La Sicilia che ammalia ci chiama e ci avvolge ancora una volta. Report e foto della nostra terza partecipazione a un evento imperdibile.
Ormai per chi scrive la Sicilia è diventata una sorta di seconda patria, sono molte le sirene che di volta in volta ci attraggono in questa terra crogiuolo di cultura e bellezza. Se poi gli amici di Moto Perpetuo – Community in Moto ci mandano il programma del loro evento clou, il Sicily Coast to Coast 2026, ecco che (ri)partire per il profondo sud diventa quasi obbligatorio.
Corrado Perricone, presidente, organizzatore, anima di Moto Perpetuo, persona dotata di un’immensa passione e di un’infinita conoscenza della sua terra (qui la recensione di un suo libro), anche stavolta ha confezionato un evento itinerante da Siracusa a Marsala e ritorno, unendo strade da lustrarsi gli occhi, soste mirate all’incremento del fatturato dei dietologi (dal lunedì successivo ovviamente), alberghi pieni di stelle, e visite guidate in luoghi che probabilmente nemmeno gli indigeni conoscono.
Antipasto: Castellammare del Golfo e Riserva dello Zingaro
Il programma ufficiale prevedeva una sosta presso le Terme Arabe di Cefalà Diana che personalmente avevamo già visitato in una precedente edizione, così abbiamo pensato bene di unirci al resto del gruppo a metà percorso, direttamente a Carini, giusto sotto il Castello. E per portarci avanti col lavoro siamo partiti due giorni prima per fare una tappa a Castellammare del Golfo, e da lì una gita in barca nella Riserva dello Zingaro. Che va bene le moto, va bene le curve (a proposito: se la SS 121 che abbiamo percorso viene chiamata la Route 66 di Sicilia un motivo c’è!), ma una giornata di relax tuffandoci in certe calette di acqua cristallina che Laguna Blu scànsati proprio, è appagante quanto e più di un giro al Mugello sotto i due minuti.



Segesta
L’appuntamento coi “Perpetui” per il nostro vero inizio del Coast to Coast è per il pomeriggio del venerdì, ma siccome siamo strategicamente già in zona, siccome in zona ci sono anche il Tempio e il Teatro di Segesta, e siccome di tuffi non eravamo ancora sazi, vuoi non farne uno nella storia?

Perfettamente conservato e incastonato nel paesaggio circostante, 36 colonne alte 10 metri l’una, il tempio dorico ti accoglie da lontano e ti abbraccia da vicino, ancora non completamente sviscerata la sua storia, maestoso che sembra dirti: “Io sono qui da 2500 anni, e tu?”. E insomma, certe civiltà antiche un po’ di soggezione te la mettono.
Poco più in là il teatro greco affacciato verso il golfo di Castellammare, un paio di secoli più giovane, costruito senza sfruttare un declivio naturale ma alzando appositamente un terrapieno, poteva ospitare 4000 spettatori. Quattromila. E di nuovo ti togli il cappello di fronte alla Cultura di queste civiltà dalle quali dovremmo ricominciare a imparare.

Si dia inizio al Sicily Coast to Coast 2026
Personalmente confessiamo di non aver mai visto lo sceneggiato L’amaro caso della Baronessa di Carini che pare fece furore nel 1975 (Janet Agren e Ugo Pagliai), e sì che l’età ce l’abbiamo, ma per colmare la lacuna il buon Corrado Perricone aveva prenotato una visita al castello con tanto di rappresentazione teatrale della vicenda. Sì perché andare in giro in moto con gli amici di Moto Perpetuo non significa solo andare da qui a là, fare a chi ce l’ha più lun… a chi chiude di più le gomme, prendere un caffè e tornare indietro. Con loro, si impara, ci si arricchisce, si cresce.

Bellissimo il luogo, interessante la vicenda, e bravissimi gli attori perfettamente calati nel ruolo. E massima ammirazione per lo stoicismo, non deve essere stato semplice indossare l’abbigliamento d’epoca, decisamente poco adatto ai 40 gradi di questa torrida lunghissima estate.
Borgo Parrini
Ripartiamo, e il programma del Sicily Coast to Coast 2026 ci regala un’altra chicca imperdibile. Borgo Parrini era un piccolo borgo agricolo fondato da padri gesuiti (“parrini” in dialetto), poche case sperdute tra i monti nel comune di Partinico e destinate alla decadenza. Poi un giorno qualcuno, nello specifico l’imprenditore Giuseppe Gaglio, ebbe una di quelle idee un po’ folli nella loro semplicità: colorarlo. E in qualche modo rendere omaggio nientemeno che a Antoni Gaudì. Ed ecco che oggi le case recuperate e ristrutturate esplodono di gioia, di mattonelle colorate, di voglia di stupire a ogni angolo. Se passate da quelle parti fermatevicitisivi, merita la sosta, esempio di come a volte basti veramente poco per strappare al degrado e rendere attrattivo un territorio.

Sabato sulle isole di Favignana e Levanzo
Rispetto a una precedente edizione in cui il meteo non ci consentì di visitarle, stavolta abbiamo mare forza olio, e l’escursione verso le isole di Favignana e di Levanzo non ce la toglie nessuno. Trapani porto, un’oretta di traversata, sbarco a Favignana. Ovviamente non siamo gli unici, dalle varie navi che attraccano scendono centinaia di turisti che sciamano verso le spiagge più a portata di mano. Affollatissime. Ma noi abbiamo un piano: uno sgarrupato scooter a noleggio per poter sfruttare al meglio le poche ore di tempo e andare a curiosare in giro. Modalità: un chilometro, spiaggetta, bagno, ripartenza. Due chilometri, insenatura, tuffo, ripartenza. E così via fino al momento di rientrare in nave per il pranzo a bordo, ma non prima di aver preso appunti per una prossima visita approfondita di almeno due/tre giorni.


Altra sosta a Levanzo, altri tuffi, una granita limone/gelsi tanto per gradire, e rientro in terraferma per un’ultima tappa di giornata verso un tramonto sulle saline che riempie gli occhi e il cuore. Quindi albergo, piscina, e cena a bordo vasca. Il Sicily Coast to Coast 2026 sa come coccolare i suoi partecipanti.

Domenica a Gibellina
Chi ha i capelli bianchi ricorderà la tragedia del terremoto che nel 1968 rase al suolo Gibellina, paese della valle del Belìce. Avete letto bene, Belìce, con l’accento sulla i, anche se tutti dicono Bèlice. L’errore nacque quando i telegiornali dell’epoca diffusero la notizia, il primo conduttore sbagliò l’accento, gli altri lo seguirono, e da allora così è rimasto. “Il terremoto ci ha portato via anche l’identità” ci dice la nostra guida.

Visitiamo la città nuova, ricostruita a 20 chilometri dalla vecchia ubicazione e che è diventata una specie di museo a cielo aperto arricchita di opere e installazioni en plein air di decine di artisti. Ma abbiamo anche in programma visite guidate alla Fondazione Orestiadi e al Museo Civico di Arte moderna, due luoghi spettacolari e inaspettati, un concentrato di opere incredibili da Mimmo Palladino a Mario Schifano, da Emilio Isgrò a Arnaldo Pomodoro, da Renato Guttuso a Pietro Consagra, in una commistione di stili culture ed esperienze mediterranee. Bellissimo, e non solo per un appassionato di Arte con la A maiuscola.


Cretto di Burri
E la città vecchia? C’è ancora anche se non c’è più. Alberto Burri, uno degli artisti che il sindaco Ludovico Corrao chiamò per favorire la rinascita del borgo, decise di compattare le macerie e di ricoprirle con una specie di colata di cemento bianco lungo il declivio, mantenendo però la vecchia topografia di strade e piazze e mettendo in atto una stupefacente opera di memoria. Difficile descrivere l’emozione che si prova camminando tra quei vicoli di calce, proprio laddove c’erano, e a pensarci bene ci sono ancora, le case.

Signori in carroz… a tavola!
Ultima tappa la sosta spuntino (spuntino? Siamo in Sicilia, Lucullo impallidirebbe) presso la ex stazione ferroviaria di Santa Ninfa restaurata e adibita a punto di ristoro. Caponata, pane cunzato, salsicce, formaggi e affettati, con le cinture dei pantaloni e le cerniere delle giacche a chiedere pietà.

La nostra moto per il tour: cilindri dispari.
Dopo le partecipazioni con Moto Guzzi e Ducati, per questo Sicily Coast to Coast 2026 avevamo sotto le chiappe una bellissima Triumph Tiger 1200 Rally Pro, full optional equipaggiata con trittico GiVi Trekker.
Alta al limite dell’ingestibilità nelle manovre da fermo per chi è sotto l’1,80 senza tacchi (santo subito il comando per abbassare il mono di un paio di cm), con una gestione elettronica tanto completa quanto non immediatamente intuitiva, e un cambio che non è esattamente un burro (cercare il folle a volte è piuttosto complicato), una volta in movimento diventa una poltrona a due ruote capace di portarti ovunque senza sforzo. Protettiva nei trasferimenti autostradali, a suo agio nel guidato tortuoso (anche se il baricentro alto, soprattutto a pieno carico, si fa ovviamente sentire), e bella reattiva quando in statale si tratta di aprire il gas per trarsi d’impiccio dai domenicali in Panda piantati sulla mezzeria. E con un minimo di attenzione si può serenamente decidere di proseguire anche se l’asfalto sparisce, hai visto mai che alla fine di questo sterrato ci sia quella spiaggetta nascosta di cui hai sentito parlare.
Sipario
Con quella solita sottile malinconia che ci accarezza alla fine di ogni evento che si vorrebbe non finisse mai, saremo gli ultimi a ripartire per rientrare alla nostra base sicula, dove arriveremo a buio inoltrato. Stanchi ma con un pensiero già in testa: non c’è due senza tre …e il quarto vien da sé.
Abbiamo viaggiato con la testa al sicuro nel casco Scorpion EXO930 dotato di sistema di comunicazione Exo-Com
Qui la pagina facebook di riferimento a Moto Perpetuo – Communiti in Moto
Un grazie particolare a Carlo Nesti per la disponibilità e la fiducia.

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Grazie mille per la ribalta che hai voluto dare al nostro evento che ti accoglie sempre a braccia aperte.
Come dice il detto? Non c’è tre senza quattro!