La moto e lo sguardo di Leonardo

Un giro in fuoristrada e un incontro inaspettato. Un breve racconto poetico dell’andare in moto d’inverno.

di Franz

La temperatura e lo stato delle strade certo non invogliano, ma giusto per non far morire la batteria ogni tanto approfitto di giornate terse e sfidando il freddo mi immergo volentieri in sterrati e sentieri in mezzo ai colori di una Toscana da cartolina. Boschi, ruscelli, ma anche strade interrotte, frane, qualche dietrofront per non rischiare di trovarmi in difficoltà.

Sono un solitario e fuori dall’asfalto la moto che ho mi consente il giusto, però è una dimensione che mi piace. Salgo per uno stradello con un occhio al panorama e un occhio a dove mettere le ruote, le mie capacità e velleità enduristiche furono interrotte sul nascere da un cappottamento epico un giorno che un compagno di scuola mi fece provare un KTM 250, da allora preferii il trial, e tutt’oggi la mia velocità di crociera è quella. Chi va piano va sano ecc. ecc., ma soprattutto nota cose invisibili ai cultori del gas a manetta.

Sulla cima di un albero vedo appollaiato un pennuto, grande, enorme, almeno per me che come metro di paragone ho giusto i piccioni. Rallento, mi fermo, spengo il motore, scendo, figuriamoci, mi avrà visto arrivare da tre chilometri prima, mi guarda e gli si legge nel pensiero, “eccone un altro, che palle ‘sti viandanti”.

Mi avvicino piano piano, è un rapace, un falco, una poiana, un condor pasa, boh non so che marca sia ma è uno di quelli col becco adunco e lo sguardo fiero. Non ne ho mai visto uno così da vicino, è bellissimo!

Arrivo a distanza foto, con cautela e movimenti lenti tiro fuori la digitale.

Non faccio in tempo. Con la regalità del padrone di casa decide di alzarsi in volo. O meglio, si getta in basso spiegando le ali, e va giù giù giù. Poi… vlooop… vlooop… dà due bracciate lente, possenti, silenziose, naturali, e si alza nell’aria con una leggerezza incredibile, fondendosi col quadro tutt’intorno.

Lo seguo ammirato con lo sguardo fino a che non lo perdo nella tavolozza della valle.

Fantastico.

ps

l’aquila della foto è frutto di un fotomontaggio realizzato per rendere l’idea. Magari fossi riuscito a fotografare il rapace che ho visto

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