A Recco per la mitica Focaccia col Formaggio, ma anche per scoprire le altre eccellenze della cucina ligure. Con una sorpresa: l’incontro con i Salumi DOP Piacentini.
Ci sono luoghi che hanno legato il proprio nome a un prodotto. Recco è uno di questi. Basta pronunciare il nome della cittadina ligure e il pensiero corre subito alla Focaccia col Formaggio, una delle specialità più conosciute della Liguria.
La Focaccia di Recco col Formaggio è IGP dal 2012 in Italia e dal 2015 è riconosciuta a livello europeo. Una denominazione che tutela non soltanto il prodotto, ma anche il legame con il territorio nel quale è nato e si è sviluppato.
Recco, però, non è soltanto focaccia. La cittadina è oggi uno dei punti di riferimento della gastronomia ligure e una porta d’accesso al Golfo Paradiso.

La recente storia di Recco racconta una rinascita quasi sorprendente.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Recco fu infatti duramente colpita dai bombardamenti alleati. La presenza della linea ferroviaria Genova-La Spezia, che in quel tratto correva per un lungo tratto allo scoperto, fece della cittadina un obiettivo strategico. Tra novembre 1943 e giugno 1944 furono 27 le incursioni che distrussero circa il 90% dell’abitato e provocarono 127 vittime. Per la devastazione subita Recco venne definita la “Cassino del Nord”.
La ricostruzione di Recco
Dopo la guerra iniziò una ricostruzione difficile. Di Recco era rimasto ben poco e occorreva ricostruire case, strade, attività commerciali e servizi. La nuova città prese forma soprattutto negli anni del boom economico, con un assetto urbano diverso da quello precedente alla guerra.
In questo processo la ristorazione ebbe un ruolo importante. La tradizione gastronomica locale diventò progressivamente un elemento dell’identità cittadina e anche uno strumento per attirare visitatori. La Focaccia col Formaggio, già parte della storia alimentare di Recco, divenne il simbolo di questa rinascita. Forni, panifici e ristoratori iniziarono a farla conoscere ben oltre i confini regionali. La notorietà crebbe fino al riconoscimento IGP, arrivato nel 2012.

Oggi Recco è quindi una destinazione gastronomica a tutti gli effetti. Qui si incontrano alcuni dei grandi classici della cucina ligure: trofie e trenette al pesto, pansoti con salsa di noci, farinata, torta pasqualina, cima alla genovese, acciughe ripiene e focaccia genovese. Senza dimenticare il pesce, protagonista della cucina della Riviera.
Ma il Golfo Paradiso offre anche molto altro.
Lungo la costa si incontrano Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco e Camogli. Le ultime due località sono collegate da una piacevole passeggiata sul mare. Proseguendo verso il promontorio di Portofino si arriva a uno dei luoghi più suggestivi della Liguria: l’Abbazia di San Fruttuoso.
Costruita in una piccola insenatura ai piedi del promontorio, sembra quasi emergere direttamente dal mare. La bellezza del luogo è indiscutibile. Il limite, soprattutto in estate, è l’affollamento della piccola spiaggia davanti all’abbazia, che nei periodi di maggiore affluenza può diventare difficile da vivere.

San Fruttuoso, otto secoli di storia
La storia dell’Abbazia di San Fruttuoso comincia nell’alto Medioevo. Secondo la tradizione, nell’VIII secolo alcuni monaci portarono qui le reliquie di San Fruttuoso, vescovo di Tarragona e martire cristiano, per sottrarle alle incursioni arabe.
La posizione della baia, nascosta tra le montagne e raggiungibile con difficoltà, favorì la nascita di un insediamento monastico. Tra X e XI secolo il complesso passò ai Benedettini e iniziò una fase di sviluppo che avrebbe trasformato profondamente l’abbazia.
Nei secoli successivi San Fruttuoso entrò nella storia della famiglia Doria. Nel XIII secolo i Doria ottennero il patronato sul monastero e contribuirono alla costruzione di nuovi edifici. La chiesa e il complesso monastico divennero anche luogo di sepoltura della famiglia, che ancora oggi conserva qui le proprie tombe.

La posizione sul mare, tanto affascinante per il visitatore moderno, rappresentava allora anche un problema. L’abbazia fu più volte colpita da incursioni e saccheggi. La comunità religiosa attraversò periodi alterni di prosperità e difficoltà, fino al progressivo abbandono della funzione monastica.
Nel tempo il complesso subì trasformazioni e danni. Il terremoto del 1887 provocò ulteriori lesioni. Nel Novecento l’abbazia passò alla famiglia Doria Pamphilj, che nel 1983 decise di donarla al FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano.
Da allora è iniziato un importante lavoro di recupero e conservazione. Oggi il complesso comprende la chiesa, il monastero, le tombe dei Doria, la torre e gli edifici affacciati sulla piccola baia.
San Fruttuoso può essere raggiunta soltanto a piedi, attraverso i sentieri del promontorio di Portofino, oppure via mare. È una delle caratteristiche che ne hanno conservato il fascino. Arrivare dal mare, quando la barca entra nella piccola insenatura, permette di cogliere immediatamente il rapporto particolare tra l’abbazia, la montagna e il Mediterraneo.

Quando due territori si incontrano
Recco, però, guarda anche oltre i confini della Liguria. La dimostrazione arriva dall’incontro con il Consorzio di Tutela dei Salumi DOP Piacentini.
Coppa Piacentina, Salame Piacentino e Pancetta Piacentina sono tre prodotti profondamente legati alla tradizione norcina del territorio. La denominazione DOP ne tutela origine, caratteristiche e lavorazione, attraverso un disciplinare che stabilisce materie prime, tecniche produttive e stagionatura. Sono il risultato di una cultura alimentare che in Emilia-Romagna ha radici antiche e che ancora oggi mantiene una forte componente artigianale.

L’incontro con la Focaccia di Recco nasce quindi dall’idea di mettere a confronto due territori, due tradizioni e due modi diversi di interpretare la gastronomia italiana.
E qui entra in gioco anche la moto.
Tra Piacenza e Recco esiste infatti un collegamento naturale fatto di strade appenniniche. Dalla pianura si sale verso le vallate, si attraversano passi e piccoli centri e, curva dopo curva, si raggiunge il mare.
È un itinerario ideale per viaggiare sulle due ruote. E sarà proprio la moto a unire i due territori in un progetto che porterà a scoprire, lungo la strada, la Coppa, il Salame e la Pancetta Piacentini e la Focaccia col Formaggio di Recco.
Un viaggio tra Appennino e Riviera, dove la strada sarà importante quanto la tavola.


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