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Cadere da fermi. Ovvero il battesimo del motociclista 

Cadere da fermi, poggiare la moto in terra, accompagnarla giù. Ditelo come volete, ma confessate che, almeno una volta, è accaduto pure a voi. 

Che poi diciamolo, cadere da fermi non è un dramma. A meno che non ci siano danni fisici è un trauma che si può superare benissimo. Più o meno. 

Certo, se cadete alle 11.00 di una domenica di luglio, nel parcheggio del Passo della Raticosa potreste ricordarlo per sempre. Per non pensare all’effetto domino. Ok andiamo avanti.

La strada per me non è un problema, salite discese curve, sono sempre abbastanza a mio agio. E proprio mentre guido in scioltezza, godendomi il nastro d’asfalto che si snoda mostrandomi bei panorami, appare lei. La piazzola di sosta con il brecciolino. Tutta la magia si interrompe. Unico pensiero: come la metto sta moto per ripartire senza far danni?

E sullo sterrato in salita? Magari dovete pure girare la moto perché avete sbagliato strada. In quel momento mi fermo, ripesco nei ricordi tutti i casi simili sperando di ricordare pure come ne sono uscita fuori. Mi chiedo se sia il caso di scendere e spostarla a mano. Nel frattempo sudo. Tanto. E cerco comunque di avere un atteggiamento disinvolto. Però si vede che faccio mille manovre inutili.

Perché io so che ci sono posti a rischio. Le statistiche ufficiali (Facebook) parlano chiaro. Rampe del garage, cortili con la ghiaia, lo scalino di asfalto per immettersi in strada dalla malefica piazzola, il parcheggio dello stabilimento balneare sporco di sabbia e il benzinaio con la chiazza d’olio a terra. Sono location ideali per cadere da fermi.

Ecco, questo è un post outing. Io sono una che cade da ferma. E chi mi ha visto è rimasto anche stupito per l’abilità che ho sviluppato a saltar via dalla moto mentre va giù. Sì perché la mia paura più grande è lasciare il piede sotto e farmi male. Per il resto ho provveduto a dotare la moto di un paramotore. Acquisto ammortizzato alla grande.

Ci sono categorie a rischio? So per certo che le donne tendono a pensare che siano solo loro ad avere questo problema. Forse essendo, in genere, meno alte e possenti abbiamo più probabilità che succeda, ma anche gli uomini cadono. Eccome se cadono. Ma non lo dicono. E poi loro non cadono, la poggiano a terra.

Soluzioni? Visto che non credo che nei prossimi anni mi crescano le gambe, cerco un corso intensivo su come manovrare in spazi ridotti senza pagare le ferie al meccanico. Nel frattempo faccio esperienza e investo in leve di freno e frizione.

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4 comments

  1. mi hai fatto sorridere, perchè mi sono rivista in tutto: nei pensieri quando devo fermarmi e nel sudore 😀
    ormai le leve non le compro nemmeno più… uso quelle monche… 😀
    la mia tecnica è montare piano piano e scendere nello stesso modo, ma sopratttuo ho preso una moto con la quale tocco perfettamente a terra con i piedi…e da quel momento tutta un’altra storia… 😀
    se si fa un corso ( meglio gratuito) io ci sono .

    • Ciao Loredana, sono felice di averti fatto sorridere. Il pezzo rispecchia le mie esperienze ma, da come vedo, siamo in tanti.

      Toccare bene a terra aiuta tantissimo, purtroppo le moto in commercio, per la maggior parte, hanno una sella troppo alta da terra, almeno per me.

      Nadia

  2. Purtroppo è successo anche a me per ben due volte,La prima sulla griglia di metallo scivolosa dell’autolavaggio,
    la seconda da fermo ad uno stop, per fortuna fuori città, per colpa di una buca che mi fece mancare l’appoggio del piede. Il mio problema non sono state tanto le cadute, quanto rialzare la moto, operazione riuscita sempre con l’aiuto di altri.

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