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Tavullia e Coriano, paesi dove si respira aria di mito

Una gita a Tavullia e Coriano, perché come Capo Nord o il Tourist Trophy ci sono mete imprescindibili per ogni motociclista.

Con la scusa della partecipazione alla 1000 Curve a Urbino, con la prospettiva del Gran Premio di San Marino la settimana successiva, e approfittando di un bello scampolo di estate in Riviera, abbiamo deciso di bighellonare in zona per qualche giorno in più. Più che godere della bellezza del palazzo Ducale, della Piazza del Popolo e della Pupilla di Pesaro, più che ammirare la Sfera Grande (la “Palla”) di Arnaldo Pomodoro o la casa natale di Gioacchino Rossini, ci incuriosiva una gita nell’entroterra per andare a visitare un paio di quelle mete ormai imprescindibili nella vita OnTheRoad di qualsiasi motociclista: Tavullia e Coriano.

Tavullia

Usciamo da Pesaro seguendo le indicazioni per Borgo Santa Maria, poi a destra si comincia a salire in collina verso Tavullia. E che si sia in un luogo particolare lo si capisce dal gialloquarantasei delle bandiere che svettano praticamente su ogni pilastro, pennone o palo della luce via via che ci si avvicina al paese. Quando poi sul versante della collina di fronte a noi appare il ghirigoro della pista in terra battuta del mitico Ranch anche l’aria tutta intorno pare diventare più elettrizzante.

Il Ranch VR46

 

Il gigantesco murale appoggiato sulla mura d’ingresso alla parte vecchia di Tavullia dà il benvenuto ai turisti, praticamente tutti in moto. Ci viene in mente un paragone con la Casa di Montalbano sperduta in un paesello altrimenti dimenticato da Dio, luoghi diventati famosi nel mondo grazie alla popolarità dei loro personaggi più amati, di fantasia o reali che siano. Il giallo la fa da padrone, nei mercati, nei negozi, nei ristoranti, dove anche le pizze hanno nomi evocativi. E poi adesivi ovunque, i selfie, l’onnipresente 46, il fans club, e la sottile speranza di veder sbucare qualcuno da dietro l’angolo.

Mare, colline e sterrati a cavallo tra le Marche e l’Emilia Romagna

 

Ma non sbucherà nessuno, e allora ripartiamo facendoci guidare un po’ dal navigatore e un po’ dall’amico Thomas, ciondoliamo gustandoci i dolci panorami collinari, e tanto per non perdere l’abitudine alla polvere ci avventuriamo anche per stradelli sterrati, la Suzuki V-Strom 1050 ce lo consente tranquillamente e da certe prospettive gli orizzonti paiono più ampi.

Coriano

Coriano ci accoglie molto più sobriamente. Tanto caciarona sembrava la vita a Tavullia, tanto pacata pare scorrere qui. E sì che il suo più illustre concittadino non sembrava un tipino così tranquillo.
Già, sembrava. Mentre ragioniamo sui motivi di tanta differenza ci accorgiamo di pensarlo al passato. E la chiave di lettura sta tutta qui.

La Storia del Sic

 

Parcheggiamo le moto e ci dirigiamo sotto i portici di via Garibaldi dove è stato allestito il Museo “La Storia del Sic”. Si entra, ed è un viaggio nella vita sportiva di Marco, dalle prime gare con le minimoto ai box della MotoGP, passando per i mezzi, le tute, i caschi, i trofei. Si cammina per le stanze in silenzio, si sorride di fronte a certi cimeli, ci si asciuga una lacrimuccia di fronte ad altri. Poi si esce, e in un prato poco lontano ci si sofferma di fronte all’installazione di Arcangelo Sassolino, che “Ogni Domenica”, per 58 secondi, irradia la sua fiamma.

 

La SP44 “panoramica”

Risaliamo in moto e torniamo verso il mare di Misano, Cattolica, Gabicce. Da lì torniamo a Pesaro lungo la SP44, quella “panoramica” sul cui asfalto qualche anno fa due ragazzini, Valentino da Tavullia e Marco da Coriano, scorrazzavano coi loro motorini elaborati. Ed è una storia che in entrambi i casi ancora continua. Perché si sa, i supereroi non muoiono mai.

Lungo la SP44 “Panoramica”

 

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