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L’interfono non a tutti piace

di Peio

20 anni fa, la mia allora prima moglie, mi regalò un interfono da casco, cosi mentre viaggiamo, possiamo parlare un po’, non ci fu mai regalo più sgradito e molesto nella mia esistenza, invece del sound del motore come colonna sonora del film del viaggio, la stridula vocina nelle orecchie, che mi narrava tutte quelle cose, che per le femmine avranno sicuramente un importanza vitale e trascendentale, ma di cui a noi maschietti importa veramente meno di poco, tipo l’ultimo litigio con la sorella per futili motivi, la collega che teme che il marito la tradisca e confidenze varie ed eventuali. Tutte cose entusiasmanti e avvincenti come una assemblea condominiale.

Dopo un’oretta di viaggio, furtivamente spegnevo il marchingegno infernale, limitandomi ogni tanto a scuotere la testa per annuire, a caso, random. Forse più che l’ interfono in se erano i primi sintomi del principio della fine di un matrimonio.

Con la seconda moglie il problema non c’era, essendo molto più motociclista che zavorrina, pensava solo a guidare la sua motoretta e a divertirsi, si spendeva il doppio nelle trasferte utilizzando due moto ma il piacere della reciproca soddisfazione alla guida era salvo!

Ora con Sabrina convivo da un anno e mezzo, per ora si limita a guidare saltuariamente la Nerina, la piccola XR 125,vorrebbe fare la patente A, ma tra lavoro e figli resta zero tempo. In compenso è un ottima zavorrina, davvero non sembra di averla, instancabile, non si lamenta mai, ma un giorno, mettendo a posto nei cassetti cosa salta fuori? Un interfono, non quello con i cavi spessi come quelli per fare ponte con la batteria di cui parlo all’inizio, ma un interfono nuovo di pacca, moderno “via radio”, che devo aver vinto a una lotteria a un raduno, non ricordo dove, archiviato in un cassetto per essere riciclato come regalo e poi dimenticato. Sabrina lo trova e arriva in cucina: “guarda cos’ ho trovato, cosi possiamo chiacchierare in moto!”.

Il panico mi assale, tristi ricordi di noiose e estenuanti conversazioni riaffiorano. Rispondo:”Fantastico, come ho un attimo di tempo li monto nei caschi!”. Passano i giorni, i mesi più di un anno e l’ interfono è ancora là nel cassetto, non me ne voglia Sabrina , compagna e zavorrina ideale, ma la guida della moto è qualcosa di magico , quasi ipnotico, richiede almeno per me concentrazione, e religioso silenzio.

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2 comments

  1. Ciao! Figurati anche io e mia moglie una volta ci abbiamo provato, a usare l’interfono. Mia moglie strappo’ malamente tutto xche’ voleva godersi la moto senza le mie chiacchiere. . Poi nn c abbiamo più provato. .

  2. quando abbasso la visiera e pigio il tasto run sul manubrio, il mondo deve rimanere chiuso fuori ! 🙂

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