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Una storia di dolore, coraggio, amore e moto

Questa è una storia di dolore, coraggio amore e motocicletta.

Il dolore è evidente: la perdita di un arto è una delle cose più terribili che possa capitare a un essere umano. Nessuno può ritenersi al sicuro da questa eventualità, soprattutto noi motociclisti, che per strada troviamo ostacoli di ogni tipo, guard rail affilati, pali, marciapedi. Di tutto!

Così ogni anno, oltre diverse persone che ci lasciano le penne, in molti subiscono mutilazioni o restano invalidi. E sono tanti. Di solito non li vediamo in giro, perché la diversità si nasconde, come se fosse una vergogna. E di questo siam tutti complici, così poco abituati ad accettare nella nostra “normalità” chi non riteniamo più normale. E a nulla vagono le direttive europee sugli spazi per gli invalidi, gli scivoli dai passaggi pedonali, sedie mobili vicino alle scale, la nostra testa non si cambia solo con le direttive. Chi ha un problema quasi sparisce, protetto spesso dai suoi cari, compatito da chi gli è vicino.

Ma questa è una storia di coraggio, di chi si ribella a questo avverso destino.
Ho avuto modo di conoscere a Verona delle persone che io ritengo eccezionali, ma che in definitiva non sono altro che dei giovani normali, che rivendicano il loro diritto alla vita.

Si sono raccolti in un’associazione che già solo dal nome vale un programma: Diversamente Disabili.
Ecco, in questo nome lo slogan, la filosofia, il progetto, il coraggio.
Il coraggio di ribellarsi a una condizione che li vorrebbe passivi, disposti ad accettare una puerile sopravvivenza. I ragazzi di Diversamente Disabili vogliono bere alla fonte della vita, vogliono essere felici, vogliono fare ciò che gli piace, rischiare ancora come chiunque altro vive.
A Verona in questo incontro ho visto anche l’amore.
L’amore delle persone che sono intorno a questo progetto, l’amore di Chiara per il suo Emiliano.
Chiara Valentini è stata campionessa europea di motociclismo, una ragazza splendida, bella, allegra, e dolce.
Emiliano Malagoli è un vulcano di entusiasmo, un vero toscanaccio, irriverente e simpatico, sempre pronto a schernirsi, sempre pronto alla zingarata. Vederli insieme è un inno alla vita. Assieme all’altro promotore, Matteo Baraldi, e agli altri ragazzi dell’associazione stanno preparando un team per partecipare ai campionati di velocità. Un progetto ambizioso e bellissimo.

 

Emiliano e Matteo, “ingarellati” in pista.

La moto è il collante di questa associazione, la comune passione per un mezzo che la logica vorrebbe inadatto per chi è mutilato. Eppure, questi ragazzi che proprio guidando una moto hanno perso chi una gamba, chi un braccio, vogliono caparbiamente continuare a fare ciò che più amano. Guidano le proprie moto adattate con poche modifiche. E infatti le guidano alla grande!

Il mio invito è di iscriversi come ho fatto io a questa associazione che ha bisogno di essere sostenuta o di favorire le loro richieste. Questi ragazzi – senza troppa retorica – stanno mandando un messaggio importante:
La vera disabilità è nascondersi alla vita, è la solitudine, l’isolamento.
Dobbiamo ringraziarli di ricordarcelo.

Questo il contatto su facebook in attesa sia attivo il sito
http://www.facebook.com/pages/DiDi-Diversamente-Disabili/284173645028823?fref=ts

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