“Piacere Abruzzo” per vivere l’Abruzzo in moto

Non solo una fiera, ma molto di più: Piacere Abruzzo è l’occasione per conoscere una regione oltre i luoghi comuni, scoprendola anche attraverso le sue strade

“Piacere Abruzzo” è una manifestazione di cui si è appena conclusa la prima edizione. Ma tenete a mente questo nome, perché nell’edizione 2027 potreste pensare di farci una scappata, unendo la visita a un bel giro in moto.

La stagione, i primi di ottobre, è peraltro propizia: il caldo eccessivo ha lasciato il posto a giornate tiepide e notti moderatamente fresche. Perché andare a vedere questa manifestazione? Il motivo è semplice: offre l’occasione di entrare in contatto con un territorio vasto e dalle risorse immense. Produttori, alberghi diffusi, proposte turistiche legate allo sport, alla natura o al semplice relax. E, soprattutto, tante piccole realtà che altrimenti rischierebbero di sfuggire, ma che possono diventare tappe interessanti per chi viaggia in moto.

“Piacere Abruzzo” si è tenuto e si terrà presso i padiglioni della Fiera di Lanciano. Proprio da qui è partito il nostro tour, seguendo alcune delle indicazioni delle realtà incontrate durante la manifestazione. Ve le raccontiamo un po’ in ordine sparso, perché ognuno possa confezionarsi il proprio viaggio secondo le proprie esigenze.

Lanciano

Lanciano ha una storia che parte da molto lontano. L’antica Anxanum dei Frentani divenne poi centro romano e, nel Medioevo, importante luogo di scambio grazie alle sue fiere, che richiamavano mercanti e bestiame dalle montagne e dalla costa. Il centro storico conserva ancora oggi l’impronta di quella lunga storia, con i quattro quartieri storici, chiese, palazzi e resti delle antiche fortificazioni. A Lanciano non si può perdere la visita della Cattedrale della Madonna del Ponte, uno degli edifici più antichi della città. La sua particolarità è che sorge su una struttura che ingloba un antico ponte romano, testimonianza della complessa stratificazione urbana di Lanciano. La Cattedrale, con la sua architettura in pietra, racconta bene come nel centro storico epoche diverse siano state costruite una sopra l’altra, senza cancellare completamente le tracce del passato.

Parco Nazionale della Maiella

La Maiella è una montagna che cambia continuamente aspetto. Roccia, boschi, gole, eremi e piccoli centri abitati compongono un territorio nel quale la natura ha conservato una presenza particolarmente forte. Per chi lascia la moto e indossa gli scarponi, una delle possibilità è il Sentiero delle Scalelle, nella Valle dell’Orfento, nei pressi di Caramanico Terme.

Il percorso segue il corso dell’Orfento entrando progressivamente nella gola scavata dall’acqua nella roccia calcarea. Ponticelli, pareti rocciose e vegetazione accompagnano il cammino. È un modo diverso di leggere la Maiella, dopo averla attraversata in moto sulle strade che ne seguono i versanti.

La costa

Il Castello Aragonese di Ortona

Diversi luoghi verso la costa ve li abbiamo già raccontati e li trovate qui.

Santo Stefano di Sessanio

A oltre 1.200 metri di quota, Santo Stefano di Sessanio è uno di quei borghi nei quali la montagna sembra essere entrata direttamente nelle case. Pietra, vicoli stretti, archi e passaggi coperti formano un abitato compatto, sviluppatosi intorno all’antica torre.

La storia del paese è legata alla Baronia di Carapelle e, soprattutto, alla famiglia Medici, che ne favorì lo sviluppo economico attraverso il commercio della lana. Nel Novecento il progressivo spopolamento rischiò di svuotarlo completamente. Poi è arrivata una nuova stagione, fondata sul recupero dell’architettura tradizionale e su un modello di ospitalità diffusa. Oggi è una delle tappe più interessanti per chi attraversa il Gran Sasso.

Una veduta aerea di Santo Stefano di Sessanio

Cunicoli di Claudio ad Avezzano

Sotto il monte Salviano, ad Avezzano, si nasconde una delle opere di ingegneria più impressionanti dell’antichità. Tra il 41 e il 52 d.C. l’imperatore Claudio fece realizzare un complesso sistema di gallerie e pozzi per far defluire le acque del lago Fucino verso il fiume Liri.

Il sistema comprendeva una lunga galleria sotterranea, collegata a numerosi pozzi verticali utilizzati anche durante gli scavi. L’opera funzionò per secoli, poi venne progressivamente abbandonata e il Fucino tornò a occupare gran parte del suo antico bacino. Oggi il Parco archeologico dei Cunicoli permette di avvicinarsi a questa straordinaria testimonianza della tecnica romana.

Sante Marie

Sante Marie si trova nella Marsica, in una posizione appartata tra boschi e montagne, non lontano da Tagliacozzo. Le sue origini medievali sono documentate almeno dal XII secolo, quando il borgo compare nelle fonti legate al territorio marsicano.

Il paese è oggi conosciuto soprattutto per il rapporto con la natura e per essere il punto di partenza del Cammino dei Briganti. È una località che racconta bene un’Abruzzo meno monumentale e più appartato, fatto di piccoli centri, strade secondarie e montagne che per secoli hanno costituito una vera frontiera naturale tra territori diversi.

Aielli, il borgo che guarda le stelle

Adagiato sulle pendici del monte Secine, Aielli domina la piana del Fucino con il nucleo storico raccolto intorno alla Torre delle Stelle, una struttura medievale oggi sede di osservatorio astronomico, Museo del Cielo e planetario. Il rapporto con l’astronomia è parte dell’identità del paese, anche grazie all’astronomo Filippo Angelitti, nato qui nel 1856. Dal 2017 Aielli è anche Borgo Universo: un percorso di arte pubblica che ha portato nelle strade oltre cinquanta murales, sculture e installazioni, trasformando il centro storico in un museo a cielo aperto.

Castel del Monte, il paese della transumanza

A oltre 1.300 metri di quota, sul versante meridionale del Gran Sasso, Castel del Monte conserva l’impianto di un antico borgo fortificato, con vicoli stretti, case in pietra e passaggi coperti. La sua storia è legata soprattutto alla pastorizia e alla transumanza, che per secoli portò uomini e greggi dai pascoli di Campo Imperatore verso le pianure del Tavoliere. Questa cultura è ancora leggibile nel paese e nelle sue produzioni, a partire dal canestrato di Castel del Monte. Poco fuori dall’abitato si apre l’altopiano di Campo Imperatore, uno dei grandi paesaggi d’alta quota dell’Appennino.

Calascio

Rocca Calascio è forse uno dei luoghi più conosciuti d’Abruzzo. La fortificazione, costruita in posizione dominante sulle montagne, faceva parte di un sistema di avvistamento destinato a controllare le vie di comunicazione e i percorsi della transumanza. La rocca perse progressivamente la propria funzione militare e il piccolo abitato venne abbandonato. Spesso si arriva a visitare il castello, celebre come set di diversi filmoni di successo, ma si trascura l’antico borgo.

Il borgo di Calascio si sviluppa sotto la fortezza, a circa 1.460 metri di quota. Le case, costruite in pietra locale, sono raccolte lungo pochi vicoli e seguono l’andamento del pendio. Tra gli edifici del borgo merita attenzione la chiesa di Santa Maria della Pietà, riconoscibile per la semplice facciata in pietra e per le decorazioni e gli affreschi conservati all’interno. Il paese, un tempo abitato stabilmente, è stato progressivamente abbandonato nel corso del Novecento. Oggi alcune abitazioni sono state recuperate e il borgo è visitabile attraverso una breve passeggiata.

Il terremoto del 1703 accelerò il declino del borgo, mentre la fortificazione rimase a dominare il paesaggio. Oggi arrivarci significa lasciare la moto e salire verso uno dei punti panoramici più spettacolari dell’Appennino centrale. Il viaggio, però, comincia già prima, lungo le strade che salgono verso Calascio e Campo Imperatore.

Camminare, lasciando un po’ la moto

Tra le diverse esperienze che si possono fare lasciando la moto ci sono i cammini. Uno di questi è il Cammino del Gran Sasso, lungo circa 60 chilometri, che parte dall’arrivo della funivia del Gran Sasso e attraversa l’altopiano di Campo Imperatore per poi scendere verso diversi borghi. È un percorso pensato per essere affrontato senza particolare fretta e supportato, volendo, anche da servizi come il trasporto dei bagagli.

Diversi altri cammini si sono sviluppati nell’entroterra e alcuni possono essere percorsi, almeno in parte, anche in bicicletta. Tra questi c’è il Cammino dei Briganti, un itinerario ad anello di circa 108 chilometri che parte e arriva a Sante Marie e attraversa il territorio di confine tra Abruzzo e Lazio.

Il nome non è casuale. Queste montagne furono teatro, nell’Ottocento, delle vicende legate al brigantaggio e alla complessa fase successiva all’Unità d’Italia. Il cammino non propone quindi soltanto boschi e panorami, ma una diversa chiave di lettura della storia di queste terre. È proprio questo uno degli aspetti più interessanti: seguire a piedi le tracce di una vicenda che spesso, nei libri di storia, è stata raccontata soltanto da una parte.

Anche il golf entra nell’itinerario

Per gli amanti del golf segnaliamo il Miglianico Golf Club, sulle colline di Miglianico, a pochi chilometri dal mare. Il campo si sviluppa su circa 60 ettari di verde, tra boschi e vigneti, ed è un percorso di 18 buche, par 72, lungo quasi 5.900 metri.

Progettato dall’architetto statunitense Ronald Kirby, alterna tratti tecnici e passaggi più aperti, con bunker e dislivelli che rendono il percorso interessante anche per chi cerca qualcosa di più del semplice campo pratica. La posizione è particolarmente interessante per chi viaggia: in pochi chilometri si passa dal mare alle colline e, guardando verso l’interno, alle montagne della Maiella.

Non può mai mancare un arrosticino a Campo Imperatore

“Piacere Abruzzo” un altro modo di fare turismo

Nel nostro peregrinare sulle tracce di alcuni dei luoghi scoperti attraverso “Piacere Abruzzo”, abbiamo rilevato un cambio di marcia nel modo di proporre il turismo regionale.

C’è la volontà di lavorare su numeri piccoli e continuativi. Non la tempesta di turismo che travolge un territorio in pochi giorni, ma la pioggerella continua di viaggiatori che attraversano i borghi, si fermano, mangiano, dormono e ripartono. Un flusso meno appariscente, ma forse più utile per mantenere vivi i piccoli centri.

I mototuristi possono a pieno titolo far parte di questa categoria. La moto permette di attraversare in una giornata territori molto diversi, ma soprattutto consente di scegliere strade secondarie, fermarsi dove capita e costruire un viaggio attorno a luoghi che non necessariamente compaiono nelle grandi rotte turistiche.

Ed è forse proprio questa la ragione per cui “Piacere Abruzzo” merita di essere tenuto d’occhio. Non solo per quello che si trova dentro i padiglioni della fiera, quanto per quello che può far scoprire una volta usciti e acceso il motore.

E per chiudere un po’ di cibo

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