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Mutande e frizioni

di Kiddo

Appena mi è possibile, ovvero se non piove, abitualmente io giro in moto, come molti di voi, immagino.

Ovviamente questo può portare qualche problema se si hanno da portare bagagli appena più grandi di ciò che può stare nello zaino, specie se ci si ferma a fare un po’ di spesa, e nel mio caso se la mattina mi sono lasciato vincere dalla sempre presente voglia di divertirmi fra uno sbattimento e l’altro col mio vecchio Kappa da motard, visto che ha l’abitabilità nonché la capacità di carico di una bicicletta.

Con le borse della spesa appoggiate in grembo per evitare che mi volasse via qualcosa, sono stato costretto a cambiare e scalare le marce senza frizione, mollando il gas e aspettando che il selettore dell’ingranaggio della marcia scivolasse al posto giusto senza traumi.

Questa cosa, però mi ha fatto tornare alla mente che una volta, specie fra chi voleva far intendere che sapeva guidare le moto, come un pilota o roba del genere, cambiava quasi abitualmente senza usare la frizione, credo per risparmiare tempo o non far calare di giri il motore. Anche recentemente ho letto questa cosa sul libro di Nico Cereghini “Casco ben allacciato” – un incontro storico, il nostro, io gli regalai il mio libro e lui mi vendette il suo… – dove si raccontava che almeno una volta c’era questa cultura del “no frizione”.

Personalmente non l’ho fatto quasi mai, sarà che son turista. Però la cosa un po’ fa pensare. Chissà quanti fra quelli che conosco e che vanno in moto cambiano spesso senza frizione. Uno se lo domanda! Magari sei sempre uscito con un amico e scopri che – ma dai, chi l’avrebbe mai detto – è “un senza frizione”.

Sono quelle cose che scopri e un po’ ti turbano, pensi chissà in questo momento quanti staranno facendo sta cosa. È come scoprire che tanta gente gira senza mutande, non è una roba che ti vengono a dire così per fare due chiacchiere. Poi magari lo scopri e un po’ ti sembra che il mondo girava e te sei rimasto fermo, che credevi di conoscere una persona, ti ritrovi a cambiarti alla fine di una pistata e quello, tac, lascia penzolare “Frà Batacchio” nei pantaloni.

Chissà anche in questo momento quanti non portano biancheria intima, poi magari capita che vai a metterci le mani e ti ritrovi senza interludi a toccare roba. Oppure come mi è successo di scoprire, che chi va in bicicletta di solito non porta le mutande, perché dice che “creano frizione”. Vedi che tutto torna? In tutti e due i casi si fa senza frizione!

Roba da rimanere traumatizzati. Certo l’unica differenza è che nel caso dei pantaloncini da ciclista, qualcosa si può anche intuire che manchi, si può infatti notare dalla foto in apertura come appaia evidente il famoso fenomeno della “zampa di cammello”, così detto per la riconoscibile sagoma dell’arto dell’esotico animale nella parte più intima ma meno nascosta delle atlete.

 

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2 comments

  1. Mitico Kiddo!!!

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