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La caduta di Valentino Rossi.

Rossi – Un carattere spigoloso?

Il periodo in casa Ducati MotoGp è particolarmente problematico. Valentino Rossi e la Rossa non riescono a trovare una soluzione che possa permettergli di ritornare nelle posizioni che contano. Carattere “spigoloso” quello di Valentino o quello della Ducati? Forse la spiegazione è semplicemente nelle caratteristiche degli pneumatici.

di Garbriele Paterlini

Il carattere di Valentino Rossi è “spigoloso”? Il carattere della Ducati è “spigoloso”?

Non lo è ne quello del pilota ma neanche quella della moto! 

La caduta di Valentino Rossi.

Mi riferisco agli pneumatici Bridgestone.

Ma andiamo con ordine. Per farlo non posso prescindere dal cominciare con la domanda che ormai tutti si fanno:

– Perchè Rossi e la desmosedici vanno a cannone sul bagnato e faticano sull’asciutto?

Io una mezza idea me la sono fatta. Credo che tutto ruoti attorno agli pneumatici del fornitore unico della categoria.

 Per comprendere meglio vale la pena ricordare una dichiarazione di Rossi dopo la deludente prova di inizio mondiale a Losail: “…da quando c’è il monogomma, le moto si guidano in modo diverso, ed è una guida innaturale. Le gomme che a un certo punto ha cominciato a produrre la Bridgestone non hanno più grip al massimo angolo di piega, come invece hanno sempre avuto le gomme che ho usato fino al 2008.

Trovare soluzioni sembra sempre più difficile.

Con la regola del monogomma le gomme sono cambiate, quando sei molto piegato, tengono un po’ meno. E questa, secondo me, è la più grande differenza tecnica degli ultimi anni.

Si vede chiaramente che le moto si guidano in modo diverso, cioè spigolando”

[fonte Moto Sprint] 

Il carattere di questi pneumatici sostanzialmente cozza un po’ con lo stile di guida di Rossi che non riesce ancora ad adattarsi alla perfezione al comportamento e alle reazioni che hanno questi pneumatici.

Lui dopo anni di Yamaha ha plasmato il suo modo di guidare impostando traiettorie pulite e rotonde sfruttando al massimo le peculiarità della ciclistica giapponese, una guida chirurgica che di fatto è diametralmente opposta a quella guida spigolosa che invece caratterizza le performance di Stoner (uno che con la Desmposedici andava decisamente forte). 

Sul bagnato cambia tutto. La guida sul bagnato vuole essere pulita, rotonda, gentile e sicuramente gli pneumatici da bagnato assecondano alla perfezione queste necessità. Dunque non credo sia un caso misterioso quello che vuole Rossi fortissimo sul bagnato e in palese difficoltà in condizioni di asciutto. 

Piccole conferme su questa teoria le si possono carpire analizzando in particolar modo due dei sei circuiti sui quali il motomondiale s’è cimentato fino ad ora in questo 2012.

I circuiti sono Losail e Silverstone.

Hanno due caratteristiche in comune: sono entrambi circuiti da 5 km ed oltre di lunghezza (5381 metri Losail e 5900 metri Silverstone) ed hanno16 curve Losail (10 a destra e 6 sinistra) e 18 curve Silverstone (10 a destra e 8 a sinistra). 

Entrambi alternano tratti lenti e guidati a tratti veloci e scorrevoli. Nelle alte 4 piste la lunghezza media e di circa 4 km e poco più e di curve se ne contano esattamente 13 in tutti e 4 i gp.

Dunque più curve ci sono e maggiore è il ritardo che accumula rossi.

Le qualifiche di Losail e Silverstone ne sono la conferma. 

Il vero problema potrebbero essere i pneumatici.

Ma proprio a Silverstone, quasi sei chilometri di pista, è successo qualcosa di importante al venerdì mattina. Pioggia, pista bagnata.

Le curve sempre 18, la lunghezza del circuito sempre quella, Rossi ed Hayden fanno primo e secondo staccando di quasi 8 decimi Dovizioso, terzo su Yamaha.

Sull’asciutto le Bridgestone obbligano ad una guida che per Rossi diventa ostica, sul bagnato obbligano ad uno stile nel quale Rossi è con ogni probabilità il miglior interprete in assoluto.

Temo, purtroppo che, come per la SBK, il destino e le vicissitudini di 2 mostri sacri come Rossi e Biaggi siano nelle mani del gommista.

Rossi e Max fanno fatica più di altri ad adattarsi al comportamento degli pneumatici e pure qui la spiegazione è decisamente più logica e tecnica di quel che sostengono i detrattori di moto e pilota: Max e Valentino sono i veterani nelle rispettive categorie e dei rispettivi stili di guida (molto più simili tra loro oggi rispetto al passato) hanno fatto i loro punti di forza nel corso degli anni. Obbligarli a cambiare è contro natura.

Se siete mancini provate a firmare un documento con la mano destra. Anzi no, non ci provate neppure, tanto non ci riuscirete mai!

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