In moto in Svizzera, tra natura e attrazioni

Un itinerario, in moto in Svizzera,  tra passi alpini e le molte attrazioni create ad hoc per un turismo che ama la natura

Nel 2017 la Svizzera ha celebrato 100 anni di turismo. Sicuramente anche i grandi viaggiatori della fine dell’800 l’avevano attraversata per recarsi in Italia, ma dal 1901 in avanti, il crescente interesse – dapprima dei viaggiatori inglesi e poi di quelli del resto d’Europa – ha fatto della Svizzera un Paese a grande vocazione turistica. Non stupisce quindi ci sia una rete di infrastrutture di elevata tecnologia e spettacolarità, per far godere quello che la natura ha messo a disposizione. Le tenaci popolazioni svizzere hanno realizzato opere complesse per far godere al turista un ventaglio di esperienze emozionanti. Noi siamo andati – in moto in Svizzera – a scoprire alcuni luoghi di struggente bellezza, con un itinerario non lungo ma molto vario, adatto ad essere percorso in un fine settimana.

Il trasferimento sotto le Alpi

Il nostro ingresso in Svizzera avviene attraverso il Passo del Sempione, sempre bello da farsi in moto. La nostra prima destinazione è Goppenstein nel Cantone Vallese. Qui caricheremo la moto su un treno per attraversare velocemente il Tunnel del Loetschberg di 34,6 km sbucando a Kandersteg, perché vogliamo provare questo servizio che in soli 20 minuti ci porta nel Cantone Berna, mentre il percorso stradale (che abbiamo in parte già fatto) richiederebbe oltre 4 ore. Ci interessa percorrere questo tunnel anche in omaggio alla operosità italiana che ha dato tanto alla Svizzera, in cambio di tante opportunità di lavoro. La costruzione della vecchia galleria, nel 1908, vide il sacrificio di ben 28 nostri connazionali.

La bella cittadina di Kandersteg è famosa per il Blausee una riserva naturale di 20 ettari con un limpidissimo lago alimentato da sorgenti sotterranee dove l’acqua è cristallina. I tronchi degli alberi e le rocce, che si trovano fino a 15 m la superficie, sembrano essere appena sotto il pelo dell’acqua.

La riserva naturale del Blausee
Il Lago di Oeschinen

Non manca l’opportunità di salire in quota (a Kandersteg siamo attorno agli 850 m/slm) con una cabinovia che porta al Lago di Oeschinen ( 1.578 m) per vedere un altro piccolo paradiso liquido.

Ma è la tranquillità di Kandersteg a conquistarci. Qui troveremo cortesia e tranquillità, il leitmotiv di tutto il nostro viaggio.

Uno scorcio di Kandersteg

Il lago di Thun

Da Kandersteg la prossima meta sarà Thun e il suo splendido lago. Sulla strada però siamo incuriositi da un’attrattiva di tipo naturalistico, inconsueta per le alpi: un giardino tropicale. La Serra tropicale di Frutigen è un museo, un giardino e un laboratorio al tempo stesso. Piante tropicali, acqua delle Alpi e itticoltura, un mix all’insegna di un progetto energetico all’avanguardia. Difficile da spiegare, ma molto interessante da vedere.

La Serra tropicale di Frutigen

Thun è una splendida cittadina di medie dimensioni sulle rive dell’omonimo lago. A dominarla il castello sotto cui si sviluppa il borgo antico, ricco di negozi e botteghe. L’impetuoso fiume Aar fuoriesce dal lago di Thun percorrendo la città e passando sotto diversi ponti fra cui il bellissimo ponte coperto impreziosito d’estate da fiori. Qui potete perdervi per molto tempo alla ricerca di souvenir o altri acquisti, senza dimenticare però di percorrere una delle ripide scalinate che porteranno al castello e alla sua bella vista.

Thun

Dalla parte opposta del lago ci rechiamo alle St. Beatus Caves, delle grotte suggestive con un percorso di 1 chilometro. La sapiente illuminazione mette in evidenza stalattiti e stalagmiti, ma anche le acque che scorrono nell’ipogeo. Queste grotte furono anche un insediamento preistorico e diedero riparo a San Beato.

St. Beatus Caves

Fino a quota 3000 metri

Ma ora ad attrarci sono le poderose vette e anche un mito, quello di 007. La nostra prossima destinazione è Stechelberg dove andremo a prendere la Funivia fino alla vetta dello Schilthorn a 2970 m/slm. Qui troviamo la vista mozzafiato dell’Eiger, del Mönch e della Jungfrau (patrimonio mondiale dell’UNESCO) e di oltre 200 altre cime montuose.

 

Il monte Schilthorn

Da questa vetta, nelle giornate terse, si può persino vedere fino al massiccio del Monte Bianco in Francia e alla Foresta Nera in Germania. Sullo Schilthorn il Piz Gloria, il rifugio della Spectre ci attende per giocarci qualche brutto scherzo, come nel film “Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà” . Il ristorante girevole a 360° infatti “ci costringerà a subire” una delle viste più spettacolari di tutte le alpi. Il personaggio di Ian Fleming è celebrato con il celebre logo (il 7 che diventa pistola) impresso sulle pareti della pedana della vista panoramica e con diverse sale dedicate all’eroe inglese.

Ritornati con i piedi a più miti altitudini recuperiamo la moto per la prossima meta: Lucerna. Lungo la strada se avete tempo potete fermarvi a a Lauterbrunnen, conosciuta per le numerose cascate che caratterizzano la valle e a Meiringen dove c’è il Museo di Sherlock Holmes.

Lucerna e il lago

Lucerna ha già dimensioni più grandi delle cittadine viste finora, ma rimane sempre una località a dimensione d’uomo. Parcheggiate quindi la moto e percorretela a piedi, per gustare l’architettura medievale ben conservata e i bellissimi affacci sul Lago di Lucerna e sul fiume Reuss. Il quartiere della città vecchia (Altstadt) è collegato con la riva destra del fiume da diversi ponti fra cui il bellissimo ponte coperto Kapellbrücke (ponte della cappella), costruito nel 1333.

Il Kapellbrücke a Lucerna

Se il clima lo permette non mancate di pranzare o cenare in uno dei numerosi locali lungo questo corso d’acqua.

Da Lucerna si possono vedere diverse vette innevate, il Monte Pilatus e il Monte Rigi. Proprio il Monte Pilatus sarà la nostra prossima meta.

Il Monte Pilatus e il treno a cremagliera

Ecco quindi che raggiungiamo Alpnachstad da dove effettueremo la salita con la ferrovia a cremagliera più ripida del mondo.

Quest’opera, progettata dall’ingegner Eduard Locher, venne inaugurata nel 1889, e presentata all’Esposizione mondiale di Parigi dello stesso anno.

Da Alpnachstad porta a Pilatus Kulm con una percorrenza di 4618m e con una pendenza massima del 48%. A tutt’oggi, questa linea è la ferrovia a cremagliera più ripida del mondo.

La tecnica, per superare tale pendenza è ingegnosa, grazie all’idea di realizzare due ruote a cremagliera orizzontali.

Sul monte Pilatus si può anche salire da Fräkmüntegg  con la funivia.

In cima al monte ci sono ben due alberghi, uno di stile più contemporaneo e l’altro in stile  Belle Époque, due ristoranti – il ristorante Pilatus-Kulm e il ristorante Bellevue – ma anche un self service e uno snack bar all’aperto. Il panorama da quassù è suggestivo, con la vista su Lucerna, sul Lago dei Quattro Cantoni e sulle Alpi.

Funivia e treno a cremagliera arrivano in contemporanea sul Monte Pilatus

 

La strada del ritorno

A questo punto il nostro itinerario prende la volta del ritorno. Noi suggeriamo di fare il bellissimo passo del Gottardo, che riserva una indigestione di curve e di scorci panoramici, invece di fare il tunnel del Gottardo, che in moto risulta particolarmente fastidioso.

In merito la percorrenza di questo e di altri tratti di autostrada, vi ricordiamo che bisogna apporre sul cupolino la apposita vignetta autostradale. Senza questa dobbiamo spesso mettere in conto dei lunghi giri per evitare le strade a pedaggio. Ad esempio: da Alpnachstad a Milano tutto per statale dovete calcolare circa 6 ore di viaggio, mentre sono circa la metà facendo un po’ di autostrada e il passo del Gottardo. Il costo della vignetta è di 37 €.

Il valico del Gottardo
Un simpatico rifornimento sulla strada del Gottardo

Il tragitto più bello sarà in ogni caso: Andermatt, Passo del San Gottardo, Airolo, Giornico, Bellinzona.

Da vedere lungo il tragitto: Altdorf con monumento di Guglielmo Tell, l’Ospizio Gottardo, il Sasso Gottardo (una scoperta da 007), la Tremola (versante sud del Passo del San Gottardo), Giornico con la chiesetta e il ponte romanico.

Dormire e mangiare “in moto in Svizzera”:

Hotel-Restaurant Blümlisalp AG ***

Grazioso Hotel nel centro del borgo, con una gradevole ristorazione.

äussere Dorfstrasse 84

CH-3718 Kandersteg

Tel. +41 33 675 1844

info@hotel-bluemlisalp.ch

www.hotel-bluemlisalp.ch

Hotel Meielisalp

Un hotel con una vista panoramica eccezionale sul lago di Thun.

Gli spazi attigui la reception (di uso comune) sono straordinariamente belli.

Stoffelberg

3706 Leissigen

+41 (0)33 847 13 41

hotel@meielisalp.ch

www.meielisalp.ch

La vista sul lago di Thun dall’Hotel Meielisalp

Hotel Continental Park

Il classic albergo cittadino, di buona qualità.

L’annesso ristorante Bellini è italiano.
Murbacherstrasse 4
6002 Luzern

Tel. +41 41 228 90 50

hotel@continental.ch

www.continental-park.lucerne-hotels.com

 

Zunfthausrestaurant Pfistern

Ristorante sulle rive del fiume con una vista strepitosa.

Buona la fonduta.

Kornmarkt 4,

6004 Lucerna

www.restaurant-pfistern.ch

 

La vista dal Zunfthausrestaurant Pfistern

Le attrazioni provate nel nostro viaggio in moto in Svizzera:

Riserva Naturale Blausee

https://www.myswitzerland.com/it-it/lago-trote-bio-hotel-e-ristorante-nel-parco-naturale.html

Cabinovia del Lago di Oeschinen

https://www.myswitzerland.com/it-it/blu-trasparente-meraviglioso-lago-di-oeschinen.html

Serra tropicale Tropenhaus Frutigen

Tropenhausweg 1

3714 Frutigen

Tel. +41 (0)33 672 11 44

www.tropenhaus-frutigen.ch

Grotte del Santo Beato

St. Beatus-Höhlen, Swiss Caves

Seestrasse 974

3800 Sundlauenen

+41 (0) 33 841 16 43

www.beatushoehlen.swiss

 

Funivia Schilthornbahn – Piz Gloria

Schilthornbahn AG

Talstation Stechelberg

3824 Stechelberg

+41 (0) 33 8260 007

www.schilthorn.ch

Treno a cremagliera Monte Pilatus

PILATUS-BAHNEN AG
Brünigstrasse 2
6053 Alpnachstad
Tel +41 (0)41 329 13 13

www.pilatus.ch

Testo Reportage “In Moto In Svizzera”: Claudio Falanga

Foto: Falanga-Di Costanzo-Svizzera Turismo

Check Also

Mugello Rally 2020, il report di un evento… bollente!

Abbiamo partecipato all’evento più “caldo” dell’anno: prima il corso di guida presso il Centro Tecnico di Polcanto, e poi il tour tra le colline toscane. Ve lo raccontiamo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.