Le pecore di Scozia, la moto e la Brexit

Le pecore di Scozia sono contro la Brexit, Kiddo – il nostro inviato in loco – ci racconta il perché.

In Scozia, non piove mai! Può accadere che a volte cada del liquido dal cielo, ma in genere c’è sempre il sole.”

Questa è l’interpretazione che ci fornisce Peter di Motorrad Central Scotland in merito alle tendenze climatiche della regione, al momento in cui ritiriamo la moto per il nostro viaggio.

Noi non ci facciamo tanto persuasi e abbiamo indossato non solo gli antiacqua delle tute quattro stagioni (come la pizza), ma ci siamo portati pure le impermeabili da buttare sopra al volo, nel caso cominciasse a piovere sul serio, invece della pioggerella e vento “bagna e asciuga” che ci ha accompagnato fin dal nostro arrivo in Scozia.

In effetti la pioggia è talmente una costante che dopo qualche tempo neanche ci fai più caso, e cominci a comprendere anche come i bambini, accompagnati dai genitori nel passeggino o dalle maestre sulle bellissime spiagge rosa del nord, rimangano sotto l’acqua se non molto forte come se niente fosse. In moto addirittura te l’aspetti, a volte rinfresca, diventa una compagna di viaggio. Certo se stai passando in una bella regione e sembra che voglia farlo apposta a non farti vedere una cippa e non puoi fare foto perché sennò zuppi la macchina, allora si, in quelle occasioni rompe proprio l’anima!

Se smette di piovere, in genere è perché tira un vento che ti sposta la moto così come le nuvole in cielo, e pensi che era meglio la pioggia. Se non piove e non tira vento, condizioni che sull’isola di Skye, ad esempio, non si presentano quasi mai (il nome in gaelico significa “isola delle nubi”) può uscire il sole, e speri che cominci a piovere o tiri vento, perché con tutta la roba che hai addosso per andare in moto ti fa un caldo boia.

Per dovere di cronaca, visto che arriviamo in Scozia all’indomani del referendum sulla Brexit, in merito all’uscita del Regno Unito dalla Comunità europea al quale la maggioranza degli scozzesi ha dato parere contrario, cerchiamo di approfittare delle poche pause che il viaggio in moto ci consente per raccogliere qualche informazione su cosa pensano gli scozzesi della questione.

Proprio Peter ci risponde con un laconico “no comment” politicamente corretto che la lascia intendere lunga sulla propria opinione. D’altronde per chi lavora con gli stranieri (Motorrad Central offre un servizio di noleggio moto per i turisti) uscire dall’Europa significa il ritorno a chissà quali astruse pratiche burocratiche o quantomeno qualche difficoltà in più.

Le pecore di Scozia, la moto e la Brexit
Le pecore di Scozia, la moto e la Brexit

La coppia di insegnanti inglesi che incrociamo a colazione invece si dice enormemente preoccupata per l’eccessiva affluenza di stranieri in Gran Bretagna, tanto che nelle ultime classi nelle quali la ex maestra ha insegnato la percentuale di bambini inglesi era quasi irrisoria, a vantaggio dei figli di immigrati.

A noi viene da pensare all’Italia, al nostro sud invaso da migliaia di disperati ai quali bisognerà che un’Europa inesistente dia assistenza sanitaria, nutrimento e istruzione.

L’italia, così come la Spagna, la Grecia e il Portogallo non ce la possono fare!”

E’ l’attenta analisi della ristoratrice di Golspie, una piacevole località del nord scozzese che ci offre un assaggio di una squisita zuppa a base di salmone affumicato e patate, ideale per scaldare le ossa dopo una giornata in moto nel primo luglio scozzese.

E’ per questo che io, al contrario della maggioranza degli scozzesi, ho votato per l’uscita”.

E allora, ci domandiamo, chi ha votato in Scozia per rimanere in Europa, tanto da prendere in seria considerazione un referendum per uscire dal Regno Unito e tornare nella Comunità?

Continuiamo il nostro viaggio con questa domanda assillante, sfuggendo nei momenti di bel tempo all’attacco delle ferocissime Mosquitos: insettini tanto voraci quanto bastardi che ti riempono di pinzi appena ti togli il casco o i guanti in mezzo alle Highlands, tanto che in BMW ci hanno omaggiato dell’apposito repellente, piacevole e indispensabile.

Altra protagonista delle strade scozzesi è la pecora, accompagnata dal relativo agnellino, che di solito pascolano in prossimità del bordo della carreggiata, tanto che il turista inesperto è quasi sempre terrorizzato al pensiero che una di queste bestie possa decidere di infilarsi nel mezzo all’improvviso nonostante i segnali di avvertimento (low speed, lambs!) scritti con la vernice bianca sui vecchi copertoni.

Le mitiche pecore di Scozia e la Brexit
Le mitiche pecore di Scozia e la Brexit

Almeno nel nord, poi, e in angoli di autentico paradiso naturale da scoprire e godere, le strade sono in gran parte costituite da “single trail”, ovvero corsie uniche interrotte ogni poche decine di metri oppure ad ogni curva dai “passing place” che permettono di scambiarsi con gli altri veicoli.

Le mitiche pecore di Scozia e la Brexit. Passing place, consente di scambiarsi nelle strade ad una sola corsia
Le pecore di Scozia, la moto e la Brexit. Passing place, consente di scambiarsi nelle strade ad una sola corsia

I limiti in genere fuori dai centri abitati sono di 60 miglia orarie (circa 100 km/h), ma fra i paesaggi da guardare, le macchine con le quali ti devi scambiare (ma in genere sono tutti gentilissimi con le moto e ti fanno passare), le pecore, gli agnelli, un’altra pecora, un agnello che pensi che voglia attraversare la strada per raggiungere la mamma pecora e alle quali piacciono tantissimo le strade scozzesi, ne popolano i lati e brucano con grande piacere, insomma alla fine vai piano piano e le 60 miglia orarie sono un lontano miraggio.

Ogni tanto la strada si allarga e diventa a doppia corsia, così che si teme un po’ meno di centrare una pecora, ma solo nei tratti in cui notiamo il cartello “tratto di strada in parte finanziata dall’Unione Europea”.

A questo punto qualcosa si insinua dentro il casco, e non è una mosquita. È più un sospetto.

Decidiamo di chiedere una opinione sul voto alla brexit al nostro albergatore, scozzese puro come testimoniano, oltre che le foto del matrimonio in kilt, le manone con le quali ci serve la scottish breakfast (da non confondere assolutamente con la english breakfast, attenzione, dal momento che è si uguale, ma è preparata in Scozia) più adatte a cavare patate e tosare le pecore che tiene nel recinto dietro il bed and breakfast che ci ospita che maneggiare le ceramiche che ci porge.

John ha votato contro la brexit, da buon scozzese, e gli chiediamo perché!

Anzi, proviamo a punzecchiarlo, chiedendogli se non è meglio rimanere con quelle assurde monetine dalla forma e dimensione assolutamente slegata al valore, oppure alla guida a sinistra, impossibile da esportare fuori dall’isola, o ancora, se non può essere un disagio cambiare tutte le prese elettriche del bed and breakfast, dal momento che noi europei le abbiamo diverse.

Le mitiche pecore di Scozia e la Brexit. Cartello scozzese, la strada è costruita con l'aiuto di fondi europei
Le pecore di Scozia, la moto e la Brexit. Cartello scozzese, la strada è costruita con l’aiuto di fondi europei

Certo, ci risponde John, sono tutte cose che possono creare difficoltà, ma si può fare l’abitudine, come hanno fatto tutti gli altri Paesi europei. Certo ci sarebbero un bel po’ di seccature, a entrare davvero in Europa, ma prima di tutto non credo che agli immigrati potrebbe piacere molto il clima scozzese, e poi avete visto che belle strade sono state costruite con i fondi europei? Le mia pecore sono molto più al sicuro con quelle belle strade larghe, e per il loro bene è giusto rimanere in Europa!”

Ogni opinione per definizione è relativa e personale, ed ognuno ha le proprie ragioni.

Di sicuro, le pecore scozzesi avrebbero votato contro la brexit.

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