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Prova Suzuki V-Strom 800DE

Si posiziona fra le due sorelle, la 650 e la 1050, ma accentua le doti fuoristradistiche, ecco la Suzuki V-Strom 800DE.

Costa 11.500 IVA inclusa, franco concessionario, con 4 anni di garanzia.

Polivalente è l’aggettivo che meglio calza a questa moto tuttofare, ma mentre in molti altri casi le cose polivalenti fanno tutto poco bene, la Suzuki V-Strom 800DE fa tutto a ottimi livelli.

Basta guardare le ruote che sono all’anteriore da 21”, misura tipica delle moto off-road, mentre la posteriore è da 17” più in uso su modelli maggiormente dedicati all’uso su asfalto.

Anche il motore è una via di mezzo tra il 650 ed il 1050 della stessa casa madre così come ovviamente per il peso ed il prezzo. Ciò che invece è al top è l’allestimento, identico a quello della sorella maggiore.

La Suzuki V-STROM 800DE accessoriata per i viaggi

Il design della V-STROM 800DE

Il design porta avanti la tradizione della serie V-Strom, ma allo stesso tempo deve trasmettere un look assolutamente moderno in linea con le tendenze attuali.

In linea con l’obiettivo di creare un nuovo look, il nuovo becco più affilato è posizionato più in alto per creare una maggiore distanza tra esso e la ruota anteriore, esaltando la lunga escursione della forcella e la capacità del modello di affrontare strade sterrate e sentieri pianeggianti ed insieme agli altri elementi del frontale, tra cui il nuovo gruppo ottico a LED esagonale sormontato verticalmente, sono stati progettati per apparire sottili, leggeri e compatti. Questo riflette ancora una volta la capacità della Suzuki V-Strom 800DE di eccellere nelle esplorazioni fuori dai sentieri battuti.

 

La prova di Andrea

Salito in sella riscontro subito una posizione di guida ottimale con la giusta distanza tra pedane, manubrio e sella. So di stare su una moto tecnologicamente evoluta dal punto di vista elettronico e me ne accorgo già dai primi istanti.

Giro la chiave e mi appare il display multifunzione TFT LCD a colori da 5 pollici che non solo ti tiene al corrente di tutti i sistemi e le impostazioni della moto, ma fornisce anche informazioni sullo stato di funzionamento in tempo reale con un’estetica davvero gradevole e ben leggibile.

All’avviamento del motore si percepisce l’impegno dei tecnici giapponesi nel tentativo di ridurre le vibrazioni che normalmente si sentono nei bicilindrici, infatti grazie al nuovo sistema di equilibratura (Suzuki Cross Balancer) che si avvale di ben due contralberi di bilanciamento posti a 90° rispetto all’albero motore queste sono appena percettibili. Il sound invece grazie alla fasatura dell’accensione dell’albero motore a 270 gradi è lo stesso dei motori bicilindrici a V di Suzuki (90°).

Metto la prima e subito apprezzo il sistema di assistenza alla frizione Suzuki (SCAS) che, oltre ad evitare l’impuntamento della ruota in scalata, riduce il carico sulla leva frizione, per un maggior confort di guida.

Lascio la frizione ed ecco un’altra chicca: la funzione Low RPM Assist evita che il regime del motore scenda eccessivamente, per garantire partenze più fluide e per evitare lo spegnimento del motore da parte dei neofiti.

In Off-road

Finalmente si parte e dopo qualche chilometro di riscaldamento su asfalto, mi dedico subito ad una impegnativa sessione in off-road, si perchè nonostante la sua versatilità di impiego dichiarata, l’estetica della V-Strom 800DE mi invita alla ricerca dell’avventura (è l’ultima evoluzione del design “a becco” da quando fu introdotto per la prima volta nel 1988 sulla DR-Z 800 Desert Racer), e non sbaglio, perché il feeling è immediato grazie alla snellezza della parte centrale che mi permette da subito di governarla come fosse una full-enduro.

La geometria con un interasse lungo, un’inclinazione del canotto elevata, un’elevata altezza da terra e un’ampia sezione del manubrio mi invitano subito a mettere alla prova le sospensioni SHOWA dall’escursione di ben 220mm sia all’anteriore che al posteriore. Qui inizia la lotta con me stesso…. la ciclistica mi permette di cercare lo spirito avventuriero di questa moto, ma non posso spingermi oltre a causa delle gomme che pur essendo studiate per affrontare anche la pratica off-road, limitano le reali potenzialità di una ciclistica che meriterebbe qualcosa di più specifico e magari anche un cerchio da 18” al posto dell’attuale 17”.

Con dei tassellati sarebbe perfetta per l’off

Comunque basta poco per rendere questa moto adatta a chi ne vuole fare un uso prevalente in fuoristrada: un paio di pneumatici ancora più tassellati, togliere i gommini dalle pedane, regolare l’inclinazione del manubrio, regolare le sospensioni, montare il paramotore in alluminio e le barre paracarena (in vendita come accessori) ed il gioco è fatto (la griglia para radiatore è invece di serie).

Ma torniamo a noi e al nostro percorso che da subito si rivela impegnativo a causa di un fondo pietroso e sdrucciolevole con forti pendenze e canali scavati dall’acqua di varia profondità con presenza di guadi e zone fangose. Come dicevo le gomme possono sembrare un limite, ma l’enorme lavoro fatto sull’elettronica ristabilisce gli equilibri e una volta presa la giusta confidenza con le varie mappature si riesce a gestire anche un motore che di certo non manca di potenza.

Parto col Traction Control in modalità intermedia e sul fondo reso viscido dalla pioggia mi gioco subito un paio di jolly per restare in piedi all’uscita di curva, così decido umilmente di affidarmi alla modalità G (Gravel) e di colpo mi torna il sorriso, la curva di erogazione si addolcisce e la guida diventa semplice e rilassata tanto da farmi dimenticare i 230kg che sto portando a spasso.

Suzuki V-Strom 800DE: facile farsi prendere la mano

La confidenza aumenta ed il ritmo anche, al punto che la leva della frizione diventa un optional, ma non ci sono problemi perché il sistema di cambio rapido bidirezionale consente al pilota di selezionare la marcia senza azionare la leva della frizione durante la marcia interrompendo automaticamente l’erogazione di potenza in fase di accelerazione e in decelarazione aprendo automaticamente le valvole a farfalla quel tanto che basta per aumentare il numero di giri e adeguare il regime del motore al rapporto di trasmissione successivo più basso.

L’azione dell’acceleratore è impostata per massimizzare la controllabilità, con la risposta fedele di un controllo lineare, in particolare quando si guida su strade sterrate e questa impostazione rende l’azione dell’acceleratore più naturale per i motociclisti, come me, non ancora abituati a sistemi che non utilizzano un cavo meccanico.

Ottime SHOWA

Mi infilo in un budello misto terra-pietre con curve strette e ravvicinate e l’ottimale distribuzione dei carichi assecondata dalle ottime SHOWA mi permette di gestire il tutto stando in piedi sulle pedane anche nelle curve più strette dove la traiettoria la imposti con il corpo e la scorrevolezza diventa più importante della staccata o della derapata in uscita e qui è stata mirevole la capacità dei progettisti Suzuki, offerta dalle dimensioni compatte tra avantreno e retrotreno del nuovo motore bicilindrico parallelo, di poter spostare in avanti il peso del pilota. In questo modo è più facile usare il peso del corpo per affrontare abilmente le curve strette, o per mettere più peso sulla ruota anteriore quando si sta in piedi sulle pedane.

Anche sul veloce le sospensioni lavorano bene e grazie a ben 220mm di escursione ho preso qualche fondocorsa solo nelle buche più profonde e secche e anche su quelle in sequenza non ho notato rimbalzi pericolosi, mentre il telaio in robusti tubi d’acciao offre stabilità e una piacevole sensazione di sicurezza anche a velocità elevata, la quale può essere tranquillamente controllata in frenata grazie a doppi dischi da 310 mm di diametro e sistema ABS che però può essere escluso, nella ruota posteriore, per la guida in fuoristrada.

Su strada

La strada sterrata finisce, ma non il divertimento che continua invece sulle tortuose strade della Sardegna meridionale dove l’asfalto bagnato mi permette di testare meglio i 3 livelli (il quarto livello G è specifico per il fuoristrada) del Suzuki Traction Control System STCS ed il  Suzuki Drive Mode Selector SDMS.

Parto con l’STCS in modalità 3 adatta alle condizioni di strada bagnata o comunque scivolosa per poi passare gradatamente fino alla modalità 1 dedicata alla guida sportiva con un intervento minimo da parte del sistema e le differenze si sentono visto che gli 84cv e la coppia massima di 78Nm potrebbero mettere in crisi anche un guidatore esperto.

Altra storia per l’SDMS che sfrutta appieno il sistema di controllo elettronico dell’acceleratore per dare la possibilità di scegliere tra tre modalità che offrono caratteristiche di potenza diverse – in particolare nella fascia mediana di erogazione e devo dire che dopo una giornata in modalità A (Active) che ti tiene col fiato tirato in uscita di curva a causa di una entusiasmante accelerazione, passare alla modalità C (Comfort) ti regala una sensazione di sicurezza e relax che rendono gradevole il ritorno a casa ed in caso di passeggero a bordo un ringraziamento da parte sua per la guida fluida e morbida.

Stabile nonostante il cerchio da 21″

Nonostante la ruota da 21” anteriore e l’elevata escursione delle sospensioni la V-Strom 800DE entra in curva in maniera netta e segue alla perfezione la linea impostata in ingresso anche quando il potente doppio freno anteriore alleggerisce in staccata il retrotreno che rimane comunque stabile.

L’ho trovata molto divertente nei cambi rapidi di direzione a basse velocità anche grazie al SISTEMA “CAMBIARAPIDO” – BI-DIRECTIONAL QUICK SHIFTER che consente al pilota di selezionare la marcia senza azionare la leva della frizione durante la marcia e di ridurre leggermente l’azione del freno motore in fase di rilascio del gas.

Nelle curve veloci ho avvertito un leggero ondeggiamento al posteriore che però è facilmente gestibile con le regolazioni del mono SHOWA.

Le gomme, pur essendo leggermente tassellate sono perfette per un uso stradale ed offrono un grip notevole anche sul bagnato ben assecondate da una ciclistica equilibrata.

Conclusioni

Che tu voglia fare un lungo viaggio, un’uscita sportiveggiante tra i tornanti di montagna, vivere un’avventura off-road o semplicemente andare a lavorare, la Suzuki V-Stom 800DE saprà offrirti un’esperienza di guida entusiasmante, ma anche confortevole data dalla posizione di guida rilassante e la sella comoda.

Ultima sorpresa… a fine prova vado a fare il pieno e scopro che nonostante l’abbia strapazzata per tutto il giorno i consumi sono bassi e con la capacità del serbatoio di 20 litri si riescono a percorrere ben oltre 400km con un pieno

Dati tecnici Suzuki V-Strom 800DE

Lunghezza 2,345 mm
Larghezza 975 mm
Altezza 1310 mm
Interasse 1570 mm
Altezza da terra 220 mm
Altezza sella 855 mm
Peso in ordine di marcia 230 kg
Motore 4 tempi, 2 cilindri, raffreddato a liquido, DOHC
Alesaggio x corsa 84.0 mm x 70.0 mm
Cilindrata 776 cm3
Rapporto di compressione 12.8 : 1
Sistema alimentazione Iniezione diretta
Sistema avviamento Elettrico
Sistema lubrificazione Olio nel carter
Trasmissione 6 marce – presa diretta
Sospensioni Ant. Forcella USD
Post Tipo Link
Angolo di inclinazione 28° / 114 mm
Freni Ant Doppio disco
Post Disco singolo
Pneumatici Ant 90/90-21M/C 54H camera d’aria
Post 150/70R17M/C 69H camera d’aria
Sistema iniezione Iniezione elettronica
Capacità carburante 20 L (5.3 /4.4 US/lmp gal)
Capacità olio 3.9 L (1.0/4.1 US/Imp qt)
Consumo Carburante 22.7 km/L (4.4L/100km) in WMTC
Emissioni CO2 104 g/km

Prova a cura di Andrea D’Addario

 

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