La Sirenetta compie 100 anni

Uno dei regni più antichi e più piccoli del mondo, la Danimarca, ospita la statua della Sirenetta, personificazione della favola della Sirenetta del danese Hans Christian Andersen. Proprio come la Torre Eiffel è il simbolo di Parigi, la statua della Sirenetta è diventata il simbolo della Danimarca e della capitale danese, Copenaghen. Per celebrare il centenario della statua, sirene dal corpo dipinto appariranno nelle città di tutto il mondo tra il 23 agosto e il 6 settembre 2013.Indossando la parte alta del bikini di conchiglie e la coda da pesce, arrampicate su scogli artificiali, le inviate della Sirenetta daranno vita alla favola di H.C. Andersen in tutto il mondo.

Incontra la sirena

VisitDenmark organizzerà, in quanto parte di un evento internazionale, un concorso fotografico. I fortunati vincitori di una vacanza in Danimarca verranno estratti tra le foto migliori della Sirenetta dal corpo dipinto, postate su Instagram, o sugli account Facebook o Twitter di VisitDenmark usando l’hashtag #littlemermaid100.

Se non sarete a Copenaghen, per incontrare dal vivo la Sirenetta, celebrarla, brindare ad altri 100 anni e partecipare al concorso venite a trovarla

– a Roma presso Piumini Danesi in Via Francesco Crispi 32, dove potrete incontrala a partire dalle 12.

– a Parigi presso Maison du Danemark 142 Avenue des Champs Élysées, dove potrete incontrarla a partire dalle 12 e tagliare la torta con lei alle 15.

Inoltre la Sirenetta sarà anche ad Amburgo, Amsterdam, Londra, Oslo, Pechino, Shanghai, Stoccolma, Sydney e a Tokyo.

Grandi passioni

La personificazione della tragica favola di Hans Christian Andersen, la statua della Sirenetta dal cuore spezzato siede sul suo scoglio presso il porto di Copenaghen attendendo il principe dei suoi sogni. Una piccola statua in bronzo, solo 125 cm di altezza per 175 kg di peso, la Sirenetta ha ispirato i visitatori con la sua storia d’amore duraturo per un secolo. Ma ha anche sollevato delle controversie. Decapitata due volte da artisti radicali (nel 1964 e nel 1998), la Sirenetta è stata anche privata di un braccio (1984). E fu addirittura fatto un tentativo di farla esplodere (2003). Nel 2010, la Statua della Sirenetta è volata in Cina dove venne esposta alla world EXPO di Shanghai presso il padiglione danese.

Un po’ di storia

La statua della Sirenetta del 1913 era in origine un regalo alla città di Copenaghen da parte del produttore di birra Carl Jacobsen (1824-1914) figlio del fondatore del Birrificio Carlsberg. Lo scultore, Edvard Eriksen (1876-1959), prese sua moglie, Eline Eriksen, come modella per la statua. L’artista, all’inizio, venne ispirato nella creazione della Sirenetta, dopo aver assistito ad una performance del balletto La Sirenetta nel 1909 interpretato dal Royal Danish Ballet e con la partecipazione dell’étoile Ellen Prince nel ruolo della protagonista.

http://www.visitdenmark.it/it/sirenetta

Informazioni ulteriori:

La Sirenetta ha avuto una vita dura:

1 Settembre  1961

Le disegnano addosso reggiseno e mutande e i suoi capelli vengono dipinti di rosso

28 Aprile 1963

Viene ricoperta di vernice rossa

24 Aprile 1964

Viene decapitate, le sostituiscono la testa

15 Luglio1976

La Sirenetta viene ricoperta di vernice

22 Luglio1984

Le viene tagliato il braccio destro

5 Agosto1990

Secondo tentativo di decapitazione

6 Gennaio 1998

Viene decapitate ma la testa viene poi restituita

11 settembre 2003 

La mattina la Sirenetta non era più sul suo scoglio. Più tardi è stata trovata in acqua, lanciata via dalla sua roccia!

5 Marzo 2007  

Dipinta di rosa dalla testa alla fine della sua coda di pesce.

25 Marzo – 1 Novembre 2010

La Sirenetta viene mandata in Cina per rappresentare la Danimarca all’EXPO del 2010 a Shanghai.
www.visitcopenhagen.com/mermaid

Riassunto della favola:

Lontano in mezzo al mare viveva un Re con i suoi sei figli, la più piccola era una sirenetta. Lei adorava sentir parlare del mondo degli umani e il giorno del suo quindicesimo compleanno le fu concesso di salire in superfice. Lì vide  un veliero con a bordo un bellissimo e giovane principe. Di notte, durante una tempesta, il veliero affondò e la sirenetta andò a salvare il Principe.

Il mattino seguente, lui si svegliò, gli occhi ancora chiusi. La sirena lo baciò e lo stese sulla sabbia, ma lui non sapeva chi lo aveva salvato, dato che si svegliò e sorrise. Con il cuore spezzato lei si rituffò in mare, ma tornò spesso al suo castello per guardarlo. Divenne molo legata agli esseri umani. “Perché non  possediamo un’anima immortale? Darei tutti i miei 300 anni in cambio di passare un giorno da umana, conquistare il principe e diventare immortale” pensò. Quindi partì, alla ricerca di una strega del mare. “Vuoi veramente sbarazzarti della tua coda per avere un paio di gambe, innamorarti del principe e avere un’anima immortale? le chiese la strega.  “Allora il tuo desiderio verrà esaudito, ma fará male come il taglio procurato da una spada, la tua vita da sirena finirà e lo devi sposare per diventare immortale. Inoltre, voglio la tua bella voce, e se lui sposerà un’altra, tu diventerai schiuma del mare” disse la strega cominciando a mescolare una pozione magica.

La Sirenetta uscì dall’acqua, bevve la pozione e si sentì come trafitta da una spada. Una volta sveglia, trovò il Principe in piedi davanti a lei, ma lei non riusciva a parlare. Lui dunque la condusse al suo castello e si prese cura di lei come se fosse una bambina, non una moglie e presto sposò un’altra principessa. Questa fu la fine di un sogno per il quale aveva lasciato la sua famiglia, la sua casa e la sua voce; all’alba si dissolse in schiuma marina. Non sentì la morte ma vide soltanto creature dalle voci melodiche  fluttuare nell’aria appena salì dalla schiuma. “Dove sono?” si chiese. “Con le figlie dell’aria. Anche noi dobbiamo conquistare l’amore di un mortale per diventare immortali. Adesso ti sei unita a noi, ma attraverso buone azioni lungo molti anni, otterrai la tua parte nella felicità eterna dell’umanità. E così la sirenetta fluttuerà per 300 anni prima di entrare nel regno del paradiso.

– H.C. Andersen, 1837

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