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A cento anni dalla Grande Guerra sul fronte isontino.

Varcare dall’Italia il confine con la Slovenia fa riaffiorare, in chiunque abbia una coscienza storica, il ricordo della Grande Guerra, che lasciò alle sue spalle milioni di vittime e territori devastati; sulle cime delle montagne che rendono il panorama di queste zone così affascinante, ebbero luogo battaglie atroci.

Foto e testo di Nadia Giammarco

Proprio in questi anni, in cui ricorre il centenario della Grande Guerra (1914-1918), non si può visitare la valle dell’Isonzo senza programmare una visita al Museo di Caporetto (Kobariški muzej), che è stato oggetto di alti riconoscimenti 1993 dal Consiglio europeo.

Valle dell'Isonzo
Valle dell’Isonzo

All’interno del Museo è possibile immergersi nelle vicende del conflitto tra le truppe Italiane e quelle Austro-Ungariche avvenuto lungo il fiume di Soča, con particolare riguardo alla tragica disfatta italiana, attraverso la sapiente organizzazione di oggetti utilizzati nelle battaglie, documentazioni fotografiche, audiovisivi e plastici che illustrano al visitatore la disposizione degli eserciti e delle trincee scavate nella roccia.

Museo di Caporetto
Kobarid – Caporetto

Lo spazio espositivo è molto ben organizzato e alterna teche contenenti oggetti utilizzati dai soldati per affrontare il duro terreno di guerra e le condizioni climatiche particolarmente avverse, ad esempio alcuni modelli di ramponi per il ghiaccio, a quelle che accolgono le uniformi dei vari stati che si affrontarono nei conflitti. Parte del Museo è dedicato alla storia della terra slovena oggetto, nel corso dei secoli, di invasioni da parte di molteplici nazioni: veramente impressionante vedere lungo il perimetro di una stanza un alternarsi di bandiere diverse che illustrano il susseguirsi degli stati che hanno sopraffatto i popoli di questa terra. Non mancano delle aree in cui poter assistere a momenti suggestivi, come la ricostruzione della circostanza in cui un soldato scrive alla propria famiglia per rassicurarla sulle sue condizioni, oppure il racconto attraverso la proiezione di documenti fotografici delle battaglie oggetto dell’esposizione appena visitate.

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La Grande Guerra

Alcune stanze del Museo di Caporetto sono offrono la visione di documenti inquietanti, ad esempio le cartoline con cui i soldati comunicavano con i propri familiari (chissà se poi siano state veramente recapitate) oppure i prestampati con cui si avvisavano i parenti del soldato della sua caduta in battaglia o delle ferite riportate in guerra.

Strumenti Pronto Soccorso
Strumenti Pronto Soccorso

Impressionante la parte che riguarda più da vicino la disfatta di Caporetto: con le maschere antigas che avrebbero dovuto proteggere i nostri soldati dalle armi chimiche utilizzate dai nemici, ma che in realtà nulla avevano a che fare con una barriera contro una simile offensiva.

Uscendo dal Museo si torna alla realtà, con una consapevolezza maggiore della nostra storia e con la sensazione di non poter nemmeno lontanamente immaginare cosa i nostri antenati, italiani o sloveni, abbiano dovuto patire per difendere la loro Patria.

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I luoghi della Grande Guerra

Dal 2007 il Sentiero della pace collega i resti e i monumenti più importanti relativi ai conflitti del fronte isontino per far sì che il visitatore possa percepire le peculiarità storiche della Slovenia mentre è circondato dalla natura della Alta valle dell’Isonzo.

In alternativa si può risalire in sella e dirigersi verso l’ossiario italiano che si trova sul sul colle Grič sopra Caporetto: la strada è asfaltata e in salita, ma molto bella e vale ampiamente una passeggiata a piedi percorrendo la via Crucis che si sviluppa su tutta la lunghezza del sentiero, purtroppo gli stivali da moto e il poco tempo a disposizione ci hanno spinto a scegliere l’alternativa più “comoda”.

Ossiario Caporetto
Ossiario italiano – Caporetto

Al termine della stradina alberata che dal centro città sale fino alla nostra meta, si apre davanti a noi una visuale molto suggestiva, gli alberi lasciano il posto ad una spianata dominata dalla Chiesa di sv. Anton Padovanski (Sant’Antonio da Padova) circondata da delle arcate che formano degli ottagoni concentrici, quasi a piramide. La vista è imponente e sapere che all’interno delle mura ottagonali sono racchiuse le ossa di quasi 8.000 soldati italiani caduti in guerra aggiunge all’atmosfera una certa inquietudine. Camminare intorno alle arcate e attraversarle per entrare nella Chiesa, per poi uscirne ed ammirare un panorama mozzafiato sul fiume Isonzo (Soca) è un’esperienza unica che da sola merita un viaggio in questa splendida terra.

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Panorama sulla valle dell’Isonzo

Una struttura molto accogliente per soggiornare durante la visita a Caporetto è l’Hotel Hvala, situato proprio in centro città, dove è possibile gustare una cucina molto curata sia nella scelta delle materie prime che dal punto di vista della presentazione dei piatti.

Si ringrazia l’Ente Sloveno per il Turismo

A cento anni dalla Grande Guerra, la Gallery:

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