Huomio: Italian moottoripyörä! (Attenzione: italiani in moto!)

 di Kiddo

Da pochi giorni siamo tornati da un reportage di viaggio nel sud della Finlandia, grazie alla collaborazione fra Moto On The Road e l’Ente del Turismo Finlandese. Un Paese dal punto di vista turistico pressoché sconosciuto – almeno in Italia – e al di fuori delle mete del turismo di massa che anche qui sta invadendo (per fortuna) pochi ma sacrificati luoghi.

Rimando alla cronaca della nostra esperienza di esplorazione il racconto di ciò che abbiamo avuto la fortuna di visitare e conoscere di questo stupendo angolo di reale paradiso, mentre già nell’immediato seguito del nostro viaggio mi sento di buttare giù due considerazioni a caldo, visto che siamo stati inviati per “spianare” la strada ad altri appassionati delle due ruote a motore del Bel paese, e che per la natura del mezzo che amiamo grande importanza hanno le valutazioni in merito a circolazione stradale e condizioni del traffico.

Cominciamo col dire che le strade da guidare, ovvero da darci il gas sono tante e bellissime, soprattutto sulla costa e se si amano le sterrate facili e scorrevoli, mentre per quanto riguarda le abitudini dei Suomy ci sono importanti considerazioni che chiunque abbia interesse per il Paese baltico riteniamo debba apprendere.

Già il concetto di “traffico” è abbastanza sconosciuto, ovvero le strade, che sono tenute benissimo anche lontano dai grandi centri abitati, e pulite dappertutto durante il lungo inverno innevato, non sono mai ingolfate di macchine, ne’ abbiamo avuto occasione di vedere una coda o un po di congestione nella circolazione stradale. Salvo le poche autostrade intorno a Helsinki oppure Turku abbiamo visto strade a carreggiata unica con una corsia per senso di marcia, spesso dritte per chilometri e deserte, tanto che non si incrociano altri veicoli per ventine di minuti. Onnipresenti i cartelli che avvertono del pericolo che un’alce possa decidere improvvisamente di sbucare dalla boscaglia per attraversare la strada.

Una delle cose che più sorprendono appena messo ruote sul suolo finnico è il totale rispetto delle regole del Codice stradale e dei limiti riportati sui segnali. Se c’è scritto “80” il guidatore finlandese va a 80, non di più. Se anche su strada deserta e senza nessun veicolo o ostacolo in vista per centinaia di metri c’è scritto “50” il finlandese rallenta e va a 50. Se c’è striscia continua non sorpassano neanche un trattore carico di letame che va a 30 su una strada deserta.

Non abbiate mai timore che qualcuno possa spazientirsi o tanto meno clacsonare se andate troppo piano per cercare un’indicazione, come del resto non sperate che le macchine dietro di voi, se state traccheggiando a lato, allarghino per superare. È un concetto che non esiste. Le moto fanno la coda esattamente come le auto, impensabile che un mezzo, solo perché ha due ruote, cinquantini inclusi, possa avvantaggiarsi di questa condizione, ad esempio sorpassando la fila delle macchine. In Finlandia non conoscono praticamente le rotonde, sono pieni di infiniti semafori che obbligano in caso si sbagli una direzione a fare giri assurdi per ritrovare la giusta via, e non facilitano le poche indicazioni, mancando oltretutto quelle degli esercizi commerciali o dei servizi come ad esempio l’aeroporto. Abbiamo capito il motivo della latitanza dei roundabout (“Do you know?” – Ci ha chiesto un ragazzo che ci stava dando indicazioni – “Yes we know, siete voi che non sapete cosa sono le rotonde”) perché nelle poche occasioni in cui ci siamo imbattuti in queste scellerate invenzioni abbiamo assistito a scene agghiaccianti, perché nessuno entrava nella rotonda finché non era completamente sgombra.

Agli incroci non partono se la strada non è assolutamente libera, e nessuno ti affianca anche se sta prendendo la direzione opposta, o se il posto è grande come una piazza d’armi. All’incrocio con una strada senza semaforo, anche se hanno diritto di precedenza, si fermano pure se la strada è palesemente sgombra, quasi volessero aspettare l’arrivo finalmente di qualcuno, per mettersi magari a fare due chiacchiere.

Questo comportamento che a noi può sembrare ingenuo, a volte incomprensibile o addirittura irritante è sicuramente dettato dal grande rispetto per il prossimo, della sicurezza e delle regole dei finlandesi, coadiuvato anche dai capillari controlli della “Poliisi” finnica.

Nulla a che vedere, quindi, con i comportamenti di chi si sposta nel caos delle città o autostrade italiane, e soprattutto per noi che siamo sbarcati improvvisamente in territorio finlandese è stato a dir poco traumatico adattarsi ai comportamenti del luogo, anche perché noi italiani tendiamo a dare una interpretazione personale e decisamente elastica alle indicazioni riportate nei segnali stradali. Per noi un limite di velocità vale per difetto esclusivamente in prossimità di un sistema di controllo, si parte ad un incrocio purché non ci sia un immediato rischio di collisione, e in generale applichiamo l’unica regola della sopravvivenza e del raggiungere la meta nel minor tempo possibile.

Adattarsi ai limiti di velocità finlandesi ci ha fatto rischiare il tamponamento per la sonnolenza che ci assaliva, siamo stati rimproverati da camionisti perché li avevamo superati su strada deserta e dritta a perdita d’occhio perché in terra la linea era continua; abbiamo visto il panico negli occhi di poveri automobilisti colpevoli solo di aver incrociato una coppia di italiani in moto, quando li abbiamo affiancati agli incroci dove prendevamo direzioni opposte; abbiamo sovvertito la vita di altri motociclisti che ci hanno visto avvicinarci al semaforo passando la fila delle macchine in coda.

Tutto questo porta ad un paio di considerazioni: la prima è di augurare a qualsiasi automobilista o motociclista finlandese di non trovarsi mai a guidare nella bolgia infernale di un traffico come ad esempio quello che ci ha accolto in tangenziale a Milano quando siamo scesi dall’aereo, anche perché procedere realmente a 30 km orari come assurdamente indicato in caso di lavori stradali comporterebbe come minimo un bel tamponamento a catena.

Ma soprattutto ci chiediamo: siete proprio sicuri, cari amici finlandesi, che i motociclisti italiani siano un buon acquisto, di non star vendendo l’anima al diavolo? Siete convinti di volere che vengano a incasinare le vostre strade, le vostre città, le vostre regole ferree di convivenza portando la legge del più forte invece che del diritto e della sicurezza? Nel caso, consiglierei di cominciare ad affiancare ai cartelli “attenzione, alci” quello triangolare con un simbolo che significhi “attenzione, italiani in moto”.

LA FOTO DI SOTTO E’ UN FOTOMONTAGGIO, OVVIAMENTE

Kiddo

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One comment

  1. Helio e Lori Da Re

    Le nostre congratulazioni per l’onestà delle parole rispetto a come sono i Finlandesi e come si comportano gli Italiani, in questo caso, nella guida, nelle strade, ecc…!
    Noi siamo stati in Finlandia ed in altri Paesi dell’estremo nord europeo nell’estate scorsa e possiamo confermare tutte le parole dell’articolo scritto sopra: – “Huomio: Italian moottoripyörä! (Attenzione: italiani in moto!)” di Kiddo!

    Complimenti!

    Helio e Lori

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