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Le americane della Franciacorta

Headbanger è una marca di motociclette, ma è anche un sogno.

Tutto ha inizio con un viaggio, un giro negli USA, un’esperienza di quelle folgoranti, che lasciano il segno. Il contatto con la cultura anni ’70, con i panorami visti nei fumetti di Tex Willer, con la musica e il sapore dei miti del rock sparsi come molecole nell’aria. E qui riaffiora il desiderio di costruirsi una motocicletta, la classica custom dura e pura, senza compromessi. Metallo cromato in abbondanza, ruote, telaio e motore. Pochi fronzoli e tanta sostanza. Benzina, aria e scintille a muoverlo. Niente elettronica!

 

da sinistra Giorgio Sandi e Luciano Andreoli

Così due appassionati si mettono a realizzare moto in perfetto stile americano, ma costruite ai piedi delle colline della Franciacorta, territorio di vitigni eccellenti arrivati anch’essi da poco (se parliamo di uve) in questa zona , per forte volontà e passione, proprio come le Headbanger.

Lo sede è a Milano, nella capitale degli affari e della moda. La zona quella di Corso Garibaldi, la famosa Brera, punto nevralgico della “Milano da bere”, ma anche luogo che racchiude memoria di una città vecchia, fatta di case di corte, ora ristrutturate in lussuosi loft.

I due ragazzini di questa favola sono Giorgio Sandi e Luciano Andreoli, che con entusiasmo e determinazione hanno messo in piedi una factory di moto di stile americano, reinterpretate con gusto italiano.

Accogliendo l’invito di Stefania Galli, brava ed esperta addetta stampa, non sapevamo ci saremmo immersi nella passione pura.Ma ci è bastato poco per capire quanta dedizione e generosa follia, unita a capacità e passione ci sia in questo progetto.

Puoi avere un’azienda ricchissima che vende milioni di prodotti in tutto il mondo, ma questa non potrà mai darti le soddisfazioni che ti regala costruire moto” ci confida Giorgio Sandi mostrandoci la piccola linea di montaggio, da cui nascono le Headbanger. E abbiamo certezza della sincerità delle sue parole, guardandolo mentre partono le moto. Lo sguardo è quello di un padre fiero ed emozionato nel vedere i suoi figli allontanarsi per la propria strada.

 

La Summertime

Ma veniamo alla gamma moto.

Summertime e Woodstock Boogie sono gli evocativi nomi delle due novità Headbanger. Equipaggiate con i poderosi motori made in USA KNUCKLE e PAN, riproposti oggi da S&S in versione 1.530 cc che ben rappresentano lo stile on the road della generazione che ha visto in easy riders il proprio manifesto.

Telaio softail, corposi cerchi da 19 pollici per la Summertime, una moto essenziale psichedelica, pedane tutte avanti e una sella d’altri tempi.

 

La Woodstock Boogie

Più elegante, ma non meno cattiva la Woodstock Boogie manubrio più alto, sella in pelle e verniciatura opaca del propulsore S&S da 1.530 cc. Summertime è proposta in due varianti la Frisco Style e la Green & Orange, mentre la Woodstock Boogie ha due versioni la Silk & Black Matt e Embossed & Raw Metal.

Summertime e Woodstock Boogie vanno ad arricchire la gamma composta dalla Hollister, High Flyn’, Foxy Lady e Gypsy Soul.

 

A bordo della Hollister

Sei modelli base, sette motori omologati da 88 a 113 cu.in. (da 1.450 a 1.850 cc), un telaio softail rifinito a mano, cerchi a raggi di tutte le dimensioni, selleria in pelle, trasmissione primaria con cinghia a vista da 1 pollice e 3⁄4 a 3 pollici dipinta a mano, comandi personalizzati, queste in sintesi le caratteristiche delle Headbanger.

Ognuna di queste sei moto ha una sua personalità, un suo stile.

Pedane più o meno avanzate (ma la particolarità di Headbanger è la forte personalizzazione di ogni modello all’atto dell’acquisto) manubri alti e curvi, avanzati e diritti, selle quasi sempre monoposto di quelle che in Italia si vedevano sulle moto di cinquant’anni fa. Ma lo stile è proprio quello, immortale e senza tempo delle bobber, le moto che i piloti americani, reduci dalle emozioni del volo nella battaglie della secondo conflitto mondiale, allestivano per improvvisate competizioni.

 

La Summertime on the road

Uno stile inconfondibile anche nella guida. E se le vibrazioni sono tante, che importa, anzi, fanno parte del gioco. E il gusto maggiore è lasciare una marcia alta per godersi il suono cupo del “battito “cardiaco dei motori.

Le pedane su tutti i modelli toccano subito in curva, ma una volta prese le misure lo sfregamento fa parte del gusto di guida.

Tra tutte, quella più turistica è senza dubbio la Foxy Lady, disponibile con manubrio a corna di bue o basso, su cui possono essere montate anche due capienti e belle borse in cuoio.

La sella è accogliente e, nella versione manubrio alto, la posizione, grazie anche a pedane non troppo avanzate, è comoda anche per gli spostamenti più lunghi.

Il motore della Foxy Lady è il RevTech 100 da 1.640 cc con il cambio a bilanciere, forse ostico per chi non è abituato, ma che invece a noi è piaciuto.

L’altro modello che ci è piaciuto è l’Hollister, un bobber facile, essenziale, pulito e cattivo. Telaio softail compatto, motore RevTech da 88 pollici, serbatoio peanut da 9 litri e manubrio drag-bar, ma tutte sei le versioni hanno motivo di grande interesse. Sono moto che più le guardi e più le vedi belle, forse non comode da guidare, ma sicuramente piene di grande personalità. In fondo chi le acquista non lo fa con raziocinio, non cerca la perfezione delle giapponesi lo la praticità delle tedesche, cerca moto pulsanti e vive, da rendere uniche, come unici, in fondo, sono i motociclisti.

Su strada con turistica foxy Lady

Sicuramente non prediligo la posizione delle custom, con gambe e e braccia protese in avanti. Non che trovi lo stile inelegante, anzi, solo che la mia povera schiena, provata dall’età e dai troppi chilometri percorsi in moto, non gradisce più di tanto.

Così viene ben presto spontaneo, dopo aver più o meno provato tutte le versioni, ritrovarmi a fare strada sulla Foxy Lady. Per un amante delle musica di Jimi Hendrix è un onore cavalcare una moto che porta il nome di uno dei suoi brani più famosi e per la mia schiena è altresì un piacere.

La Foxy è comoda e dispone di una sella accogliente. Certamente è la meno appariscente fra le Headbanger, ma dispone di tutto il fascino delle custom USA e ben presto non mi è difficile immaginarmi sulle highway americane, sole e vento in faccia, un foulard a coprire la polvere, casco jet e occhiali scuri.

Il cambio a bilanciere per me non è un problema, per molto anni, in un secolo passato, ho guidato una Guzzi 850 GT che per altro aveva il cambio rovesciato, prima di tacco e marce alte di punta. La Foxy Lady vibra come un trattore, e a un certo numero di giri il movimento arriva sulle pedane scuotendo i piedi come ci fosse il terremoto. Basta poco per sentire qual è il regime e a evitarlo se non per un semplice passaggio, così “la motona” riacquista tutto il suo comfort.

Il poderoso RevTech da 1.640 cc, ha una coppia spaventosa e con gran gusto in quinta si riprende senza alcun problema anche se si procede a velocità da zona pedonale. La strumentazione è essenziale, un piccolo contachilometri sul serbatoio in cui sono inserite poche spie; minimalismo da vera custom. Si tocca ben presto in piega, ma la moto non si scompone. Anche qui è facile capire quanto si può osare. In fondo le custom non sono moto da piega, ma il telaio è granitico e anche in velocità, affrontando curve rapide non si innesca alcun tentennamento.

I grossi dischi da 292 mm con pinza a quattro pistoncini, riescono a gestire bene le decelerazioni della Foxy Lady, ma quello anteriore emette una sonora vibrazione dovuta probabilmente a pastiglie troppo dure, un difetto da nulla, e poi i difetti in queste moto diventano caratteristiche che ne fanno la personalità.

Chi acquista una Headbanger ama non essere banale, sogna gli orizzonti sconfinati, anche se sono di là della strada, non cerca perfezione industriale, ma perfezione artigianale. Ama il bello, sempre possa permetterselo, perché le Headbanger da vere moto artigianali, non sono a portata di tutti i portafogli.

Scheda tecnica Foxy Lady

Motore: RevTech 100 cu. in. (1.640 cc)

Raffreddamento: Aria

Alimentazione: Carburatore

Scarico: HB 2in1/HB 2in2

Omologazione: Euro 3

Cambio: 5 marce

Trasmissione primaria: Cinghia da 3 pollici

Trasmissione secondaria: Catena

Lubrificazione: Con pompa forzata

Frizione: Multidisco a secco con comando meccanico

Telaio: HB softail

Sospensione anteriore: Forcella telescopica, 43 mm HB mid-glide

Freno anteriore: Disco 292 mm 4 pistoncini

Freno posteriore: Disco 292 mm, 4 pistoncini

Pneumatico anteriore: 130/16

Pneumatico posteriore: 180/16

Lunghezza: 2.230 mm

Altezza sella: 680 mm

Interasse: 1.665 mm

Peso a secco: 250 kg

Capacità serbatoio carburante: 18 litri

GRAFICHE

Design HB: Rust & Gold ‘Bobber Edition’, Sky & Gold ‘Bobber Edition’

Verniciatura: Versioni speciali a richiesta

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