Curve, borghi medievali e un po’ di sano misticismo per la nostra terza partecipazione a Umbria Raid Experience.
Quando giri la chiave e punti le ruote per la terza volta verso la stessa meta, sai già che non stai partendo soltanto per continuare a scoprire una terra, ma stai andando a ritrovare un pezzo di te. E ti poni la domanda: ci torni perché ti piace davvero o perché ormai è diventata una consuetudine? La risposta è semplice fin dai primi chilometri: i ragazzi del Motoclub Campello in Moto sono una sicurezza e Umbria Raid Experience 26 è uno di quegli eventi ai quali non vogliamo e non possiamo proprio rinunciare, perché dopo le precedenti esperienze un pezzetto di cuore è sempre rimasto lì.

Tappa di avvicinamento
Per arrivare in Umbria decidiamo di prenderla larga, del resto, chi viaggia in moto sa che la linea più breve tra due punti è quasi sempre quella meno interessante. Le Foreste Casentinesi sono uno di quei posti che andrebbero prescritti come terapia contro l’autostrada. Strade che salgono e scendono sotto immense volte verdi e curve che si susseguono con un ritmo naturale. Non percorsi “da sparo”, ma strade da gustare, da guidare rotondi, da assaporare e anche da… annusare. Con un occhio alla MotoMappa per scegliere le più belle.

Oltrepassato Chiusi della Verna, prima di lasciarsi alle spalle la Toscana facciamo tappa a Pieve Santo Stefano. Abbiamo letto recentemente “Terra Matta”, di Vincenzo Rabito, un libro difficile anche da descrivere, un particolarissimo diario i cui fogli originali sapevamo essere custoditi presso l’Archivio Diaristico Nazionale. Fermarsi per una visita significa fare i conti con la memoria. Un luogo sorprendente, quasi commovente, in quelle stanze sono custodite migliaia di vite scritte su fogli di quaderno, agende, lenzuola, pezzi di carta straccia. Storie di gente semplice, di guerra, d’amore, migliaia di appunti di vita quotidiana scritti da persone comuni, memorie che compongono una sorta di autobiografia collettiva d’Italia. E a ben vedere c’è anche qualcosa di profondamente motociclistico in questo luogo: l’urgenza di lasciare una traccia, il racconto di un viaggio che è, prima di tutto, interiore.
Il nostro alloggio
Con il cuore leggero e i pensieri densi, ripartiamo. La nostra meta è Campello sul Clitunno, dove ci sistemiamo presso l’albergo Le Fontanelle, un ex casale un tempo stalla e rimessa e oggi struttura ricettiva immersa nel verde e abbastanza lontana dal paese per avere un tetto di stelle da rabbrividire per l’immensità. E dove Paola e Alessandro ci accolgono con una disponibilità fuori dell’ordinario, a cominciare dall’assistenza nel risolverci un paio di problemini logistici e fisici, fino alla possibilità di farci allungare il soggiorno oltre gli accordi. Li ringraziamo con un grossissimo abbraccio anche da qui.

Si dia inizio alle danze
Il quartier generale è a Pettino, frazione in quota che ci accoglie con il freddo pizzicante della collina che si fa montagna e il calore antico dell’ospitalità umbra. La serata è squisitamente rustica: il fumo della brace, il profumo accattivante di salsicce e arrosticini (aperta parentesi: FAN TA STI CI!) che sfrigolano, l’atmosfera è quella che ogni motociclista ama ritrovare: moto parcheggiate una accanto all’altra, racconti di viaggio che si intrecciano e nuovi incontri che sembrano amicizie di lunga data. Nessuna formalità e il piacere semplice della convivialità. Umbria Raid Experience 26 è ufficialmente iniziato.
Partenza
Inserito nel circuito EICMA Adventure Series, la parte del leone la fanno i partecipanti al percoso offroad “adventuring” (ne riparleremo), noi invece partiamo alla scoperta del territorio su strade asfaltate col gruppo “discovering”, decisamente meno numeroso ma ben affiatato.

La rocca di Assisi
La strada che ci porta verso Assisi è la vecchia Flaminia, poi ci arrampichiamo lungo i fianchi del Subasio. Le curve si susseguono mentre la Rocca Maggiore si staglia contro il cielo, guardiana di pietra di una valle che profuma di ulivi. Dall’alto delle sue mura lo sguardo abbraccia gran parte della vallata e consente di comprendere immediatamente l’importanza strategica che il sito ebbe nei secoli. Una sosta per riempirsi gli occhi di storia, e poi di nuovo in sella.


Gubbio, la città dei matti
Il programma del giro ci riserva la via per Gubbio, una striscia d’asfalto che danza e pendenze che invitano al divertimento. Le Dunlop Roadsmart IV della nostra Ducati Pikes Peak ci danno una bella mano assecondandoci precise e sicure. Una volta arrivati, parcheggiati e anche pranzati sotto le mura, ci francobolliamo a Loredana, eugubina doc e guida d’eccezione. E qui bisogna fare una precisazione: le guide turistiche raccontano i luoghi, gli abitanti li vivono. La differenza si sente subito, con lei la pietra grigia della città dei matti prende vita e Gubbio diventa un racconto continuo fatto di aneddoti, tradizioni e orgoglio cittadino. Ci perdiamo tra i vicoli fin sotto il Palazzo dei Consoli, scoprendo angoli che solo chi respira questa terra da sempre può conoscere.


Umbria Raid Experience 26 – secondo giorno
Dopo un’altra serata accanto al braciere e un sonno profondo (da queste parti il silenzio non manca), la mattina dopo riparte la giostra. Mentre gli appassionati di fuoristrada vanno alla scoperta dell’Umbria più polverosa, la nostra meta del secondo giorno è Spoleto, dove ci riuniamo con un altro gruppo di “stradali”. Fa caldo, una volta lasciate le moto al parcheggio ci infiliamo sulle provvidenziali scale mobili che ci portano in alto fino allo spettacolare Ponte delle Torri, un’opera che sfida il vuoto e la gravità, unendo il colle Sant’Elia al Monteluco. Vederlo emergere tra le gole boscose continua a lasciare senza parole, guardarlo da vicino, percorrerlo, affacciarsi dalle basse (fin troppo!) balaustre fa sentire piccoli e fragili.


Medioevo prossimo venturo
Ripartiamo verso Bevagna, luogo dove il tempo sembra essersi fermato. E ne abbiamo la conferma durante la visita a una cartiera medievale, una delle sorprese più piacevoli dell’intero evento. Perché la storia, quando viene raccontata bene e mostrata attraverso gesti, strumenti e lavorazioni autentiche, smette di essere un argomento scolastico e torna a essere vita vissuta. Un’esperienza coinvolgente che trasforma l’immaginazione in qualcosa di tangibile e concreto.

Anto’, fa caldo
Il gran caldo ci mette un po’ in difficoltà, e dopo una camminata per le assolate vie del borgo ci vediamo costretti a rinunciare all’ultima tappa a Montefalco e salutiamo le nostre guide Marcello, Renato e Gianluigi, concludendo di fatto il nostro Umbria Raid Experience 26. Ma l’indomani rimarremo ancora in zona.
Appendice di Umbria Raid Experience 26
Lasciare l’Umbria non è mai semplice. L’errore che molti commettono è considerare concluso un viaggio quando termina l’evento, noi decidiamo di aggiungere un giorno e mezzo. E facciamo bene. Per esempio Assisi merita una seconda approfondita visita: lasciamo la moto nei pressi di Porta Nuova e ci incamminiamo lungo la via principale. Certo, il “turistificio selvaggio” è evidente, non esiste spazio, anfratto, scalino che non sia occupato da distese di souvenir made in China o adibito a tavolino di ristoro per comitive stanche. Pullman, gruppi organizzati, perfino i frati francescani sembrano parte del business.

Tu chiamale se vuoi emozioni
Ma poi arriviamo alla Basilica Inferiore e Superiore. Ed entriamo. E improvvisamente ci troviamo immersi nella potenza narrativa degli affreschi di Giotto che attraversano i secoli. E ci prende un groppo in gola al pensiero del crollo della volta praticamente in diretta tv durante il terremoto del 1997.

Ancora più intensa l’emozione della visita alla cripta con la tomba di San Francesco. Credenti o meno poco importa, ci sono luoghi che parlano direttamente alla parte più profonda delle persone, e lì sotto regna un silenzio quasi oscuro, un’emozione nuda che tocca anche il più laico ateo mangiapreti dei viaggiatori.

Ultimo atto
L’indomani abbiamo ancora mezza giornata a disposizione, e la impieghiamo per tornare in quel di Rasiglia, già visitata lo scorso anno, che ci accoglie con il gorgoglìo costante dei suoi corsi d’acqua che scorrono tra le case di pietra. Canali, ruscelli e cascatelle attraversano le vie creando un’atmosfera quasi fiabesca. Un incanto fragile e bellissimo, uno di quei luoghi che rischiano di diventare vittime del proprio successo, ma che conservano ancora una forte identità.

Dopodiché ci attende la sfida del Ponte Tibetano a Sellano: camminare sospesi nel vuoto a 175 metri d’altezza è un’iniezione di adrenalina pura, un modo diverso di “sentire” lo spazio, stavolta senza le due ruote sotto il sedere.

Chiudiamo questo anello perfetto a Vallo di Nera, paesello arrampicato su un colle che domina la Valnerina probabilmente uno dei borghi medievali meglio conservati dell’intera regione, non un ciottolo fuori posto, silenzio che ti avvolge, merita la visita. In punta di piedi. La strada per arrivarci, la SS685 delle Tre Valli Umbre, è un classico della zona: asfalto perfetto e curve ad ampio raggio che assecondano il fiume Nera, traffico ridotto e panorami che cambiano continuamente. Una sintesi perfetta di ciò che rende speciale guidare in Umbria.

L’Umbria che piace ai motociclisti
Dopo tre partecipazioni consecutive possiamo dirlo senza esitazioni: Umbria Raid Experience 26 rappresenta uno degli esempi più riusciti di turismo motociclistico. Perché Marco, Chiara, Simonetta, Andrea, Daniele, e tutto il Motoclub Campello in Moto non propongono soltanto belle strade, ma anche contenuti, incontri, cultura, gastronomia e territori vissuti con lentezza. Alla fine rimangono le immagini delle curve percorse, certo, ma rimangono anche i racconti custoditi a Pieve Santo Stefano, la passione di Loredana nel raccontare Gubbio, gli affreschi di Assisi, la cripta di San Francesco, i fogli di carta ricavati dagli stracci, il rumore dell’acqua a Rasiglia e le serate trascorse tra amici davanti a una distesa di arrosticini.
Ed è probabilmente questa la vera essenza del viaggio in moto: arrivare in un luogo e ripartire portandosi dietro molto più di quanto ci si aspettasse. Al prossimo anno!

Abbiamo soggiornato presso albergo Le Fontanelle a Campello sul Clitunno, anche ristorante, specialità al tartufo direttamente dal fiuto di Alessandro e dei suoi cani.
Abbiamo viaggiato con il casco Scorpion Exo 930 con sistema di comunicazione ExoCom
Sulla Ducati Multistrada abbiamo montato gomme Dunlop RoadSmart IV
(* = cit. Nando Martellini, 11 Luglio 1982, finale mondiale Italia-Germania, goal di Altobelli)
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