in moto
Strade bianche: le 5 più belle della Toscana da fare in moto


Quarta proposta: si torna sul continente e si dà spazio al culturale (cit. “Berlinguer ti voglio bene”) per entrare a far parte della vallata del Teatro del Silenzio.

Da Lajatico, in provincia di Pisa si imbocca la SP45, che dal parcheggio del Teatro del Silenzio, luogo magico usato per spettacoli teatrali all’aperto il cui presidente onorario è Andrea Bocelli, prosegue girando intorno al Teatro stesso per accostarsi ad un fienile e perdersi fra le colline.

Fermatevi a visitare il Teatro allestito in un piccolo pianoro ricavato da una delle vallette perse nel mare di onde verdi, assaporate il meraviglioso paesaggio e poi finalmente rimontate in sella in direzione di Volterra a gas spalancato, e fategli sentire agli altri visitatori la vera musica di uno scarico aperto! Ecchediaminie.

Fattibile con qualsiasi mezzo in qualsiasi periodo dell’anno.

Si consiglia di proseguire nell’esplorazione delle strade bianche intorno a Volterra, alla caccia delle istallazioni scultoree perse fra le colline, ad esempio quella che si imbocca sulla Volterrana vicino a San Cipriano. Ora non vi posso dire tutto io, sennò vi levo il gusto della scoperta.

 Teatro del Silenzio
Strade bianche: quella che arriva al Teatro del silenzio, si arriva da Lajatico (Pisa)

   intorno a Volterra   la SP 45 nel Teatro del Silenzio

Quinta proposta:

Infine, l’abbiamo lasciata per ultima di proposito sennò ci dicevate subito “eh mai io sull’Eroica ci sono già stato…” , un tratto dell’Eroica per l’appunto, che prima di essere un tratto dell’Eroica era un tratto di strada bianca come quegli altri.. non è che chi l’ha fatta col ciuco la prima volta diceva “sai cosa?! Fo un tratto dell’Eroica”, quello voleva solo andare a portare le pecore al pascolo.

Divaghiamo.

Annoverabile fra le cinque strade bianche più belle della Toscana vogliamo segnalare il tratto fra Asciano e Torre a Castello che attraversa Monte Sante Marie. Secondo noi per tipo di percorso bello tortuoso ma pulitissimo, il continuo saliscendi che regala davvero la sensazione di percorrere con la moto quelle stupende colline verdi e i panorami meravigliosi verso la campagna fra Monteroni d’Arbia, Asciano e Rapolano è realmente annoverabile fra le grandi meraviglie del motociclismo mondiale.

Maddicchésiragiona.

 sul Monte Sante Marie fra Asciano e Torre a Castello   Monte Sante Marie

La nostra gita ci ha portato a giro per quasi tutta la Toscana, e anche solo il fatto di averne descritte così poche è già un po’ una presa di giro; ma tranquilli, ne avevamo almeno un’altra decina con caratteristiche simili che non abbiamo messo. Tipo sapete dove sono Croce Arcana, Vagliagli, il parco eolico di Chianni, la costiera dell’Argentario, il Monte Tramazzo, la Francigena vicino a Pienza, la salita per Monte Serra?! Ce n’è da imbriacarsi!

Quindi non ci rimane che augurarvi buon viaggio e buona scoperta, perché quando si inizia con questo tipo di mototurismo è difficile smettere, e una strada bianca tira l’altra. Solo una piccola raccomandazione: quelle descritte sono tutte strade aperte alla normale circolazione, e non perché noi siamo a divertirci in moto si può andarci contromano a sparati come le bestie o sollevando polveroni.

Anzi proprio quando si passa vicino alle case leviamo un po’, e se si incontra gente in bici oppure a piedi si rallenta a passo d’uomo salutando e si ridà il gas dopo qualche metro, per evitare di sommergerli di polvere e di rischiare di rimanere sul culo.

Per il resto, divertitevi!

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6 comments

  1. Articolo cinematografico… traspare una passione ormai introvabile in tanti.. bravo, avanti così

  2. Complimenti!!!questi articoli sono utilissimi!!!!

  3. Bellissima la descrizione ” le 5 più belle…..” mi domandavo se il Kiddo avesse qualche traccia gpx ?

  4. ciao, complimenti per l’articolo assai bello!!!
    queste strade sono percorribili liberamente oservono permessi particolari?
    sono tutte percorribili anche con una jeep? te lo chiedo perchè ho una piccola jeep d’epoca e mi piacerebbe fare un bel tour con moglie e figlia per questi paesaggi meravigliosi…
    grazie

    • Buongiorno Walter, l’articolo era ovviamente dedicato alle moto, ma le strade bianche in Toscana sono quasi tutte aperte al traffico veicolare con le norme del codice della strada. Con la jeep non dovrebbero (il condizionale è sempre d’obbligo) esserci problemi. Direi però che dopo l’acquisto di una jeep d’epoca ci sta anche l’acquisto di una moto d’epoca.

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