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Viaggio al centro della Svizzera, tra moto e treno

Per raggiungere la Jungfrau, regione al centro della Svizzera, l’unico modo possibile è abbandonare la moto e usare la ferrovia storica più alta d’Europa.

Testo e foto di Ulderico Falanga

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Il nostro nuovo viaggio ci porta nel cuore della Svizzera, nella regione della Jungfrau a cavallo tra il cantone Bernese e quello Vallese. Una regione di incantevole bellezza, con parchi naturalistici dove vige l’assoluto divieto dei mezzi a motore, tanto che per visitare la parte alta dello Jungfrau l’unico modo possibile è usare la ferrovia storica più alta d’Europa.

Prima meta è Interlaken dove troviamo dei comodi parcheggi a pochi passi dalla stazione, gratuiti per le nostre moto. Da qui, su trenini d’epoca mantenuti allo stato originario, iniziamo un cammino immerso nel silenzio di una natura incontaminata. Sono pochi, infatti, i residenti – titolari di alberghi e ristoranti – ad avere mezzi motorizzati, mentre tutti gli altri si spostano usando i mezzi elettrici oppure i treni. È quasi assurdo per il turista rendersi conto che sono pochissime le strade asfaltate e che tutto ruota intorno alla ferrovia. Senza questa, scalare le montagne sarebbe impossibile e nessuno potrebbe vivere nei paeselli che sorgono tutt’intorno.

Partiti da Interlaken con il treno, già dopo pochi metri veniamo rapiti dalla meraviglia dei paesaggi, valorizzati anche dall’attenta cura di stile con cui sono edificati i centri abitati delle valli. Proseguiamo poi per Wengen, località nota per ospitare la coppa del mondo di sci alpino. Da qui partono infatti molti impianti di risalita e in inverno è un’ottima meta per gli sciatori che trovano piste da sci molto lunghe e ben tenute. Ma non solo sci a Wangen, dove a farla da padrone sono anche gli sport “ecologici”. Questo è il regno incontrastato del trekking, con sentieri per tutti i livelli di preparazione atletica, dalla semplice passeggiata alle cordate alpinistiche per professionisti. Ma anche del down hill con le mountain bike o del base jump, sport non convenzionali che negli anni l’ente turistico ha cercato di valorizzare. Il perché è facile da capire. La conformazione della valle vista da Wengen è quella di un antico ghiacciaio, dove la lingua di ghiaccio, dopo aver scavato la roccia, si è ritirata creando pareti perfettamente verticali.

Da queste alture, da dove i paracadutisti estremi amano lanciarsi nel vuoto e volare lentamente fino a valle, saliamo lentamente verso il ghiacciaio chiamato Jungfraujoch dove spiccano le vette del monte Monch e Eiger. Qui la salita è davvero emozionante! I piccoli trenini lentamente si arrampicano verso Kleine Scheidegg per il cambio dei convogli. Dopo lunghi tratti in galleria alternati a panorami, raggiungiamo prima i 3.100 m della stazione di Eismeer, un balcone panoramico sui vasti ghiacciai della zona, quindi il capolinea ai 3.475 m dello Jungfraujoch, dove è stato aperto un ristorante. Da un tunnel scavato nel ghiaccio entriamo nel cuore del ghiacciaio per una camminata a svariati gradi sotto lo zero in cui il colore dominante è l’azzurro e si possono ammirare bellissime sculture di ghiaccio.

Infine con un ascensore arriviamo fino al balcone dello Sphinx a 3.586 m, uno spuntone roccioso la cui sommità ospita l’osservatorio astronomico più alto d’Europa. Una volta arrivati in cima la vista è talmente bella da valere ogni minuto del lungo viaggio di andata: sul lato settentrionale le verdi vallate dell’Oberland verso i grandi laghi alpini, dall’altro l’immensa conca glaciale del ghiacciaio dell’Aletsch.

di Ulderico Falanga

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