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Lanzarote, l’isola che fece del suo peggior nemico, il miglior amico

Testo e foto Claudio Falanga

Canon D70 ob.16/35 f 2,8 – 28/70 f2,8 – Fujifilm X100S

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Quando nel settembre del 1730 il vulcano di Lanzarote si risvegliò, i pochi abitanti dell’isola pensarono fosse la fine della loro permanenza su quel lembo di terra per lungo tempo dimenticato dagli uomini e dalla storia. Seppur conosciuta dai tempi antichi, Lanzarote e tutto l’arcipelago delle Canarie erano stati ignorati per molti secoli, ma nel diciottesimo secolo erano già sotto il dominio spagnolo, ed oggi infatti fanno parte a pieno titolo della nazione iberica.

Il vulcano nel frattempo si sopì, dopo aver devastato la geologia dell’isola, stravolgendone interni e coste. Quello stesso vulcano, che allora parve porre termine all’abitazione umana sull’isola, oggi costituisce la miglior risorsa, la vera caratteristica turistica di un’isola che non solo dal mare trae la sua attrattiva. Il Parco Nazionale del vulcano Timanfaya e tutte le altre zone vulcaniche sparse nell’isola, danno vita a tutta una serie di possibilità turistiche che attraggono milioni di persone ogni anno.

Ma Lanzarote non è solo questo: è anche belle spiagge, strutture turistiche di prim’ordine, negozietti e mercatini, cucina di qualità e strade affascinanti da percorrere con qualsiasi mezzo, dalla bicicletta all’automobile, ma che sulla motocicletta esprimono tutta la loro bellezza.

Andiamo a scoprire l’isola di Lanzarote, seguiteci:

Il nostro viaggio parte da Puerto del Carmen, poco a sud dall’aeroporto di Arracife. Siamo arrivati in aereo e abbiamo noleggiato una moto che ci è stata consegnata direttamente alla struttura che ci ospiterà. Questa è una soluzione ottima per scoprire Lanzarote in motocicletta. Portare qui la propria cavalcatura avrebbe bisogno di un tempo lunghissimo e di costi importanti. Invece, come vi segnaleremo alla fine del testo, il costo di noleggio della moto – nel nostro caso una BMW 650 monocilindrica – è assolutamente contenuto.

Ci muoviamo in direzione nord prima percorrendo la LZ 35 e poi la LZ 30 – verso il cuore dell’isola, per recarci alla città di Teguise. La giornata non è fra le più limpide, la calima – fenomeno atmosferico che porta caldo e sabbia dall’africa – offusca il proverbiale cielo turchese delle Canarie. Nonostante ciò il panorama e la strada che abbiamo davanti sono bellissimi. L’asfalto nero, perfetto su tutta l’isola, è già rassicurante di per se, poi il poco traffico, solo più accentuato nei pressi dei principali centri urbani, rendono la guida piacevole.

Teguise è una graziosa cittadina adagiata in una vallata dominata da un castello. Nel centro troviamo la Iglesia Matriz de Nuestra Señora de Guadalupe del secolo XVI, attorno cui gravitano tutte le attività commerciali del centro abitato. Altri monumenti sono il Palacio Spínola e i conventi di Santo Francisco e Santo Domingo nella tipica architettura religiosa canaria.

Teguise

Poco fuori Teguise troviamo arroccato il Castillo de Santa Bárbara con al suo interno il Museo de la Piratería. In realtà quest’ultimo offre ben poco, mentre vale la pena di pagare l’esiguo biglietto d’ingresso, per gustare il panorama circostante dalle mura.

Il Castillo de Santa Bárbara

Proseguiamo verso nord con la LZ 10 in direzione Haria, trovando una strada che riserverà anche il piacere di fare qualche bella curva. Noi vi consigliamo sempre una guida tranquilla nel rispetto dei limiti di velocità. Lanzarote merita di essere percorsa gustando la strada, ma anche il panorama circostante. Haria è graziosa e sarà un piacere fermarsi nel centro in uno dei diversi localini per gustare una birretta (una!) e qualche gustoso piatto della tradizione canaria.

La strada per Haria
Ad Haria molti localini dove gustare tapas e altre bontà locali
Il centro storico di Haria
Haria: uno scorcio.

Da Haria è assolutamente consigliabile seguire le indicazioni per il Mirador del Rio, uno dei punti panoramici più famosi di Lanzarote, da cui si vede un largo tratto di costa e l’isola La Graciosa nella sua interezza. La calima, non ci permette di avere un orizzonte limpido, ma comunque la bellezza del luogo si percepisce tutta.

A causa della Calima, il fenomeno atmosferico che porta caldo e sabbia dall’Africa, il cielo non è limpido, nonostante ciò la bellezza del luogo buca la foschia
Evidente l’influenza della Calima sul cielo
Lanzarote, l’isola che fece del suo peggior nemico, il miglior amico. Il Mirador del Rio.

Ci piace l’idea di spingerci nella cittadina più a nord dell’isola – Orzola – e lo faremo con la LZ 203.

Anche qui fronte mare tanti localini dove gustare l’ottimo “pescado” e una costa incontaminata.

Da Orzola parte la strada più importante di Lanzarote, la LZ 1, che diventando LZ 2, porterà all’altro capo dell’isola.

Su due ruote a spasso per Orzola
La costa di Orzola

Percorrendola per qualche chilometro verso sud troveremo due importanti luoghi assolutamente da visitare: la Cueva de Los Verdes e Jameos de Agua.

La Cueva del los Verdes è una grotta di origine vulcanica con cunicoli lunghi circa sei chilometri e visitabili per una lunghezza di due chilometri, con visita guidata di circa un’ora. La luce, saggiamente “sparsa”, lungo le gallerie e le sale naturali, dall’artista Jesus Soto, mette in risalto il verde delle lagune sotterranee che danno proprio il nome alla grotta. Utilizzata nelle epoche passate per sfuggire alle incursioni piratesche, ora costituisce un’attrazione turistica molto frequentata ed affascinante. Al suo interno anche un auditorium da 1000 persone dove vengono effettuati concerti.

Molto emozionante, alla fine del percorso, la vista che si apre su un baratro di cui non si vede la fine…

Il varco della Cueva de Los Verdes
L’ingresso della gotta
Impressionante l’effetto scenico della Cueva de Los Verdes

Attraversata la LZ1 si arriva al complesso Jameos de Agua tre cavità che sono la continuazione naturale della Cueva de Los Verdes. Jameo Grande, il Jameo Chico e il Jameo de la Cazuela, sono i tre ambienti che costituisco il complesso. Al suo interno anche un grande auditorium dove si tengono diversi festival e concerti musicali. L’architetto-pittore canario Cesar Manrique ha curato la realizzazione di questa straordinaria commistione tra ambienti naturali ed interventi umani.

Un posto imperdibile!

L’incredibile Jameos de Agua, un’insieme di architettura e natura
Il grande auditorium di Jameos de Agua
Il mare non è distante da Jameos de Agua

Riprendendo la LZ1 in direzione sud troviamo le indicazioni per un’altra destinazione da non perdere i Jardin de Cactus. Si tratta di un’altra geniale realizzazione di Cesar Manrique, un giardino di 5000 mq inserito in una vallata dominata proprio da cactus spontanei. Nel Jardin de Cactus ben 1400 cactus provenienti da tutto il mondo offrono uno spettacolo unico che ancora una volta coniuga architettura e natura.

Sempre con la LZ1 in direzione Arrecife troviamo il la Costa Teguise, zona turistica rinomata, che offre molte strutture alberghiere.

Lanzarote, l’isola che fece del suo peggior nemico, il miglior amico

Partendo da Puerto del Carmen ci siamo diretti poi verso il Parco Nazionale de Los Volcanes, nel cui cuore si trova il Parco Nazionale di Timanfaya, una delle principali attrazioni turistiche dell’isola di Lanzarote. Ci si arriva imboccando la LZ2 in direzione sud e poi la LZ 67. Le chiare indicazioni per i parchi ci porteranno all’ingresso di una zona dove – dopo il pagamento del biglietto d’ingresso – sarà possibile accedere ad un parcheggio. Lasciata la moto il biglietto prevederà il giro in pullman lungo le strade attorno il vulcano di Timanfaya. Lo stradello stretto e tortuoso sarebbe bello da percorrere in moto, ma l’accesso al tracciato è esclusiva degli autobus del Parco, per cui mettetevi il cuore in pace e fate i turisti di gruppo.

La vista che vi sarà riservata è veramente emozionante e straordinaria. Colori, bocche eruttive e diversi punti panoramici, vi porteranno a contatto con la potenza della natura di un vulcano sopito ed ora amico e risorsa turistica della gente di Lanzarote. Qui, Stanley Kubrick, realizzo alcune scene di 2001 Odissea nello Spazio.

Potrete poi gustare un polletto arrostito al calore di una fornace vulcanica e vedere gli sbuffi delle fumarole vicino al centro di accoglienza e partenza degli autobus.

Il simbolo del Parco Nazionale di Timanfaya
Pollo arrostito al calore del vulcano
Basta accostare della paglia alle fumarole e questa prende subito fuoco
I potenti getti di vapore provocati dai guardiani del parco versando acqua nelle cavità

Tornando indietro in direzione Yaiza, prendiamo poi la strada per El Golfo, piccolo borgo dove i ristorantini con cucina di pesce abbondano. Pochi metri a piedi lungo uno stradello ci porteranno a vedere il Lago de los Clicos, dove il suo verde smeraldo si perde sulla spiaggia di un piccolo golfo. Proseguendo lungo costa verso Playa Blanca troveremo il punto turistico Los Hervidores, dove il mare entra in insenature e grotte, anche qui, una sosta per delle bellissime foto è irrinunciabile. Più avanti anche le Salinas de Janubio offriranno un panorama particolare e sempre diverso a seconda dell’orario di arrivo.

Lago de los Clicos

Il punto panoramico Los Hervidores

Ripresa la LZ2 si arriva a Playa Blanca. Il paesino turistico è una delle mete più conosciute dell’isola ed è particolarmente apprezzato d’inverno per le favorevoli condizioni climatiche.

Playa Blanca

Da Playa Blanca basterà seguire le indicazioni per Punta Papagayo e si arriverà a una bellissima strada sterrata, che condurrà ad una serie di spiaggette tra cui consigliamo proprio Playa Papagayo, un piccolo e straordinario golfo con un’ampia spiaggia. Qui un bagno sarà d’obbligo!

La bellissima strada che porta a Playa Papagayo
Playa Papagayo

Per tornare a Puerto del Carmen possiamo fare un po’ di strada di montagna con la LZ 702 fino a raccordarci con la LZ 2 direzione Nord. Lungo questo tratto troveremo altre due possibili mete: Playa Quemada e Puerto Calero.

Playa Quemada un tranquillo borgo di pescatori con un paio di ottimi ristorantini
Playa Quemada al tramonto

Il nostro tour sull’isola di Lanzarote – dichiarata Riserva della Biosfera il 7 ottobre del 1993 dall’UNESCO – finisce qui. Abbiamo visto le cose principali, ma ci riserviamo un approfondimento per scoprire le altre bellezze di questa perla delle Canarie.

Lanzarote, l’isola che fece del suo peggior nemico, il miglior amico

Durata del nostro tour: 3 giornate piene.

Prodotti artigianali al mercato domenicale di Teguise

Da non perdere:

Il mercato domenicale di prodotti artigianali a Teguise.

Il Mirador del Rio.

Una visita alle grotte “Cueva de Los Verdes” (Sulla strada per Orzola)

Una visita o una serata a “Jameos de Agua” (Sulla strada per Orzola)

La visita ai “Jardin de Cactus”

La visita al “Parco Nazionale di Timanfaya”

Un bagno alla “Playa del Papagayo” (vicino a Playa Blanca)

Una cena al tramonto nel borgo di pescatori Playa Quemada (tra Playa Blanca e Puerto del Carmen)

 

 

Si consiglia

Per dormire:

Nautilus Lanzarote

Art Biosfere Bunalows

C/Gramillo n° 5

35510 Matagorda

Puerto del Carmen

Lanzarote

tel. +34 928.514400

www.nautilus-lanzarote.com

Struttura molto bella che aderisce al progetto Biosfera.

La particolare attenzione all’arte fa si che all’interno della struttura ci siano ben 600 opere di numerosi artisti.

La gentilezza del personale ed in particolare della direttrice italiana – Leda Giordano – fa si che Nautilus Lanzarote sia il posto ideale dove i motociclisti potranno fare base per la scoperta dell’isola. Leda non lesinerà i consigli per godere al meglio luoghi e locali adatti al soggiorno.

Nautilus Lanzarote

 

Sands Beach

Av. Islas Canarias, 18,

35508 Costa Teguise

Tel. +34 928595820

www.sandsbeach.eu

 

Noleggio moto:

Blue Speed Moto Rent

Avda. Islas Canarias n°11

35508 Costa Teguise

Lanzarote

tel. +34 928591167

www.bluespeed-rent.com

info@bluespeed-rent.com

Puntualità e gentilezza.

I costi per una BMW F650GS:

3 giorni 159 € – 6 giorni 265 €

 

Per mangiare:

Ristorante Playa Quemada

Playa Quemada

tel +34 636 729 699

 

Ristorante Emmax

Avd Playa Honda 21

Playa Honda

35509 Arrecife

tel. +34 928 820 917

Si ringrazia:

Maite Vicente de Juan

Federica Orsini

Ente Spagnolo del Turismo.

Ambasciata di Spagna in Italia

www.spain.info/it

Marco Medina Castellano

Ufficio del turismo di Lanzarote

http://www.turismolanzarote.com/

Leda Giordano

Nautilus Lanzarote

 Juan Carlos Albuixech 

Sands Beach

 

Mappa prima parte percorso

Mappa seconda parte del percorso

Per questo viaggio abbiamo utilizzato:

Giacchini estivi Hevik Jeans per Donna (modello Giada) e per Uomo (modello Tolosa).
Jeans Stone Hevik
Guanti Estivi California
Caschi Kappa KV3 «Urban Experience”
Sistema di comunicazione fra caschi Cellular Line Interphone F5MC

 

 

 

 

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