Slovenia, acque, cavalli e storia (seconda parte)

L'isoletta nel lago di Bled

Sono solo trenta i chilometri che separano Ukanc da Bled. Questo è senz’altro il luogo-icona della Slovenia, forse il posto più fotografato di questo Paese. Arrivi dalla strada e vedi, un po’ dall’alto, il lago con la sua isoletta. L’isola è piccola, ma ricca di leggende, da quella che vorrebbe la sua formazione in seguito ad un intervento divino per tutelare il santuario alla Madonna non sufficientemente presente nelle attenzioni degli allevatori locali che lasciavano il loro bestiame andare a violare gli spazi sacri (in realtà il lago è di origine glaciale), alla “campana dei desideri”. Bastano queste due notizie e la suggestione del luogo per suggerirci una visita all’isoletta prima di proseguire lungo il nostro itinerario.

VISITA A BLED – vedi la gallery

Effettuato il nostro “pellegrinaggio” all’isoletta, sulla tipica barca a remi che ricorda quelle “manzoniane” che vediamo galleggiare sulle acque di Lecco riprendiamo la “Kawa” per proseguire verso Lubiana – Ljubljana in sloveno – la nostra prossima tappa.

Sono un’ottantina i chilometri – quasi tutti di autostrada – che ci separano dalla capitale della Slovenia, le autostrade di questo paese, come abbiamo ormai verificato, sono ampie, il traffico è scorrevole e, tutto sommato, possono rivelarsi anche divertenti perché non sono fatte da lunghi, interminabili rettilinei ma le curve si alternano ai su-e-giù, e la moto può darci tutto il divertimento che ci aspettiamo, tra l’altro il Versys, con il suo spunto, contribuisce attivamente a questo divertimento…

Lubiana, Park Hotel e Kawasaki

È facile, uscendo dall’autostrada, arrivare al nostro albergo, il Park Hotel (il consiglio è, al momento della prenotazione, di chiedere una camera ai piani alti – l’albergo ha 12 piani – che sono meglio “attrezzate” di quelle ai primi piani…) sito in una posizione strategica perché a pochi passi dal centro della città.

VISITA A LUBIANA – vedi la gallery

Lubiana meriterebbe una sosta di più giorni per vedere tutto ciò che offre, ma ancora molti temi di interesse ci aspettano lungo la strada. Lasciamo quindi la città iniziando a dirigerci verso sud per incontrare due perle di questo Paese che si sta rivelando di un interesse insospettabile, per un territorio tutto sommato così limitato.

La prima delle soste la faremo in una particolare costruzione le cui prime origini si possono far risalire al secolo XII: il Castello di Predjama. Questa particolare fortezza è stata edificata all’interno di una enorme cavità e si apre sopra un articolato complesso ipogeo, la sua visita riporta il viaggiatore indietro di molti secoli.

VISITA A PREDJAMA – vedi la gallery

Dopo le ore dedicate alla scoperta degli ambienti del “castello nella roccia” torniamo verso l’accesso all’autostrada di Postumia, diretti verso la tappa per la notte, un paese che, in fondo, ha anche qualche attinenza con il mondo dei motociclisti visto che è uno dei luoghi più famosi al mondo dove si cavalcano… degli splendidi cavalli bianchi, perfettamente addestrati: Lipizza o, per scriverlo in sloveno, Lipica.

L'hotel Maestoso a Lipizza

L’albergo che ci ospita prende il nome da una delle prime sei stirpi di stalloni che diedero origine agli animali che oggi vediamo muoversi – obbedienti – ai comandi dell’istruttore. Lipizza è un paese nato praticamente attorno all’allevamento e alle stalle dei bellissimi cavalli che hanno ormai preso nome  dalla località.

L’allevamento nacque nel 1580 basandosi su sei razze, oggi con tecniche particolari (ad alcuni degli addestramenti possono assistere anche – con visite guidate – gli ospiti dell’albergo) si è ottenuto di riuscire a far effettuare a questi animali esercizi unici.

In effetti la visita delle stalle, dell’allevamento, del museo delle carrozze, di alcuni degli addestramenti rappresentano le principali attrattive di questo luogo che permette anche – agli ospiti – di godere delle grandi capacità degli addestratori dell’allevamento per prendere lezioni di equitazione in un paese che vive il cavallo 24 ore al giorno.

Vedi la gallery di LIPIZZA

Ma Lipizza è anche il punto di partenza per andare a vedere altre particolarità di questa terra carsica, in particolare un luogo che abbiamo visitato è un complesso ipogeo meno famoso di Postumia ma, per certe caratteristiche, anche più interessante: le Grotte di San Canziano, Škocianske jame in sloveno.

La dolina di Skocjanske jane

Le strade slovene, anche qua in pianura, offrono comunque al motociclista percorsi non noiosi, non siamo in montagna ma le strade non si sviluppano in linea retta e curve e dislivelli, anche se minimi, non mancano, e la maneggevolezza di questa Kawasaki continua a farsi apprezzare. Anche lungo la strada per arrivare al complesso di grotte è un piacere guidare, i chilometri non sono molti – una ventina – ma è bello farli con il casco aperto e sentire il vento in faccia, e sentire il suono del motore…

La visita delle grotte dura circa un’ora e mezza, il biglietto costa 14 euro, per gli adulti e 6 euro per i bambini sopra i 6 anni (al di sotto non pagano), l’itinerario della visita si sviluppa su un percorso di circa 3 chilometri con un dislivello, dal punto più elevato a quello più profondo, di oltre un centinaio di metri. la temperatura – costante nei mesi – è di circa 12° per cui non è male prevedere di portar con se un pile o un maglioncino da indossare se il freddo si fa sentire un po’ troppo.

Lo spettacolo delle grotte è realmente spettacolare: superata la prima parte del percorso nella quale si possono apprezzare i differenti tipi di stalagtiti e di stalagmiti (la diversa morfologia dipende dal tipo di minerale disciolto nell’acqua il cui stillicidio crea queste formazioni calcaree) la grotta improvvisamente si apre in una enorme sala dall’altezzo di qusi centocinquanta metri, il percorso pedonale passa a circa metà. Da qui si inizia a risalire verso l’uscita che si affaccia in una dolina (Velika dolina), una sorta di pozzo dalle pareti verticali che dal fondo risale per 165 metri, sul fondo scorrono le acque del Reka (in italiano il Timavo), che poi entrerà nella grotta e seguirà un misterioso percorso ipogeo che seguirà per una quarantina di chilometri fino a rivedere la luce in territorio italiano vicino a Trieste.

La sala più grande delle Grotte di San Canziano

Tra le curiosità di questa grotta va ricordato che una sala, la sala Martelova dvorana, che con il suo volume di 2,2 milioni di metri cubi è considerata la più grande sala sotterranea finora scoperta in Slovenia e anche una delle più grandi nel mondo. Non solo: una delle cose impressionanti (alla quale non è stato, per ovvi motivi, possibile assistere) riguarda i meccanismi alluvionali che si possono sviluppare all’esterno della grotta in particolari condizioni meteorologiche.

A causa di forti nubifragi, o nei periodi di disgelo, il corso del fiume Reka che scorre nella dolina arriva a crescere di livello fino ad arrivare – è successo in condizioni particolari ed eccezionali – a oltre 100 metri dal livello consueto, coprendo praticamente tutti i percorsi comminabili per accedere alla grotta, questo fatto dipende dalle ridotte dimensioni del sifone dal quale l’acqua può defluire, i tempi di ritorno alle condizioni normali sono infatti lunghi.

Vedi la gallery di ŠKOCIANSKE JAME

Il nostro itinerario volge ormai verso il termine, dirigendoci verso l’ultima tappa del nostro itinerario facciamo una breve sosta in una piccola chiesa fortificata costruita tra il XII e il XIII secolo famosa per gli affreschi tra i quali, tra l’altro, è raffigurata una danza macabra che risale al XV secolo.

Siamo ancora nella Slovenia se non montuosa almeno collinare, ora però la pista ci porta verso il mare, le strade si allargano, diventano più rettilinee e aumenta anche il traffico. La nostra meta è Pirano, piccolo comune costiero la cui parte più antica si sviluppa su una punta che entra come un cuneo nel mare.

Senz’altro interessante da visitare proprio per la sua caratteristica urbanistica ha vicino ad essa il più celebre Portorose, e per arrivarci bisogna passare accanto a Koper, Capodistria in italiano.

Uno degli aspetti dell’importanza di questa zona costiera risiede nel fatto che in questi pochi chilometri sono concentrate tutte le risorse marittime della Slovenia.

Strunjan, ormai il mare è vicino

Ormai i chilometri che restano da percorrere sono quelli che da questa zona di mare ci riporteranno in Italia, ancora un po’ di curve, ancora un po’ di strade con il traffico non congestionato poi il confine di Trieste, l’inizio della A4 e il lungo nastro d’asfalto che ci riporta a Milano.

Ora, su questa strada, sulla via del rientro, nelle ore che servono per coprire la distanza scattano i primi bilanci, e d’improvviso appare il confronto tra le strade sinuose e fresche che costeggiano le acque color smeraldo del territorio che abbiamo appena lasciato, la scarsità di traffico, la varietà del paesaggio e questo lungo, diritto fiume nero che scorre sotto le ruote della Versys.

Sarà un’impressione, ma sembra che anche la “Kawa” abbia come un fremito: che stia chiedendo di tornare indietro dove anche lei si è divertita di più?!?

Una accelerata, una tirata di qualche chilometro in un tratto dove il traffico si è un po’ diradato e anche la Versys deve probabilmente pensare che, sì, in fondo anche qui ci si può divertire….

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