KTM 690 Supermoto: bella? Diciamo che è simpatica…

Quando, nel 2006, cominciarono a girare le prime foto della KTM 690 Supermoto, venne in mente che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto.
di Kiddo
Ci sono moto che pur essendo perfette per l’uso richiesto, rimangono dei veri e propri esempi di oscenità estetica. Fra questi – ma me ne vengono in mente molti altri – c’e’ sicuramente la KTM 690 Supermoto, conosciuta universalmente come “la Papera”.

Presentata dal marchio austriaco nel 2006, ai più quando cominciarono a girare le prime foto venne in mente che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto, messo in circolazione da qualche detrattore del marchio, o peggio dalla concorrenza che si è vista fregare fette sempre più larghe di mercato da quelli che si possono considerare a tutti gli effetti gli inventori del supermotard stradale di largo consumo.

KTM 690 Supermoto
KTM 690 Supermoto

Benché la forma del telaio stretto sotto la sella, il motore appeso, il serbatoio dalla forma ideale per essere strizzato dalle ginocchia lasciassero intendere che al di là del design fosse convogliato in quella moto tutto il bagaglio tecnico della Casa di Mattighofen, a saltare agli occhi della KTM 690 Supermoto, era essenzialmente il becco formato da un orribile prolungamento afunzionale della mascherina, ad imitare una sorta di parafango alto ( funzione svolta dal normale parafango basso attaccato alla ruota) ma soprattutto il terrificante doppio scarico a camino, che sembrava preso direttamente da una stufa a pellet, oltretutto doppio, per cercare di appesantire sia la linea che la guida della moto.


Soprattutto pensando a cio’ che la matita di Kiska, il designer che dagli anni ’90 cura la linea delle moto austriache autore di motociclette personali si, ma decisamente splendide come la Duke, Superduke, i vari Lc4, le Lc8 Adv e Sm, si aveva l’impressione che quelle foto un po’ rubate servissero per prendere in giro chi come lo scrivente, ha da sempre amato quelle linee spigolose e inconfondibili.
Confesso che da amante del marchio, mi sentii quasi offeso da tanta bruttura ed ero seriamente intenzionato a scrivere a KTM per farmi spiegare come potessero giustificare quell’orrore!

Poi chiaramente ci si abitua a tutto, noi motociclisti ci siamo abituati anche alla prima Ducati Multistrada (della quale parlerò in seguito, cosa pensavate di averla fatta franca?), potevamo sopportare anche che qualcuno cominciasse a uscire con quell’orrore sotto il sedere.

Orrore, la KTM 690 Supermoto, che poi naturalmente si è dimostrata una delle più belle moto mai prodotte. Un propulsore eccezionale e potentissimo sul quale sono state decimate le vibrazioni dei modelli di Lc4 precedenti, un telaio, sospensioni e ciclistica che invitano a giocare con la moto appena fatti i primi chilometri.

…la KTM 690 Supermoto rimane uno dei modelli più desiderati dagli amanti delle supermoto stradali…

In sostanza, fatta eccezione per alcuni problemi alla distribuzione dei primi esemplari, un raro esempio di prontezza del motore, affidabilità e ampiezza di utilizzo, dal turismo a corto raggio alla pista, sempre con l’anteriore pronto a fendere l’aria ad ogni uscita di curva e il posteriore ad intraversarsi ad ogni ingresso. Un vero gioiello!
A questo punto viene naturale una domanda: quanto è importante l’estetica di una moto? E quanto, il motociclista è disposto a sacrificare in termini di effettivo spettro di utilizzo in nome del solo godere del senso della vista rispetto alla propria cavalcatura?

A giudicare dal successo, senza dubbio meritato del modello, possiamo senz’altro rispondere: un bel po’!
Perché se KTM 690 Supermoto rimane uno dei modelli più desiderati dagli amanti delle supermoto stradali – nonostante il tuning estetico pesante – qualcuno possa avere il coraggio di venirmi a dire che a lui, la Papera, gli garba come esce di fabbrica!

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