Home / Viaggi in moto / Reportage / Con la moto tra i fiordi norvegesi. (II Parte)

Con la moto tra i fiordi norvegesi. (II Parte)

Riprendiamo il nostro viaggio tra i fiordi norvegesi, passando per la Strada dell’Aquila, cascate, paesaggi lunari e la celebre scala dei Troll.

vai alla prima parte

di Carlo Nannini (Kiddo)

foto Ilenia Paoletti e Carlo Nannini

Geiranger è una delle mete turistiche più famose della Norvegia che si trova alla fine dell’omonimo fiordo, dove approdano numerosissime navi da crociera che permettono da un’angolazione privilegiata una vista mozzafiato sui costoni rocciosi che si innalzano altissimi e ripidissimi dai quali precipitano innumerevoli cascate provenienti dal ghiacciaio sovrastante, tanto che solo a sera il piccolo porto si riappropria di una certa tranquillità. Le fattorie arroccate in improbabili posizioni sulle scogliere  che scendono a picco sul mare  punteggiano di rosso il verde del paesaggio, spezzato solo dal bianco dei torrenti che precipitano nella stretta gola.

Lasciamo a malincuore Geiranger per prendere la Ornevegen, la Strada dell’Aquila che sale con undici ripidi tornanti in direzione Eidsdal.

Panorama dalla Strada dell'Aquila.
Fiordi norvegesi. Panorama dalla Strada dell’Aquila.

Nella filosofia norvegese ha una importanza fondamentale data la natura del territorio così impervio e il grande attaccamento all’ambiente e ai numerosi modi per viverlo a fondo, il raggiungimento della vetta; il panorama, il punto di osservazione di una maestosità da vivere che si conquista con la fatica, e che si può apprezzare solo una volta arrivati in cima. Lo notiamo dall’importanza che hanno i segnalatissimi punti panoramici sparsi un po’ ovunque che spesso per le loro architetture avveniristiche ma funzionali sono essi stessi  punto di interesse turistico, oltre a consentire una visione di insieme ottimale sulla località. È questo il caso del punto di osservazione sul Geirangerfjord che regala una spettacolare vista del paesino e sul fiordo.

Strada dll'Aquila
Fiordi norvegesi. Strada dell’Aquila.

La Strada dell’Aquila (n.63) scavalca la montagna e il percorrerla in moto è uno di quelli spettacoli per l’anima che difficilmente si racconta. I tornanti che scendono verso Eidsdal fra il verde degli alberi, le cascate, le rocce ci permettono di vivere in uno scenario che ci fa continuamente commentare dentro al microfono del nostro interfono “che spettacolo”, “che meraviglia” come se potessero essere le uniche due espressioni che riusciamo, come due ebeti, a pronunciare. Sarà difficile, riuscire a tornare coi piedi per terra.

Fortunatamente non è ancora il momento, perché adesso la nostra strada si chiama Trollstigveien, e annuncia uno dei tratti più spettacolari del nostro viaggio, nonché vera e propria icona del mototurismo europeo, affiancabile a pochi altri percorsi, nell’immaginario degli amanti delle due ruote a motore, per il nome evocativo e per essere considerato una delle mete irrinunciabile nella carriera del mototurista. Il nostro viaggio fino all’altopiano che poi discenderà in direzione Andalsnes dopo aver sceso i tornanti della Trollstigen assume, a causa di una pioggerellina gelata che ci accompagnerà quasi tutto il giorno, il valore di un’autentica avventura. Durante la sosta per visitare una bellissima cascata

Cascata Trollstigveien.
Fiordi norvegesi. Cascata Trollstigveien.

sentiamo dei camperisti raccontare che sull’altopiano nevica! Ci infiliamo le tute antiacqua e, un po’ rassegnati prendiamo la direzione della vetta, dove ci accoglie, fra una nebbia umida e un po’ di nevischio, il “solito” paesaggio lunare, alla bellezza, desolazione e maestosità del quale non ci riusciremmo mai ad abituare. La strada serpeggia tranquilla fra le rocce e i cumuli di neve, le cascatelle e i laghetti ghiacciati. Poche volte, ci siamo sentiti più felici, con i vestiti addosso.

Altopiano Trollstigveien.
Fiordi norvegesi. Altopiano Trollstigveien.

Ebbene diremo subito che da sola, la celebre scala dei Troll, vale sicuramente il viaggio in Norvegia. Ma come per la Atlantic Road, della quale parleremo in seguito, può benissimo restare un pretesto per godersi il resto del viaggio fra la Norvegia dei fiordi. Se, come è capitato a chi scrive, doveste arrivarci in una giornata brutta, con poca visibilità sulla valle di Andalsnes che si apre dalla cima della montagna, rimarrà sicuramente la certezza che comunque, per le altre meraviglie di cui si è potuto godere fino a quel momento, sarà stata una delle più belle esperienze che abbiate mai vissuto. La scala dei Troll rimane una punta dell’iceberg, una highlight di un viaggio indimenticabile.

Trollstigen.
Fiordi norvegesi. Trollstigen.
Centro visitatori trollstigen e struttura panorama.
Fiordi norvegesi. Centro visitatori Trollstigen.

le due pareti rocciose sulle quali si disegnano i tornanti della Trollstigen hanno la forma di un libro aperto che, visto dal basso, è scarabocchiato prima nella metà in basso a sinistra, poi in quella in alto a destra; nel mezzo, come a scavalcare il vuoto lasciato dalla attaccatura delle pagine, un ponte in pietra, che permette di passare accanto alla maestosa cascata.

La cascata che taglia in due la Trollstigen.
Fiordi norvegesi. La cascata che taglia in due la Trollstigen.
2.11 sulla Trollstigen
Fiordi norvegesi. Percorrendo la Trollstigen.

Scendere dalle montagne russe della Trollstigen in direzione della baia del Romsdalsfjorden che ospita la città di Andalsnes è come svegliarsi da un bellissimo sogno, continuare a cullarsi nel ricordo col sapore ancora in bocca di una delle sensazioni più belle mai provate.

La campagna intorno ad Andalsnes ricorda molto la nostre alpi, con fattorie isolate, qualche cottage di vacanza, i numerosi campeggi, i pascoli.

Andalsnes la campagna.
Fiordi norvegesi. Andalsnes la campagna.

Ancora un traghetto, e poi una delle gallerie sottomarine lunga una dozzina di chilometri, nelle quali si descrive un arco di cerchio perfetto, in questo caso a pagamento.

Arriviamo in serata a Molde, che si affaccia sul fiordo omonimo, una tranquilla cittadina famosa per il festival jazz e per il bellissimo panorama che si gode dalla collina sovrastantefortunatamente ha smesso di piovere, ma la temperatura, complice la posizione molto ventilata in prossimità dell’oceano, rimane decisamente bassina. Ci rifugiamo nel ristorante scaldandoci davanti ad una tazza di cioccolata calda. In Italia, in questo momento, ci sono mediamente 38 gradi all’ombra.

Molde panorama.
Fiordi norvegesi. Panorama di Molde.

Tornando in città, ci imbattiamo nel Romsdalmuseet, un museo all’aperto che include una cinquantina di edifici storici radunati dalla campagna circostante: costruzioni rurali come granai, magazzini e vecchie abitazioni in legno assolutamente affascinanti, dove finalmente possiamo vedere come vengono fatti i tetti con l’erba sopra che ci hanno tanto affascinato, ovvero interponendo fra le tavole del tetto la terra dove crescono piante spontanee la corteccia degli alberi. Blocchi di granito informi costituiscono le fondamenta delle abitazioni, così come la monumentale soglia di ingresso.

Case storiche a Molde
Fiordi norvegesi. Case storiche a Molde
Case storiche a Molde.
Fiordi norvegesi. Case storiche a Molde.

il giorno successivo riprendiamo la moto per percorrere la costa in direzione di Bud, un piccolo villaggio di pescatori che ospita un museo (Ergan Kystfort, fortezza costiera di Ergan) che conserva bunker, cannoni e caserme nazisti che dal 1940 occuparono la zona, oltre a quello più rasserenante sulla vita della costa fin dall’età della pietra.

La fortezza di Bud.
Fiordi norvegesi. Due bambini si divertono a giocare con i cannoni della fortezza di Bud.

Ovviamente, la nostra meta per questa parte del viaggio ha, anche questa, il sapore del mito e ce la siamo presa comoda proprio per assaporare il lento avvicinamento ad uno dei momenti più attesi in assoluto: stamani, arriveremo sulla Atlanterhavsveien, la strada dell’Oceano Atlantico che proprio uscendo da Bud inizia il suo percorso.

Atlantic Road
Fiordi norvegesi. Atlantic Road.

Alloggi tra i fiordi norvegesi

Hotel Geiranger
Hotel Geiranger

– Geiranger

Hotel Geiranger

Parcheggio all’aperto davanti all’ingresso.

Oltre al campeggio, a Geiranger è l’unico albergo. La vista che si gode sulla baia di Geiranger vale il viaggio in Norvegia. Ora però tirate le tende e andate a letto! Lo so che c’è ancora il sole, ma sono le undici e domani dovete farvi la Strada dell’Aquila. Vi invidio con tutto il cuore.

Thon Hotel Moldefjord
Thon Hotel Moldefjord

– Molde

Thon Hotel Moldefjord

Storgata, 8

Parcheggio al chiuso gratuito

Elegante ma alla mano. Molto, molto elegante e confortevole. Vista sul fiordo di Molde, anche troppo, tocca tenere le tende chiuse perché le navi da crociera parcheggiano proprio davanti. Non fate la ruga ai turisti, non sta bene. Se lo fate però mandateci una mail a: nannini@moto-ontheroad.it . La metteremo nella collezione.

www.visitnorway.com

vai alla terza parte

Check Also

10 brevi vacanze in Italia in moto, al tempo del Covid

Una piccola serie di proposte, piccole vacanze in Italia in moto, per non rinunciare alla propria passione. Ideali per una settimana o un week end.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.