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Ducato di Parma e Piacenza: castelli, parchi e buona cucina

Se si cerca un percorso di sano mototurismo, dove scoprire incantevoli e prestigiosi Castelli perfettamente tenuti, e se amate la buona cucina…non potente rinunciare ad organizzarvi un bel fine settimana a spasso nel Ducato di Parma e Piacenza.

testo Amedeo Roma, 

foto Amedeo Roma e Giovanni Lamonica

Per chi vive in Emilia Romagna, soprattutto nella zona compresa tra Modena-Reggio Emilia-Parma-Piacenza, i castelli, numerosi e ottimamente ristrutturati e cosa scontata. Praticamente dove ti giri, soprattutto verso la collina, ne esce fuori uno. Oltretutto questi monumenti storici, spesso sono lontani dai centri abitati, situati perlopiù a ridosso di parchi naturalistici, lontano dalle mete del  turismo di massa; i Castelli compresi dei “Parchi e i Castelli del Ducati di Parma e Piacenza” vanno conquistati, meglio se in sella ad una moto. Da queste parti, la moto è sacra, tanto quanto il cibo. Se andate a cena a casa di un emiliano, sappiate che è più facile che possa mancare una brocca d’acqua piuttosto che del vino lambrusco o del buon affettato, oltre ovviamente al prodotto più rappresentativo del territorio del Ducato di Parma e Piacenza, cioè il Parmigiano Reggiano.

In viaggio
In viaggio nel Ducato di Parma e Piacenza

Non dimenticate poi che gli “indigeni” di queste parti, sono ospitali, e amano far bella figura con chi li viene a trovarli.

Si parte in sella alla nostra compagna di viaggio, in questo caso la BMW R 1200 R Classic, moto facile ed adatta a questo tipo di viaggio, percorsi rilassanti e poco impegnativi, adatti praticamente a qualsiasi due ruote, compreso anche un semplice maxi-scooter.

Particolarmente semplice arrivare nella zona del Ducato, basta percorrere l’autostrada A1, uscire al casello di Parma, e dopo una ventina di chilometri si è già nella prima zona collinare.

Noi abbiamo trascorso la prima notte direttamente a Sala Baganza, nel Bed & Breakfast “Il monte” http://bbilmonte.it/, una fattoria  in  collina  ottimamente tenuta, da cui si può apprezzare una bella visuale sul fiume Taro. Ovviamente da queste parti non manca mai del salame da affettare, oltre ad un bicchiere di vino da condividere in spensieratezza, così si viene accolti da queste parti. 

Passata la  notte, la mattina seguente siamo pronti, verso la nostra prima meta verso la “Corte di Giarola”, distante solo 15 minuti. All’interno della corte, in due distinte aree ci sono la Sede del Centro Visite del Parco Fluviale del Taro e dei Musei  del Cibo.

Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza.Corte di Giarola
Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Corte di Giarola
Corte di Giarola
Corte di Giarola

Nel Centro Visite del Parco Fluviale è stato ricavato uno spazio espositivo sulla vegetazione e le specie animali presenti all’interno di un area di più di 2000 ha. Per quelli che amano una piacevole pedalata, vi è la possibilità di noleggiare vari tipi di bicicletta, destinate anche ai bambini, per poter scoprire le bellezze presenti nella zona, con una buona disponibilità di piste ciclabili su sentieri naturalistici. (http://www.parchidelducato.it)

Musei del Cibo

Tutto il territorio del Ducato di Parma e Piacenza vanta dei prodotti nel settore agro-alimentare noti a livello nazionale e internazionale (Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma e salumi tipici, Culatello di Zibello, Salame Felino, Coppa di Parma, Vini dei Colli di Parma, Porcino della Valtaro, Pomodoro).

Il turismo eno-gastronomico è in forte crescita sia a livello quantitativo che qualitativo: oltre a valorizzare i singoli prodotti , i “Musei del cibo” favoriranno la nascita di una nuova occasione turistica, sviluppando all’interno degli itinerari classici già esistenti sul territorio, dei percorsi che permettano di far conoscere i prodotti tipici. 

Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza.Centro Visite del Parco Fluviale
Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Centro Visite del Parco Fluviale

L’antica Corte di Giarola, dal latino  “luogo ghiaiato”, per la sua posizione sul fiume, oggi ospita la sede degli uffici del Parco del Taro. E’ stata monastero benedettino delle monache di San Paolo e, al suo interno, si trova la chiesa di San Nicomede di origine romanica. Il luogo ideale per accogliere il Museo del Pomodoro e il Museo della Pasta

La storia del pomodoro rivive nella Corte di Giarola Il percorso espositivo ha sede, dal 2010, in questa antica Corte: un luogo situato in zona strategica, dove la coltivazione e la trasformazione industriale del pomodoro, la fanno da padroni. La visita offre approfondimenti sull’ortaggio da un punto di vista botanico, storico, geografico e agronomico. E’ possibile osservare gli strumenti, i metodi e i macchinari per la trasformazione impiegati nel passato fino a quelli contemporanei. E’ in mostra, inoltre, una linea di lavorazione del pomodoro che permette di conoscere l’intero ciclo di produzione, dalla coltivazione fino ai nostri piatti.

Accanto al Museo del Pomodoro, troviamo il Museo della Pasta. Attraverso  dieci sezioni, illustra la storia, tecnologica e culturale, della regina delle nostre tavole. Si parte dalla sezione dedicata al chicco di grano e alla sua coltivazione (passando per l’evoluzione storica dei mezzi agricoli), per poi passare attraverso la sezione dedicata alla macinazione, con la ricostruzione di un mulino a macine e un moderno mulino a cilindri, per giungere ad illustrare la preparazione della pasta fresca. Interessante poter osservare un vero pastificio industriale della prima metà dell’800 per comprendere le fasi di produzione della pasta secca con l’uso delle “trafile” che permettono formatura di più di cento differenti tipi di pasta.

Finita la visita al Museo del Cibo, non ci facciamo mancare l’occasione di visitare un caseificazione presente nella zona, quindi dopo solo pochi chilometri in moto raggiungiamo il caseificio Motecoppe. Sarà il primo dei due caseifici visitati, dove con gentilezza e perizia ci sono state spiegate tutte le fasi di lavorazione per creare la fantastica forma di circa 40 kg di Parmigiano Reggiano. Tanto per dare qualche numero, il Parmigiano può essere stagionato da 12 mesi, 24, 30 fino ad arrivare ad un massimo di 36 mesi. Per produrre un chilo di formaggio servono ben 14 litri di latte, e una forma pesa in media 40 kg.

Caseificio Montecoppe

L’antico Caseificio dell’Azienda Agricola Casearia Montecoppe, si trova all’interno del Parco Regionale dei Boschi di Carrega. L’attività dell’azienda riguarda l’intero ciclo produttivo, a garanzia del massimo controllo: dalla produzione di foraggi e cereali per l’alimentazione delle bovine, fino alla produzione e alla vendita del Parmigiano Reggiano e di altri prodotti tipici della zona.

La stalla, ospita vacche di razza Frisona Italiana e Bruna Alpina, accuratamente selezionate e allevate nel totale rispetto del benessere animale.

L’architettura dell’antico caseificio è di stile neogotico, probabilmente l’edificio fu pensato per essere adibito ad oratorio e la sua realizzazione risale seconda metà del ‘700 dalle Monache di Santa Teresa, ma non fu completato e nemmeno consacrato.

Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Caseificio Montecoppe
Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Caseificio Montecoppe

Si pensa che la gente del luogo operò affinchè venisse utilizzato come caseificio per custodire la tradizione della produzione del Parmigiano Reggiano.

Grazie alla collocazione geografica e alla sua area di estensione, l’Azienda Agricola Casearia Montecoppe organizza itinerari enogastronomici e giornate  durante le quali è possibile assistere al processo di caseificazione, visitare i locali di salagione e stagionatura e la vasta tenuta. Ovviamente, al termine delle visite è possibile degustare diverse stagionature di Parmigiano Reggiano, salumi e vini prodotti nel territorio.

http://www.montecoppe.it/

Si riparte alla scoperta di altri pregevoli angoli del Ducato di Parma e Piacenza, ovviamente dopo aver assaggiato varie stagionature di Parmigiano, già questo più che sufficiente per farci saltare il pranzo e dirigersi direttamente verso il Parco dei Cento Laghi. Il percorso scorre veloce, anche se l’andatura è molto blanda, lungo la strada SP 665; attraversiamo prima Sala Baganza, poi Felino, quest’ultimo conosciuto per l’ottima produzione di salame, successivamente Langhirano, anche questo famoso per la lavorazione dei prosciutti. Qui vale la pena fermarsi e visitare il Castello di Torrechiara.

Castello di Torrechiara

Il castello di Torrechiara si erge sulle colline vicino a Langhirano (PR) , nasce come struttura difensiva e come dimora  per volere del conte Pier Maria II de’ Rossi  che ne fece dono alla sua amata Bianca Pellegrini di Arluno. È un raro esempio di architettura dove si fondono elementi  medievali e  Rinascimentali. Ora la struttura è di proprietà dello Stato.

Costruito nel 1460, è circondato da due cerchie murarie: la prima a difesa del borgo, la seconda ripara il castello. Le torri quadrate, collegate tra loro da una doppia cinta muraria, sono un ulteriore sistema di sicurezza.

Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Castello di Torrechiara
Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Castello di Torrechiara

La visita al castello è molto affascinante sia per gli splendidi affreschi all’interno, sia per il panorama  che si può godere, sia per l’atmosfera suggestiva che si respira al suo interno.. Purtroppo le stanze del castello sono prive di arredi in quanto, con il passaggio di proprietà dall’ultimo privato allo Stato, avvenuto nel 1911, gli arredi furono venduti o dispersi.

Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Castello di Torrechiara
Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Castello di Torrechiara

Bianca a celebrazione dell’amore di Bianca e Pier Maria. La decorazione della volta è considerata una delle più eleganti e complete rappresentazioni quattrocentesche dell’amor cortese. Nelle quattro vele della volta a crociera è raffigurata Bianca con le chiavi da pellegrina in cerca dell’amato. 

Di nuovo in sella, ma da questo punto in poi la strada cambia faccia, le corsie di marcia si restringono, il percorso diventa più collinare e guidato, la nostra BMW ringrazia, il pilota anche. I chilometri vengono “macinati” con piacere, poco traffico, tante curve, mai troppo impegnative e un manto stradale abbastanza buono.

In viaggio nel Ducato di Parma e Piacenza
In viaggio nel Ducato di Parma e Piacenza

Ah dimenticavamo, anche il panorama non è affatto male, le montagne che ci circondano sono particolarmente verdi, i boschi che incrociamo sono puliti, rispettati anche dai turisti. Dopo circa una ora e mezza di guida raggiungiamo la sede del Parco Regionale dei Cento laghi. Lo scenario offerto in questa zona è veramente bello e appagante, i panorami sono  tipici degli ambienti alpini. Inutile raccontare  lo stato di benessere che ci “assale” nell’ammirare le bellezze di queste zone, vanno assolutamente assaporate di persona. Il Ducato di Parma e Piacenza offre tanti i percorsi e sentieri da affrontare, ma certamente una visita che non deve mancare è quella al Lago Santo, il lago naturale più ampio presente nell’Appennino emiliano romagnolo.

Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza.Parco dei Cento Laghi
Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Parco Regionale dei Cento Laghi

http://www.appenninoeverde.it/natura/parchi-naturali/100-laghi.html

L’imbrunire è arrivato, la temperatura cala velocemente, è arrivato il momento di trovare una sistemazione per la notte. Soggiorniamo presso la trattoria “Da Vigion”, molto valida per quanto riguarda la cucina, assolutamente di stampo emiliano. Dopo un abbondante antipasto di affettati, ci gustiamo un bis di tortelli verdi e di zucca; infine assaggiamo qualche fetta di cotechino di maiale, il tutto accompagnato da un ottimo lambrusco locale.

Trattoria “Da Vigion” strada Provinciale 21, Frazione Le Ghiare 43021 Corniglio(PR) tel. 0521 888113

La mattina successiva la nostra prima tappa è presso un altro caseificio locale, Latteria Sociale di Beduzzo. Anche qui ammiriamo quelle che sono tutte le fasi che portano alla nascita del Parmigiano Reggiano, prodotto praticamente in maniera del tutto artigianale, scoprendo quanto sia importante e determinante la maestria dei casari.

Latteria Sociale di Beduzzo Inferiore – Via Provinciale, 16 – 43020 Beduzzo (PR) – Tel: 0521/887365.

Dopo aver acquistato due chili di formaggio di diversa stagionatura, ci rimettiamo in sella, questa volta con l’intenzione di “snocciolarci” una buona quantità di chilometri. La meta da raggiungere è il Castello di Bardi (PR), il percorso più rapido sarebbe stato arrivarci scendendo a valle ritornando a Parma, ma prendiamo il percorso più lungo e guidato. Quindi puntiamo verso Borgo Val di Taro, che raggiungiamo dopo circa 50 km, percorrendo prima la strada SP14, poi la SP523 ed infine SP21. In alcuni punti l’asfalto è molto rovinato, ed è evidente che in questa zona ci sono state numerose frane, in ogni modo il panorama è molto piacevole e apprezziamo anche la totale assenza di traffico. 

Castello di Bardi

Dalla Fortezza Bardigiana, in provincia di Parma, si domina la confluenza del torrente Noveglia con il Ceno. Fu costruita alla fine del IX secolo, su una cima rocciosa e, dalla metà del Duecento, diventa castello e rimane per oltre quattro secoli la dimora della famiglia dei Landi.

Le mura a scarpata della fortezza sono interamente percorribili; la forma, irregolare, asseconda l’andamento dello sperone su cui sorge e, dai suoi bellissimi terrazzi di osservazione, si gode di uno stupendo panorama .

Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Castello di Bardi
Castelli e buona cucina nel Ducato di Parma e Piacenza. Castello di Bardi

La struttura, nel 1862 diventa, un breve periodo, carcere militare e nel 1868 ceduto all’amministrazione comunale: oggi è sede del Municipio.

Ritorniamo verso valle, il nostro tour volge al termine, puntiamo verso l’autostrada del sole, con destinazione casa. L’ungo la SP359 incrociamo Mastio e Borgo di Vigoleno, ultima fermata, ultima visita.

Mastio e Borgo di Vigoleno

Il Borgo di Vigoleno è annoverato fra i Borghi piu Belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

A prima vista colpisce l’imponenza del mastio che svetta al di sopra di tutto il complesso del castello; attraverso i suoi stretti gradini e la ripida salita si apre, dalla torre, uno spettacolo unico e suggestivo, si potrà ammirare il castello nella sua totalità circondato dal caratteristico borgo con le due chiese.

Il Castello di Vigoleno gode di una rarità rispetto alla storia di tanti altri, infatti apparterà quasi ininterrottamente ad una sola famiglia dalla fine del ‘300 fino agli inizi del ‘900. La Famiglia Scotti. La Famiglia cederà la proprietà nei primi anni del ‘900, e il Castello passando attraverso vari proprietari, nobili e non, giungerà a noi in uno stato di perfetta conservazione e sapienti ristrutturazioni.

La Pieve, dedicata a San Giorgio, fu edificata nella prima metà del XII secolo; internamente ha la classica struttura romanica con colonne e pilastri, capitelli con sirene, draghi, esempio di quell’arte romanica presente in altre realtà romaniche emiliane. La lunetta ospita un  rilievo raffigurante San Giorgio che uccide il drago prodotto da artisti della scuola dell’Antelami, verosimilmente datato intorno al 1200.

Parmigiano Reggiano 

Il gusto unico e inimitabile del Parmigiano Reggiano è il frutto di una campagna fertile che va dall’Appennino al Po, in allevamenti e caseifici in cui si conserva la passione per le tradizioni e in cui gli uomini lavorano per offrire un prodotto che sia il risultato della collaborazione con la natura.

Nel territorio di origine del “Re dei Formaggi”  si concentrano quattromila allevamenti in cui le bovine vengono alimentate con foraggi prodotti in quest’area.

Questo profondo legame con un ambiente  tutelato ha permesso la formazione delle qualità uniche che caratterizzano questo prodotto.

L’alimentazione degli animali curata nel rispetto di un rigido regolamento e i controlli costanti sul latte e sulla sua trasformazione, hanno come obiettivo quello di mantenerne alta la qualità e le particolari caratteristiche che fanno del Parmigiano Reggiano un prodotto naturale e assolutamente privo di additivi o conservanti.

http://www.parmigiano-reggiano.it/ 

“Ringraziamo i Parchi e i Castelli del Ducato di Pama e Piacenza per averci ospitati nell’ambito del Progetto di Promozione PORFESR”. 

Info utili sul Ducato di Parma e Piacenza

Castelli del Ducato di Parma e Piacenza: 

-Rocca di Sala Baganza

http://www.comune.sala-baganza.pr.it/

http://www.prolocosalabaganza.it/

 

-Castello di Montechiarugolo

http://www.castellodimontechiarugolo.it/

 

-Castello di Torrechiara

http://www.portaletorrechiara.net/sito/

http://www.comune.langhirano.pr.it/

 

-Castello di Compiano

http://www.castellodicompiano.com/

 

-Fortezza di Bardi

http://www.castellodibardi.it/

 

-Fortezza Viscontea di Castell’Arquato

http://www.castellarquatoturismo.it/

 

-Mastio e Borgo di Vigoleno

http://www.comune.vernasca.pc.it/

 

-Castello di Scipione dei Marchesi Pallavicino 

 

Parchi del Ducato di Parma e Piacenza: 

(http://www.parchidelducato.it/):

-Parco del taro

-Parco dei Boschi di Carrega

-Parco dei Cento Laghi

-Parco dello Stirone e del Piacenziano

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