Borghi del Gran Sasso, Abruzzo autentico

Un progetto che vede la rinascita dei territori colpiti dal sisma del 2017. Andare nei Borghi del Gran Sasso è solidarietà, ma soprattutto scoperta

L’Abruzzo sta godendo di grande popolarità presso i motociclisti. Le belle strade e luoghi come Campo Imperatore e Rocca Calascio, sono ormai tra le mete preferite delle due ruote. Tuttavia c’è un vasto territorio alla base del Gran Sasso custode di bellezze e tradizioni, che merita di essere scoperto.  Sono ventidue i comuni che aderiscono al progetto Borghi del Gran Sasso. Gran parte di essi ricade nella provincia di Teramo e la stessa Teramo fa parte del progetto. Questa bella cittadina – anch’essa danneggiata dal terremoto – si è posta sullo stesso piano degli altri comuni, senza fagocitare per importanza e dimensione gli altri comuni. Già in questa scelta è un chiaro indicatore di una volontà inedita, una novità e non solo per il Centro-Sud: superare la competizione di campanile per un bene più grande, quello comune. Siamo andati quindi a scoprire alcune di queste realtà.

Borghi del Gran Sasso, Abruzzo autentico

Il nostro viaggio parte da Civitella del Tronto, non distante dal confine marchigiano. Questo borgo è famoso perché ospita la fortezza spagnola più grande d’Italia. Venticinquemila metri quadrati, con una lunghezza di 500 metri. Una fortezza imponente, da poco restaurata e resa alla collettività per eventi culturali e visite.  Civitella del Tronto è uno dei borghi più suggestivi d’Abruzzo e custodisce un patrimonio monumentale di straordinario valore storico. Il simbolo indiscusso del paese è, come detto, la Fortezza, imponente opera di ingegneria militare, costruita in posizione dominante sulla cresta rocciosa che sovrasta il borgo. Considerata tra le più grandi fortezze d’Europa, fu l’ultimo baluardo del Regno delle Due Sicilie e oggi ospita il Museo delle Armi e delle Mappe Antiche. Nella sua struttura tre piazze d’armi, una sovrapposta all’altra per scopi difensivi, e tre cisterne per l’acqua indispensabili per gli assedi.

Foto aerea di Lorenzo Granata

L’accesso al centro storico avviene attraverso Porta Napoli, unica porta superstite dell’antica cinta muraria, impreziosita dallo stemma cittadino e da testimonianze legate alla storia difensiva del borgo. Accanto sorge la Chiesa di San Lorenzo, edificio religioso di origini medievali, ricostruito dopo gli assedi del Cinquecento e arricchito nei secoli da elementi rinascimentali e barocchi.
Passeggiando tra vicoli e piazzette si incontra la celebre Ruetta, considerata una delle vie più strette d’Italia, simbolo dell’impianto urbanistico medievale del paese. Meritano inoltre una visita il Monumento a Matteo Wade, dedicato al comandante che difese eroicamente la fortezza nel 1806, e le chiese storiche di San Francesco e Santa Maria degli Angeli. Dai belvedere del borgo si aprono infine splendidi panorami sulle vallate del Tronto e del Salinello, rendendo Civitella del Tronto una meta dove storia, arte e paesaggio si fondono in un’esperienza unica.

Borghi del Gran Sasso, Abruzzo autentico

Campli

Situata ai piedi dei Monti della Laga, questa cittadina invita a un viaggio tra cultura, tradizioni e paesaggi suggestivi. Il cuore del paese è la Scala Santa di Campli, meta di pellegrinaggi e unica in Italia, insieme a quella di Roma, a concedere particolari indulgenze. Accanto si trova la Chiesa di San Paolo, che conserva opere d’arte e testimonianze della storia religiosa locale. Da non perdere il centro storico, caratterizzato da palazzi signorili, vicoli in pietra e piazze raccolte, dove emerge la bellezza del Palazzo Farnese di Campli e la Cattedrale di Santa Maria in Platea, da poco restaurata dai danni del terremoto.

Borghi del Gran Sasso, Abruzzo autentico

Poco fuori dall’abitato si può visitare la suggestiva Necropoli di Campovalano, importante sito archeologico che racconta le origini preromane del territorio. Tra natura e tradizione, Campli offre inoltre scorci panoramici sulla campagna teramana e un ricco patrimonio gastronomico, rendendo ogni visita un’esperienza autentica alla scoperta dell’anima più genuina dell’Abruzzo.

A tal proposito da non perdere la visita alla distilleria Scuppoz in C.so Umberto I, dove trovare l’autentica genziana, prodotta con radici locali e una lunga serie di liquori, anche extraregionali, interpretati con la qualità abruzzese. Oppure provare lo Sdiuno, il pasto di metà mattina tipico abruzzese, presso la Taverna Tunnel, Via del Macello, 1. Infine, tutte le domeniche mattina in Piazza Vittorio Emanuele II, si tiene il mercato, dove è possibile trovare molti prodotti gastronomici e artigianali del territorio.
A Campli è disponibile anche il servizio di guida turistica gratuita prenotandosi. Questi i contatti: Tel. 39 0861 5601207. Email turismo@comune.campli.te.it  https://www.visitcampli.it/

Teramo

Adagiata tra il massiccio del Gran Sasso e le colline che degradano verso l’Adriatico, Teramo è una città che custodisce oltre duemila anni di storia. Le sue origini risalgono all’antica Interamnia Praetutiorum, importante centro dei Pretuzi sorto tra i fiumi Tordino e Vezzola. In epoca romana la città conobbe un periodo di grande prosperità, testimoniato ancora oggi dai resti archeologici che emergono nel tessuto urbano. Dopo le dominazioni medievali e rinascimentali, Teramo ha conservato un patrimonio artistico e culturale che racconta le diverse epoche attraversate.

Borghi del Gran Sasso, Abruzzo autentico

Il cuore della città è rappresentato da Piazza Martiri della Libertà, elegante spazio urbano dominato dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, uno dei più significativi edifici religiosi d’Abruzzo. Costruita tra il XII e il XIV secolo, custodisce il prezioso paliotto d’argento realizzato da Nicola da Guardiagrele, capolavoro dell’oreficeria italiana.
Passeggiando nel centro storico si incontrano vicoli, palazzi nobiliari e scorci che rivelano il fascino discreto della città. Da non perdere è il Teatro Romano, costruito nel I secolo d.C., che conserva ancora parte delle sue strutture originarie e rappresenta una delle testimonianze più importanti dell’antica Interamnia. Poco distante si trovano i resti dell’Anfiteatro Romano e il Museo Archeologico, dove è possibile approfondire la storia del territorio.

Borghi del Gran Sasso, Abruzzo autentico

Tuttavia i danni del terremoto del 2017 sono ancora visibili in diverse strutture messe in sicurezza e auspichiamo che ben presto la città torni al suo splendore.
Tra gli edifici simbolo spicca anche la Chiesa di Sant’Anna dei Pompetti, sorta sui resti di una domus romana, esempio affascinante di stratificazione storica. Teramo offre inoltre piacevoli passeggiate lungo i corsi cittadini e rappresenta un punto di partenza ideale per esplorare il Gran Sasso e le colline abruzzesi. Una città autentica, dove passato e presente convivono in armonia, regalando ai visitatori un’esperienza ricca di cultura e tradizioni.
Presso l’ufficio IAT (Informazione e Accoglienza Turistica), del comune di Teramo, sono disponibili materiali informazioni e mappe turistiche, ma soprattutto la descrizione multimediale, con narrazione dal vivo, della storia e dei monumenti di Teramo. Il servizio è disponibile tutto l’anno negli orari dell’ufficio. https://www.comune.teramo.it/it/unita_organizzative/ufficio-informazione-accoglienza-turistica-iat-teramo
Mangiare a Teramo – Trattoria Entroterra Via Vittorio Veneto, 48, 64100 Teramo TE – Tel. 3283587966

Le antiche rovine romane erano seppellite sotto diverse costruzioni. Un lento lavoro di recupero nel tempo offrirà uno spaccato di questa antica città

Isola del Gran Sasso

Questo è un luogo religioso che per i credenti è imperdibile in un tour in Abruzzo. Il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, ai piedi del massiccio del Gran Sasso d’Italia, è uno dei principali luoghi di pellegrinaggio d’Italia. Il complesso comprende il santuario antico, edificato nel Novecento accanto al convento passionista e custode della tomba del santo, e il moderno santuario inaugurato nel 1970, caratterizzato da ampi spazi e linee essenziali pensate per accogliere migliaia di fedeli. Insieme uniscono spiritualità, storia e architettura contemporanea. Molto interessante la parte dedicata agli ex voto, racchiusi in una serie di ampi locali. Si tratta di migliaia di casi in cui i credenti si sono ritenuti miracolati per intercessione del santo. Tra questi molti per malattia, ma tantissimi per incidenti automobilistici e motociclistici.

Azzinano

Azzinano è un altro dei Borghi del Gran Sasso, famoso per essere un originale museo all’aperto. Le vie del centro storico sono animate da decine di murales in stile naïf che raffigurano i passatempi tradizionali delle generazioni passate, creando un percorso artistico che si rinnova ogni anno grazie al contributo di pittori provenienti da diverse regioni d’Italia. I bambini giocano sempre meno per strada e questo deve aver animato gli artisti che intendono tramandare antiche tradizioni di giochi antichi, in che realtà furono di uso comune fino alla fine del secolo scorso.

Il legame tra il paese e l’arte è indissolubile. Qui nacque infatti Annunziata Scipione, artista naïf di rilievo nazionale, nota per aver raccontato nelle sue opere la vita rurale, le tradizioni e i colori delle comunità contadine della Valle Siciliana e dell’area del Gran Sasso. La sua produzione ottenne il riconoscimento di importanti personalità della cultura italiana e trova oggi spazio in prestigiose collezioni museali.
Proprio ispirandosi alla sua eredità artistica, all’inizio degli anni Duemila la comunità avviò un progetto di valorizzazione del borgo attraverso la pittura murale. Il tema scelto fu quello dei giochi di un tempo: scene che rievocano nascondino, campana, trottole, aquiloni e altri divertimenti semplici, simbolo di un’infanzia vissuta all’aria aperta tra amicizia, creatività e condivisione.
Oggi Azzinano è considerato uno dei più interessanti paesi dipinti d’Italia. Le sue pareti colorate, illuminate in modo diverso nelle varie ore del giorno, offrono ai visitatori un’esperienza sempre nuova, in perfetta armonia con il paesaggio montano che fa da sfondo al borgo.
Oltre ai murales i motociclisti apprezzeranno anche Guirero Arrosticini, un locale specializzato nel tipico spiedino abruzzese fornito nelle diverse tipologie e formato, ma anche bruschette e formaggio fritto. Oltre a una sala interna e una esterna, il locale si fregia di un bellissimo bancone con mescita di birra artigianale. A contribuire al successo del locale vi sono l’accoglienza familiare e l’atmosfera cordiale che caratterizzano l’esperienza dei visitatori.
Guirero Arrosticini – Via Principale, 20, 64049 Azzinano TE – Tel. 345 802 6855

Tossicia

Non distante da Azzinano si trova Tossicia, borgo storico ai piedi del Gran Sasso, è l’antica capitale della Valle Siciliana. Tra vicoli, chiese e paesaggi montani, conserva un ricco patrimonio culturale. Nel Palazzo Marchesale si trova il Museo delle Genti del Gran Sasso, dedicato alle tradizioni artigiane e alla civiltà agro-pastorale del territorio. www.visit-tossicia.com

Mangiare  a Tossicia

Podere Santa Lucia – Ristorante & Braceria
Contrada Viola, 64049 Tossicia (TE) Tel.: +39 0861 1580020 Tel.: +39 380 7529110 www.poderesantalucia.it

Pietracamela

Il prossimo tratto di strada ricco di curve ci porta a Pietracamela, un piccolo borgo di pietra incastonato sul versante settentrionale del Gran Sasso, dove la montagna sembra entrare nelle case e scandire il ritmo delle giornate. Arroccato tra boschi, valloni e pareti rocciose, conserva un impianto medievale fatto di vicoli stretti, scalinate irregolari e archi che raccontano secoli di vita appenninica. Qui il paesaggio domina ogni prospettiva: nelle giornate limpide le cime appaiono vicinissime, mentre d’inverno la neve trasforma il paese in un silenzioso presepe di montagna.

 

Pietracamela è da sempre legata alla pastorizia, alla lavorazione della pietra e a una cultura montanara autentica, ancora percepibile nei dettagli delle abitazioni e nelle tradizioni locali. È anche una delle porte d’accesso più suggestive al massiccio del Gran Sasso e ai percorsi che conducono verso il Corno Grande e i Prati di Tivo. Un luogo raccolto e genuino, dove natura, storia e identità si fondono in un equilibrio raro e affascinante. I segni del terremoto del 2017 sono presenti anche in questo territorio, ma la località appare ben reattiva, pronta a riconquistare il turismo che nel passato l’aveva resa una delle località più famose di accesso al Gran Sasso.

Altri borghi si stagliano sulle cime delle montagne circostanti, come Crognaleto, Fano Adriano, Poggio Umbricchio. Borghi che nel migliore dei casi arrivano a mille abitanti, ma che spesso non superano i cento.

 

Fano Adriano

Fano Adriano si trova nella Valle del Vomano. Il borgo ha un territorio che varia dai 300 metri slm, fino a 2293, Una zona vastissima ricca di flora e fauna più caratteristica d’Abruzzo: il lupo appenninico, il cervo, il capriolo, il cinghiale, la volpe, il gatto selvatico e l’orso.
L’economia locale è tradizionalmente legata all’agricoltura, alla pastorizia e, negli ultimi anni, al turismo naturalistico ed escursionistico. Il territorio comunale comprende boschi di faggio, prati d’altura e ambienti rupestri che ospitano una ricca biodiversità. Da poco è stato inaugurato il Cammino delle Sette Sorelle, un percorso di 128 km e sette tappe, mappato GPS e segnalato da chiare indicazioni. Sul percorso si può trovare ospitalità e luoghi di ristoro. https://www.camminodellesettesorelle.it/
La cooperativa Fanesia offre ospitalità proprio nel comune di Fano Adriano, con 11 camere e 25 posti letto.
Corso Vittorio Emanuele III, snc – 64044 Fano Adriano (TE) – Tel.351.3264612 – info@fanesia.itwww.fanesia.it
Un’altra chicca locale è il presepe permanente, realizzato dal sindaco Luigi Servi, con elementi originali provenienti dalla produzione napoletana di Via San Gregorio Armeno. È un presepe della superficie di 100 m² di grande impatto visivo: le luci cambiano a seconda dei momenti del giorno, le arti e i mestieri sono animate e anche gli animali da cortile hanno i loro movimenti.


Il sindaco, animato da grande amore di rilancio di questo vasto territorio di 37,5 km², però ci racconta con rammarico, essendo anche lui motociclista, del grande flusso di motociclisti regionali verso il Passo delle Capannelle, a velocità che creano disagio nella zona. Per questo rivolgiamo un invito a percorrere la SS80, che transita in questa zona, nel rispetto delle comunità residenti. Come ultima cosa ci sentiamo di segnalare la Taverna 7Effe, come luogo imperdibile per una degustazione di eccellenti antipasti, a cui – se ne avrete la forza – potrete far seguire primi e secondi. Il tutto nella tradizione abruzzese.
Taverna 7Effe – Via Villa Moreni, 2, 64044 Fano Adriano TE – Tel. 0861 95269

Il presepe permanente, realizzato dal sindaco Luigi Servi

Campotosto

L’ultima meta di questo nostro assaggio dei Borghi del gran Sasso è luogo molto amato dai motociclisti è Campotosto, con il suo specchio d’acqua.
Il Lago di Campotosto è il più grande lago artificiale dell’Abruzzo e uno dei maggiori d’Italia per estensione. Situato a circa 1.300 metri di quota nel territorio del comune di Campotosto, in provincia dell’Aquila, è stato realizzato negli anni Trenta mediante la costruzione di tre dighe per scopi idroelettrici. Ha una superficie di circa 14 km² e un perimetro di oltre 40 km. Inserito nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, rappresenta una risorsa strategica per la produzione energetica, il turismo naturalistico e le attività ricreative all’aria aperta.


Ha destato non poche preoccupazioni durante il terremoto, ma ne è uscito indenne. Il lago è attraversato da due ponti paralleli, uno più antico in disuso e uno più grande in uso. Su una sponda, in prossimità del ponte nuovo, ci sono diversi punti di ristoro, con arrosticini e prodotti del territorio. Questi sono nei fine settimana della bella stagione praticamente interamente occupati da motociclisti.

La cucina nei Borghi del Gran Sasso

L’ultima delle nostre mete è stata nella provincia dell’Aquila. La cucina aquilana è ricca di sapori autentici e legata alla tradizione pastorale. Tra i piatti più rappresentativi troviamo gli arrosticini, gli spaghetti alla chitarra, la zuppa di farro, le sagne e fagioli, le pallotte cacio e ova, la pecora alla cottora, le mazzarelle e i dolci come il parrozzo e i torroni aquilani. Queste specialità valorizzano ingredienti locali e ricette tramandate nel tempo.

La cucina teramana rappresenta una delle espressioni più autentiche della tradizione gastronomica abruzzese. Caratterizzata da ingredienti semplici ma di grande qualità, unisce i prodotti dell’entroterra collinare e montano con quelli della vicina costa adriatica, dando vita a una cucina ricca di sapori e fortemente legata alla cultura contadina. Da una ricerca si annoverano circa 600 piatti, molti dei quali sono però variazioni dei piatti più tipici. Ad esempio della Cipollata Abruzzese ne esistono ben dodici versioni.
Tra i piatti simbolo spiccano senza dubbio le Virtù Teramane, preparate tradizionalmente il 1° maggio. Si tratta di una complessa zuppa di 49 ingredienti (sette per ogni tipologia) che combina legumi secchi e freschi, ortaggi di stagione, pasta di diversi formati e vari tipi di carne, in una ricetta che celebra il passaggio dall’inverno alla primavera e il recupero delle scorte alimentari.
Altro emblema della tradizione locale sono i Maccheroni alla Chitarra con le Pallottine, un piatto festivo composto da pasta all’uovo tagliata con il tipico strumento abruzzese chiamato “chitarra” e condita con un ricco ragù di carne arricchito da minuscole polpettine. Questa preparazione è particolarmente diffusa durante le ricorrenze familiari e le festività.
Molto apprezzato è anche il Timballo alla Teramana, una raffinata preparazione a strati realizzata con sottilissime crespelle alternate a ragù, polpettine, formaggio e talvolta besciamella. Considerato uno dei piatti più rappresentativi della cucina locale, richiede una lunga e accurata preparazione.
Tra le specialità rustiche figurano le Scrippelle ’Mbusse, sottili crespelle immerse in un brodo leggero di gallina e servite con abbondante formaggio grattugiato. Secondo la tradizione, sarebbero nate proprio a Teramo da un fortunato errore culinario.
La gastronomia teramana comprende inoltre numerosi piatti a base di carne ovina, tra cui i celebri Arrosticini, spiedini di pecora cotti alla brace, oggi conosciuti ben oltre i confini regionali. Non mancano preparazioni a base di agnello, capretto e maiale, spesso legate alle festività religiose.
Tra i prodotti da forno meritano una menzione il pane casereccio, le pizze rustiche e diverse varietà di focacce tradizionali. La pasticceria propone dolci tipici come il Parrozzo, i Calcionetti Ripieni e i Bocconotti di Montorio.
Nel complesso, la cucina teramana si distingue per l’equilibrio tra semplicità e ricchezza di sapori, conservando un forte legame con le tradizioni, le stagioni e l’identità culturale del territorio.

La musica

Un piccolo omaggio va dato anche alla musica con il tipico Saltarello. Il Saltarello abruzzese è una delle espressioni più autentiche della tradizione musicale e popolare dell’Abruzzo.

Si tratta di una danza vivace e coinvolgente, caratterizzata da un ritmo rapido che accompagna movimenti agili, saltelli e figure eseguite in coppia. Nato in ambito contadino e pastorale, il Saltarello era protagonista delle feste di paese, delle celebrazioni religiose e dei momenti di incontro della comunità, rappresentando un’importante occasione di socializzazione.
La musica si distingue per melodie semplici ma energiche, costruite su schemi ripetitivi che favoriscono la partecipazione dei danzatori. Gli strumenti tradizionalmente utilizzati sono l’organetto diatonico, protagonista dell’accompagnamento melodico, il tamburello, che sostiene il ritmo con sonorità incalzanti, e la zampogna, tipica della cultura pastorale abruzzese. In alcune aree trovano impiego anche il piffero, la fisarmonica e il triangolo, che arricchiscono il tessuto sonoro.
Ancora oggi il Saltarello abruzzese è simbolo dell’identità culturale regionale e viene eseguito durante sagre, festival folkloristici e manifestazioni tradizionali, mantenendo vivo un patrimonio musicale che racconta la storia, le usanze e lo spirito delle comunità abruzzesi.

Noi abbiamo soggiornato qui

Corte dei Tini Relais e Ristorante – Villa Vomano, Provincia di Teramo – http://www.cortedeitini.com/ – tel. 0861319510

 

 

https://maps.app.goo.gl/b6ZKZzju5k23YJ9DA

 

Check Also

In Abruzzo, lungo le strade del Moscatello

Ci siamo immersi in un’esperienza fatta di luoghi, sapori e accoglienza abruzzese. Il denominatore comune: il Moscatello.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *