Vendo moto causa nascita primo figlio

di Kiddo

 

Mi capita spesso, spulciando come faccio spesso per una mia radicata malattia mentale della quale parlerò in altre occasioni, o semplicemente chiacchierando con colleghi motociclisti, di sentire la famosa frase “forse venderò la moto: sai, mia moglie è incinta…” L’arrivo di un figlio non è un evento importante, nella vita di una persona, è L’Evento, e io lo so bene, perché ho avuto la fortuna di viverlo ben due volte; quindi posso sperare, parlando per esperienza personale, di poter consigliare altri che, come me, vivono profondamente la vita da motociclista. La sola cosa che posso senz’altro dire, in merito, è che se pensate che nella vostra vita prossima futura non ci sarà posto per la moto, posso assicurarvi che non è così, anzi.

 

Considerazioni economiche a parte, che ovviamente escludono ogni altro tipo di chiacchiera, posso senz’altro affermare che proprio la moto sarà, nei rari momenti di libertà che la vita da neo-babbi vi lascerà, la vostra ancora di salvezza, un’isola felice di pochi momenti di tranquillità fra un cambio di pannolini e lo scaldabiberon, fra una poppata e una bizza, fra una cacata che in tutta sincerità, non credevate possibile potesse uscire da un esserino tanto piccino, e un pianto che potrebbe farvi scendere dal letto nel bel mezzo della notte, quando vi verrà improvvisamente in mente di quella volta che i vostri amici, in vacanza al campeggio a Gatteo, vi hanno trascinato fuori dalla tenda e portato a dormire dentro i bagni col sacco a pelo senza riuscire a svegliarvi.

 

Quando quella bambola succhiaperitivi che rimarrà sempre il pezzo di gnocca col vestitino leggero che siete andati a ritirare la sera del vostro primo appuntamento e con la quale vi sareste accoppiati anche sotto il diluvio universale si tramuterà in un’orchessa con le occhiaie che vi urlerà in preda ad un attacco isterico: “ti sembra che questa sia una tettarella da neonato??? Non lo vedi che ha il foro per farci passare i biscotti???????”. Allora sarà quello, il momento in cui la vostra Adventure sarà lì ad aspettarvi in garage, ancora sui cerchi la polvere dell’ultimo giro nel volterrano, quasi a consolarvi che, per lei, non è cambiato niente, per lei, siete ancora quel macinatore di chilometri amante delle strade bianche e delle tavolate fra amici capace di guidare da Marotta a Barcellona senza soste di notte e con le gomme tassellate.

 

E inoltre, le valige in alluminio, torneranno enormemente utili per trasportare un set di tettarelle della misura giusta, non il 6, ma il 3 oppure 4 millimetri, senno’ il pupo affoga! E se poi era proprio la moto, la passione che vi univa come coppia, tanto meglio. Usatela come scusa per mollare la prole ai nonni per poche indimenticabili decine di minuti fra una poppata e l’altra e riappropriarvi della vostra personalità individuale.

 

Staccatevi dalle colichette, dalle cacate che vi avevano illuso nei primi giorni che la popò del vostro angioletto non puzzasse (cacava colostro, lo sanno tutti), dalle pisciate a spruzzo in bocca, dalle nottate a canticchiare canzoncine. Oppure, se la vostra amata compagna di viaggio (intendo la moglie) ha deciso di prendersi una pausa dalla vita come passeggera, approfittatene come feci io a suo tempo per levarvi il prurito di una moto più sportiva, che tornerà altrettanto utile a farvi ricordare che la vostra vita precedente alla nascita del pupo è sicuramente finita, ma un’altra, sicuramente più emozionante, è appena cominciata!

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