Danilo Petrucci: dalla MotoGP alla Dakar. Una nuova carriera?

Da Rookie a protagonista, prima in lotta nella Top Ten, poi storica vittoria di tappa. Danilo Petrucci diventa il primo pilota nella storia del motociclismo a vincere sia in MotoGP che alla Dakar

Nei giorni scorsi durante la conferenza stampa presso la sede Nolan, Danilo Petrucci ha raccontato la sua prima esperienza alla Dakar con la proverbiale simpatia e semplicità che lo contraddistinguono. Tra aneddoti, disavventure, imprevisti e brutte cadute. Tutto inizia a novembre 2021, con la proposta da parte di KTM TECH3 di partecipare alla Dakar 2022 come pilota del team. In due mesi tutto dev’essere pronto per il via a Jedda, moto, test, preparazione e navigazione. Una sfida impossibile e non per tutti! Purtroppo, le cose nel frattempo si complicano a causa di un’infortunio ed un tampone Covid positivo, a queste condizioni sembrava tutto già finito… Invece, tutto si risolve e la nuova avventura può prendere vita.

Il racconto prosegue con aneddoti accaduti durante le speciali. Come quello successo dopo un guasto, “mi rendo conto di aver perso telefono, passaporto, patente, carta di credito e soldi”. Il tutto durante uno stage dove stavo lottando per il podio. Anche gli imprevisti non sono mancati. Come quando si è ritrovato affiancato da un gruppo di cammelli lungo il tracciato, e l’unico di colore nero che lo punta dritto, causandogli una caduta e compromettendo la speciale. “Ringrazio Nolan, che da 12 anni è al mio fianco e per aver creduto in me fin dall’inizio della mia carriera, per me è come una seconda famiglia”. Un Elogio al mio casco (X-LITE X-502 ULTRA CARBON), “che si è dimostrato all’altezza sia nelle performance, che nelle cadute”.

Successivamente arriva il riscatto con la vittoria dello stage 5, un’esplosione di gioia tra lacrime e commozione. “Un grazie ai miei genitori per i sacrifici che hanno fatto per me, sono emozionato per il supporto e l’entusiasmo che la gente mi ha riservato per tutta la gara”.

Quando gli viene chiesto il motivo dei numerosi problemi tecnici alla moto, risponde: “ho bruciato più fusibili che benzina”. Alla fine, il difetto era legato all’impianto elettrico.

Ricorda anche quello che le persone gli raccomandavano prima della sua partenza, “tutti mi dicevano di andare piano”. Gigi Dall’Igna era tra queste, “ma al mio rientro si è ricreduto” e mi ha detto: “mi sono sbagliato, hai fatto bene e fare quello che hai fatto”.

Il casco X-Lite di Danilo Petrucci

Prosegue il racconto affermando: “Ho scoperto che è difficile anche raccontarla…”, ed “ho potuto comprendere che la Dakar di una volta era un’avventura, mentre oggi è più race”. Aggiunge: “di sentirmi più un pilota che un’avventuriero”. Ci saluta, lasciando uno spiraglio aperto sull’edizione 2023

Danilo Petrucci
Danilo Petrucci alla Dakar

Facendo una rapida analisi a questa prima esperienza dakariana, considerando il fatto di aver avuto solo due mesi a disposizione come preparazione pre-gara, e la posizione nella classifica finale. Con più tempo ed esperienza, non oso immaginare cosa potrebbe succedere in futuro. Da parte nostra resta un sostegno incondizionato.

Forza Petrux!!

Testo: Oscar Faletti

Foto: Nolangroup press kit

 

Check Also

Istituto Culturale Coreano - Italian Korean Culture

Giro del mondo tra le mura di Roma

Cinque luoghi di Roma dove è possibile, con un po' di fantasia, pensare di essere in volo verso destinazioni esotiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.