Appunti di viaggio dall’estate appena trascorsa: il report e il file GPX di un bellissimo giro lungo le strade sterrate della Translessinia.
“L’estate sta finendo…”, cantavano i Righeira. Mica vero, ecco un itinerario fatto due mesi fa ma perfetto anche per questo periodo: Translessinia è uno di quei nomi che al motociclista fa drizzare le antenne. Tipo Stelvio, Raticosa, Orientale Sarda, Costo, Spino, Alghero-Bosa per capirsi. Non l’avevamo mai percorsa ma abbiamo colmato la lacuna e possiamo dire che in mezzo a quei classici ci sta benissimo, la fama è meritata.
Turisti a Verona
Settimana di Ferragosto, certo non il periodo più tranquillo per girare in moto, ma avevamo l’occasione di fare base in quel di Verona e non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di programmare qualche giro “a margherita”. Non prima di aver fatto i turisti in una città che conoscevamo quasi esclusivamente per il Motor Bike Expo (a proposito, come di consueto a gennaio vi aspettiamo in fiera!), ma che invece merita visite approfondite. L’Arena ovviamente, ma anche Castelvecchio, le cattedrali di San Zeno e di San Fermo, il teatro romano, la terrazza panoramica di Castel San Pietro, e perché no, anche la “Casa di Giulietta”, nonostante sia una baggianata per cinesi in gita.
Oltre a essere una bellissima città ricca di storia, Verona offre moltissimo anche nei suoi dintorni. Da lì si può raggiungere il lago di Garda che sta a un tiro di schioppo (ecco, magari non a Ferragosto), spaziare fin sulle Dolomiti della Val di Fassa, allungarsi verso gli altri laghi d’Idro e d’Iseo, avventurarsi su Maniva Baremone e Crocedomini, o appunto, andare a mettere le ruote sulla Translessinia.
Nel Parco Naturale della Lessinia
Usciamo dalla città in direzione est, costeggiamo Montorio, attraversiamo Trezzolano, cerchiamo un po’ di belle curve fino a Mezzane di Sopra, risaliamo a Velo Veronese e Camposilvano. Il Parco Naturale della Lessinia offre una miriade di strade tutte da scoprire, noi seguiamo la SP6 cominciando a incontrare le tante malghe disseminate qua e là, e con la presenza costante di mucche a indicarci la strada.
Breve ma intenso
Di per sé la Translessinia è un tratto di strada relativamente breve, dal passo del Branchetto al passo Fittanze sono una ventina di km scarsi, dei quali la metà NON asfaltati. Per quanto semplici e senza dislivelli importanti forse non è il caso di affrontarli con una supersportiva, ma la nostra Multistrada 1200 gommata Dunlop RoadSmart IV è ben guidabile anche sui sassi. Noi comunque, un po’ per circostanze e molto per scelta, li affrontiamo a passo d’uomo.


Sulla Translessinia servono attenzione e rispetto per tutti
Oltre a certi automobilisti distratti c’è da fare molta attenzione (e portare rispetto) alle mucche, ai ciclisti, ai cavalli, agli amanti del trekking, ma a rallentarci è soprattutto il paesaggio nel quale ci si trova immersi, che va assaporato metro per metro, rustico, reale, praticamente incontaminato o quasi. Prima, seconda, stop, foto, prima, seconda, stop, foto, e così per tutta la strada.
Per dare un’idea di quanto ce la siamo presa comoda e di quanto abbiamo tirato per le lunghe pur di rimanere più tempo possibile dentro quel quadro che ci accarezzava il cuore, abbiamo fatto colazione con una spettacolare torta di ricotta e mirtilli appena sfornata al rifugio Monte Tomba (occhio che per arrivarci c’è una deviazione con un paio di tornanti assassini che necessitano di mooolta perizia) e ore dopo abbiamo pranzato con altrettanto spettacolari gnocchi al formaggio di malga presso la malga Lessinia. Distanza tra i due tavoli: 9 km.
Nessuna voglia di rientrare
Salutata la Translessinia e recuperato l’asfalto al passo Fittanze di tutto avevamo voglia fuorché di rientrare alla base, e allora abbiamo scrollato la polvere di dosso alle Dunlop scendendo lungo il toboga della SP211 fin sotto il castello di Avio, per poi continuare sulla SP208 del passo San Valentino. Da lì potevamo andare a costeggiare la riva destra del Garda, ma visto il prevedibile traffico di rientro ferragostano abbiamo saggiamente scelto di tornare verso Verona dondolandoci tra le curve della SP3 del Monte Baldo. Bellissimi i panorami e bellissime le strade, appaganti per gli occhi e per il polso destro. Rientriamo a Verona con la testa già piena di nuovi programmi.

Cliccando su questo link trovate il file gpx del nostro percorso.
Qui invece la storia e la ricetta degli gnocchi della Lessinia.
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