Perché partire in moto senza programmare il ritorno?

Sta per partire in moto Francesco Ristori per un lungo viaggio che lo porterà in Giappone.

Ma come scaturisce il desiderio di affrontare un lungo viaggio e non una semplice vacanza?

Francesco ci confessa che viaggiare non gli è sempre piaciuto, e che anzi c’è stato un periodo della sua adolescenza in cui quasi odiava dover partire, prediligendo le amicizie piuttosto che i viaggi in camper con i genitori.

Eppure qualcosa gli era rimasto dentro, quella consapevolezza del viaggiare, di avventura: quella dimensione di libertà era riuscito a trovarla nuovamente qualche tempo dopo, con l’acquisto del primo cavallo di ferro a due ruote che di emozioni ne regalava a palate, un cross 125. Poi, nel 2009, una scommessa con suo padre. Quell’anno ricorreva il trentennale dall’immatricolazione della Vespa color biancospino; dopo un restauro completo, Francesco raccoglie la sfida a partirci per le classiche vacanze estive sfida raccolta e portata a termine in Corsica, con la circumnavigazione completa dell’isola, e l’anno successivo in Grecia. Alla vespa però mancava la quinta marcia, e così nel 2011 si trova ad acquistare un Super Ténéré del ’90, che ovviamente non ha solo una marcia in più…

Decide comunque di lasciare la moto in garage per un’estate, così inforca la bici e parte alla volta della Croazia con un amico. Dopo 10 giorni, arrivato a Zara, capisce che non fa per lui e torna a casa con qualche dolore di troppo.

L’inverno è periodo di revisione, e quasi privo di nozioni approfondite di meccanica prepara la moto ed il viaggio estivo, e la Tenerona si mangia 12.000km di asfalto nordeuropeo nel più classico dei viaggi: Capo Nord. Al ritorno, dopo 6 settimane sulla strada, in seguito a piccoli (e grandi) problemi meccanici la moto necessita di una messa a punto molto accurata, ma la sua scarsa conoscenza meccanica glielo impedisce, così arriva anche a pensare di venderla. Poi, l’illuminazione: riscopre qualche schizzo dell’anno precedente e, complice il suo amico artigiano Fabio, decide di approntare una special.

Dalla base del Super Ténéré nasce una moto filante e snella, dai colori vintage della GP500 di Kenny Roberts, un ibrido tra l’XTZ ed il TDM, tutto made in Yamaha: la chiamerà “Hyper Ténéré”. Per lui partire in moto significa anche amare il proprio mezzo, viaggiare su qualcosa che gli piace lo eccita.

La realizzazione della sua special è volta al miglioramento meccanico, estetico e funzionale, e quello che ne esce fuori è un prodotto molto semplice, completamente da accessoriare. Uno dei lavori più importanti da eseguire è stato quello dell’allestimento della nuova telaistica posteriore, che adesso può disporre di una distribuzione dei pesi ottimale grazie alla nuova geometria del mezzo, simmetrico grazie anche al nuovo scarico realizzato su misura dalla FF by Fresco; la realizzazione del telaietto è stata effettuata a Dolzago dalla MyTech, con telai tubolari in acciaio, dove Francesco si è dotato anche di borse in alluminio goffrate nere, belle e resistenti, un kit da 47 litri per valigia, affiancato da un compatto tool case per portare gli attrezzi del caso. Non manca molto per rendere la sua motocicletta un perfetto mezzo da viaggio, e non manca molto neanche alla partenza per quello che lui definisce il viaggio della vita.

Perché partire in moto?
Perché partire in moto?

Perché partire in moto per il Giappone

Ha aspettato a lungo questo momento, ha aspettato il termine degli studi, culminato con la laurea in Architettura a Firenze, ha atteso contemplando una scelta di vita che andava oltre i canoni del viaggio andata/ritorno. La filosofia che lo accompagna è quella del biglietto di sola andata, senza considerare l’opzione del rientro a breve, o perlomeno del rientro programmato. A giugno lascerà l’Italia, ed in sella alla sua cavalcatura raggiungerà il Giappone, assimilando in un lento percorso di avvicinamento anche la cultura balcanica, quella caucasica, la siberiana e la mongola. Perché il Giappone? Francesco racconta che qualche anno fa un suo professore universitario gli consigliò una lettura, che poco aveva a che fare con la materia insegnata (estimo) ma che voleva significare per lui un ampliamento degli orizzonti, non solo nel campo dell’Architettura, ma anche nella cultura e nella “geografia”. Quel testo era “In Asia” di Tiziano Terzani, una finestra su un mondo a lui poco conosciuto, ma dal sapore così intenso e dal fascino così grande di un mondo così differente, un “mondo che non esiste più”.

Impossibile comunque non citare le bellezze sconosciute dei paesi balcanici, né il calore greco o turco, l’immensità della Siberia ed il misticismo della Mongolia. No, perché nonostante la destinazione, è utile non scordarsi mai di guardare intorno ed apprezzare cosa stai passando mentre stai andando verso il tuo obiettivo finale. A volte ciò che non vediamo perché andiamo di fretta potrebbe essere meglio di ciò che ci aspettava alla fine.

A fronte di mille popoli ed altrettanti cambi di paesaggio, a fronte dell’essere sprovvisto di qualunque prerogativa od obbligo, avrà solo un limite alle sue risorse materiali ed ideali. Molti viaggiatori partono con budget elevati o con forti sponsorizzazioni economiche, all’insegna della tranquillità “amministrativa”. Per Francesco partire in moto è il contrario, ovvero che anche con un risicato budget, sudato risparmiando rimborsi spese di oltre un anno di lavoro, è possibile viaggiare comunque e per chiunque.

Il suo tetto per arrivare in Giappone è di 3.000€, ed auspica di poter giungere nella terra del Sol Levante in circa 3 mesi e 20.000km, con un discreto margine per poter familiarizzare un po’ col popolo nipponico.

L’attesa è quasi finita, è ora di abbassare la visiera e partire in moto, schiacciare il bottone rosso, lasciar posto alle emozioni.

Per chi volesse salutarlo la partenza sarà il 14 giugno, alle ore 10.00 da Piazza Varchi a Montevarchi.

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