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Pays des Écrins, terre sauvage

La continuazione geografica della vallata di Briançon porta nel Pays des Écrins, territorio vasto e aspro dominato dalle montagne del Parco nazionale degli Écrins.

Nei Pays des Écrinsi la natura alpina sembra avere un suo passo, più sferzante, più vero. Le vette si fanno più imponenti, le vallate più profonde e il paesaggio assume un carattere decisamente selvaggio. È una terra che su alcune cime supera i 4.000 metri di quota e dove la montagna e le sue leggi, sono ancora una presenza forte nella vita quotidiana. Anche la gente quindi appare un po’ più ruvida. Non certo nella gentilezza, che rimane sempre squisita, ma nel modo di vivere, ancora molto legato ai ritmi della natura e alla montagna.

Per farla breve, il Pays des Écrins è meno fighetto della vicina Serre Chevalier (luogo del quale vi abbiamo parlato in un recente reportage). E proprio per questo ha un fascino particolare. Qui il turismo sembra quasi chiedere permesso alla montagna prima di entrare.

Il Parco nazionale degli Écrins

Creato nel 1973, il Parco nazionale degli Écrins è uno dei grandi territori di alta montagna delle Alpi francesi. Si estende tra le Hautes-Alpes e l’Isère e comprende sette vallate, con un territorio che va dai circa 700 metri di quota fino ai 4.102 metri della Barre des Écrins. Oltre 150 sono le cime che superano i 3.000 metri e circa 7.000 ettari sono coperti dai ghiacciai. Una rete di oltre 700 chilometri di sentieri permette di attraversare ambienti molto diversi: boschi di conifere, alpeggi, valloni glaciali e pareti rocciose. La ricchezza naturale è notevole, con circa 2.500 specie vegetali e una fauna altrettanto importante. È un parco di alta montagna vero, dove l’uomo non è ancora riuscito a cancellare il carattere selvaggio del territorio.

Noi abbiamo avuto l’occasione di cimentarci in alcune delle attività che si possono fare in questa parte degli Écrins. Esperienze molto diverse tra loro, ma tutte con un denominatore comune: il rapporto diretto con una montagna ancora autentica.

Le miniere d’argento dell’Argentière-la-Bessée

A L’Argentière-la-Bessée la montagna racconta anche una storia fatta di fatica e di lavoro. Gran parte dei minatori, per altro, arrivavano dall’Italia, giovani e anche bambini, principalmente dal vicino Piemonte. Quella delle Mines d’Argent du Fournel, sfruttate fin dal Medioevo per l’estrazione del piombo argentifero, è una delle testimonianze più interessanti dell’antica attività mineraria alpina. La visita comincia dal museo, nelle vecchie scuderie del castello Saint-Jean, e prosegue con un breve trasferimento fino al sito minerario. Da qui si sale a piedi lungo un sentiero di montagna con circa 80 metri di dislivello, in una decina di minuti. L’ingresso nelle gallerie aggiunge un pizzico di avventura: l’ambiente è umido, la temperatura si aggira sui 10 °C e ci sono tratti ripidi, scale e circa 150 gradini. Non serve essere alpinisti, ma è richiesta una discreta condizione fisica e soprattutto calzature adatte.  Maggiori informazioni

Il museo della miniera

Gli Elixirs d’Isabelle

A Pallon incontriamo invece una montagna più gentile, quella delle erbe e dei loro profumi. Nel giardino degli Elixirs d’Isabelle, a circa 1.100 metri di quota, vengono coltivate piante aromatiche, medicinali e digestive. Isabelle conserva antichi saperi e trasforma le piante della valle in liquori, aperitivi e tisane. La visita passa dal giardino al caveau, dove si scoprono raccolta, lavorazione, macerazione e imbottigliamento. Il risultato è una piccola produzione artigianale che porta nel bicchiere i profumi della montagna: genziana, issopo, melèze, sambuco, menta, rabarbaro e altre piante locali. Ma i locali di Isabelle ospitano anche laboratori per bambini ed è possibile organizzare cene tematiche, dove per altro i motociclisti sono sempre benvenuti. Maggiori informazioni 

Isabelle tra i suoi fiori

Dormillouse, il paese nascosto

Poi c’è Dormillouse, forse uno dei luoghi che meglio rappresentano l’anima del Pays des Écrins. Si lascia l’auto alla fine della strada della valle di Freissinières e si comincia a salire a piedi. Il sentiero è relativamente semplice, ma il dislivello e alcuni tratti più ripidi consigliano comunque un minimo di allenamento. Dopo circa un’ora di cammino appare il piccolo borgo, incastonato nella montagna a circa 1.700 metri di quota. Maggiori informazioni 

 

Dormillouse è un luogo dove natura e storia si sovrappongono. Per secoli fu rifugio dei Valdesi, che trovarono in questa valle isolata un luogo sicuro dalle persecuzioni religiose. Dopo l’adesione alla Riforma protestante, la comunità continuò a vivere in condizioni difficili, fino alle persecuzioni seguite alla revoca dell’Editto di Nantes nel 1685. Il borgo conserva ancora le tracce di quella storia religiosa e della presenza di Félix Neff, pastore svizzero che nell’Ottocento si stabilì qui e lavorò per migliorare le condizioni di vita della popolazione, introducendo nuove colture, sistemi di irrigazione e una scuola per la formazione degli insegnanti.  Altre informazioni 

La valle offre anche la possibilità di dedicarsi al canyoning, seguendo i percorsi d’acqua che scendono dalle montagne. È un modo diverso di leggere questo ambiente: non più dall’alto di un sentiero, ma dentro gole, torrenti e cascate. Dormillouse, comunque, merita già da sola la salita. È uno di quei posti in cui arrivare compensa ampiamente la fatica.

Con i cani di The Autumn Wind

La montagna cambia ancora volto con Alex e The Autumn Wind. D’inverno l’esperienza è quella classica dei cani da slitta, immersi nei paesaggi innevati della valle. Ma l’attività non si ferma alla stagione fredda. Quando la neve scompare, il rapporto con la muta continua attraverso la cani-randonnée e il cani-kart, che permette di vivere l’esperienza del traino anche su terreno asciutto.

 

Il contatto con i cani è parte integrante dell’esperienza: prima di partire si conosce la muta, si impara a rapportarsi agli animali e si comprende il lavoro del musher. Sul cani-kart ci si accomoda e sono i cani, insieme al conduttore, a fare il resto. Il viaggiare ai motociclisti apparirà abbastanza familiare, soprattutto nelle curve. Il ritmo però è tranquillo e lascia spazio al paesaggio. È un’attività adatta anche a chi non cerca una prova sportiva, ma semplicemente un modo diverso di entrare nella montagna. Per noi è stata un’esperienza veramente emozionante e abbiamo aggiunto una passeggiata, con il cane da tiro (cani- randonèee). Praticamente un bravo cane da slitta, agganciato a un’imbracatura in vita, ti tira lungo un percorso nel bosco. Questi cani sono dolcissimi, ma bisogna evitare di allungare troppo il passo, perché la loro indole è di correre. Un rapido richiamo del loro nome e un cenno di resistenza al tiro e tutto rientra nella normale passeggiata. Una esperienza molto bella, svolta sempre con il supporto del bravo Alex. Altre info

Una birra al Radeau

Per chiudere la giornata ci sta anche una birra al Radeau, spartano chalet-ristorante affacciato sulla Durance. Un posto semplice, senza fronzoli, legato all’acqua e alle attività outdoor che partono dal fiume, dal rafting alle altre discese. Ci si siede, si mangia un buon piatto, si beve una birra, si guarda scorrere la Durance e per un momento non serve altro.

Stade d’eau vive, 14 Rue du Stade, 05120 L’Argentière-la-Bessée, Francia – Tel. +33638046933

Una montagna ancora vera

È forse questa la caratteristica più forte del Pays des Écrins. Non è soltanto la quota, non sono soltanto le grandi montagne o il Parco nazionale. È il modo in cui tutto sembra ancora convivere: i boschi, i torrenti, i ghiacciai, i piccoli borghi, le antiche miniere, le tradizioni e le attività che portano ancora oggi le persone dentro la natura.

Qui la montagna non è un fondale. È la protagonista.

E basta allontanarsi di qualche chilometro dalle località più conosciute per ritrovare silenzio, sentieri e vallate dove il paesaggio sembra non aver bisogno di essere addomesticato. È questo il fascino degli Écrins: una terra aspra ma accogliente, dove la bellezza non viene esibita. È semplicemente lì, davanti agli occhi.

Pays des Écrins, i nostri consigli per mangiare e dormire

Dormire

Chalet Au Fil de l’Onde

Mangiare

Ristorante del Auberge Saint-Antoine

2761 Rte de Pelvoux

05340 Vallouise-Pelvoux, Francia

http://www.aubergesaintantoine.fr/

Tel. +33492585938

Per smentire la nostra affermazione di “terra wild,” ecco un ristorante molto elegante e molto curato, con gradevole musica di sottofondo. La buona premessa viene confermata dall’ottima cucina. Pregevoli le carni, come la faraona ripiena o il vitello con verdure, ottimi i vini, serviti anche a calice.

Per chiudere, se disponibile, non perdete il babà al rum (mangiare un dolce italiano in Francia? Direte voi! Ci sta, visto che il babà è arrivato a Napoli dalla corte francese, dopo essere stato inventato in Polonia). Davvero uno dei migliori mai mangiati (chi scrive è napoletano).

Altre informazioni generali sul territorio

www.paysdesecrins.com

Atout France Italia 

La moto del viaggio:

Honda XL750 Transalp E-Clutch 2026

(maggiori descrizioni nell’articolo su Serre Chevalier)

Quella utilizzata da noi è la versione 2026 con la frizione elettronica E-Clutch, che consente di partire, fermarsi e cambiare marcia senza utilizzare la leva della frizione, mantenendo comunque il controllo manuale quando desiderato. Il bicilindrico parallelo da 755 cc eroga 92 CV e 75 Nm, mentre forcella Showa SFF-CA da 43 mm e monoammortizzatore Pro-Link sono completamente regolabili. Ruote a raggi da 21” e 18”, ABS a due canali, sei Riding Mode e TFT da 5” completano la dotazione. Una moto poco impegnativa, dal grande rendimento. Ampio lo spazio di carico con borse e top case.

SCHEDA TECNICA
Motore: bicilindrico 755 cc, 4T, 8V
Potenza: 92 CV a 9.500 giri/min
Coppia: 75 Nm a 7.250 giri/min
Cambio: 6 rapporti, E-Clutch
Peso: 216 kg
Sella: 850 mm
Serbatoio: 16,9 litri
Prezzo: 10.990 €

 

 

 

 

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