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Ospiti di Bosch al BMW GS Academy

Al BMW GS Academy ospiti di Bosch. “Come orsi ballerini”

di Kiddo

Il Bmw GS Academy è la scuola di tecnica basica di guida in fuoristrada di Bmw Motorrad. Si tiene nella tenuta dei Marchesi Frescobaldi in Pomino, Firenze, e viene coordinata da un maestro d’eccezione, Beppe Gualini, ex dakariano.

Obiettivo del corso è permettere ad ogni motociclista di affrontare la guida in fuoristrada senza prendere rischi. Fuori dalle logiche dell’agonismo o del parco giochi, si ripropone di far acquisire all’allievo un bagaglio tecnico che permette un miglioramento alla guida e una maggiore sicurezza anche nella gestione delle situazioni di rischio su strada.

Beppe Gualini al via della prova

Questo per spiegare brevemente ai pochi che ancora non ne avessero sentito parlare, di che cosa si tratta. Ovviamente le domande che sorgono spontanee ai più saranno tre:

1)      In fuoristrada, si può usare l’ABS?

2)      Un corso del genere, riesce davvero nell’arco del giorno e mezzo di durata di cambiare la mia familiarità con la guida fuoristrada anche se ne sono quasi completamente a digiuno o l’ho sempre affrontata con un certo grado di timore, per di più alla guida di un mezzo di oltre 200 kg di peso?

3)      Ma poi serve? Al di fuori del campo di addestramento dove gli ostacoli sono controllati e ripetibili in modo da codificare le varie situazioni che posso incontrare, riesco poi ad affrontare i percorsi offroad con maggiore serenità?

Per chi non disponesse di tempi maggiori dei 22 secondi di media della permanenza alla lettura di un articolo online, rispondiamo subito con tre grandi, indiscutibili  e dimostrabili SI.

Per tutti gli altri che si trattengono sulla tazza con lo smartphone in mano qualche secondo in più, possiamo subito rispondere nel dettaglio:

1)  L’occasione per noi di Moto On The Road di partecipare al corso si è presentata in occasione della presentazione del nuovo impianto frenante con ABS a due canali che equipaggia la nuova F 800 GS Adventure, modello che sancisce il successo della polivalente bicilindrica frontemarcia Bmw. I sistemi di frenata elettronica assistita vengono sempre disattivati durante la guida in fuoristrada, dal momento che la perdita di aderenza, inevitabile in fuoristrada e il bloccaggio dei freni in alcuni casi sono indispensabili; pensiamo alla derapata di gas (se parliamo di accelerazione) e alla sbandata controllata bloccando il posteriore nelle curve più strette; oppure al fatto che in caso di frenata al limite il freno con ABS impedisce il bloccaggio della ruota e non permette praticamente di rallentare, oppure frena a scatti, causando ondeggiamenti devastanti nella sospensione anteriore, portandoci alla caduta.

Si prova la frenata con l’ABS

Durante il corso fra le altre cose su terreno piatto e con pochissima aderenza si impara a frenare disattivando l’ABS, prima col solo freno posteriore, poi con entrambi i freni (frenata d’emergenza integrale) portandoli quasi al limite del bloccaggio. Una sensibilità fondamentale da acquisire se si vuole rallentare o fermare la moto in qualsiasi situazione, considerato che se sotto scarica adrenalinica non riesco ad avere una reazione controllata, inchiodare in fuoristrada porta quasi sicuramente alla caduta. Imparato finalmente  a frenare come quando non c’erano sistemi elettronici di frenata assistita, gli istruttori del corso ci hanno poi messo in sella al nuovo F 800 Gs Adventure col nuovo sistema ABS a due canali di Bosch sviluppato appositamente per pneumatici tassellati, chiedendoci di fidarci e schiacciare a fondo entrambi i freni dopo una bella rincorsa. Dopo le prime prove in cui il coccodrillo nel nostro cervello si rifiutava di obbedire, incalzati dalle urla del Gualo, si tirava con forza la leva davanti come se invece che su sabbia e sassi si fosse stati al parcheggio asfaltato del supermercato e un pensionato distratto fosse uscito senza guardare. Nessuna reazione stacca-lascia, nessun inchiodamento, solo una naturalissima e banalissima frenata.

Come tutte le invenzioni davvero rivoluzionarie ovviamente ci ha lasciati un po’ shoccati. Sembrava che frenare aggrappandosi ai freni come pivelli anche off road fosse la cosa più naturale del mondo, una volta che impari a fidarti. La tecnica dell’ABS, da quando i sistemi pesavano oltre 5 kg e provocavano delle reazioni a volte incontrollabili o addirittura controproducenti nella frenata, si sono ridotti attualmente ad un peso di 500 grammi o meno, e stanno prendendo piede anche nel fuoristrada agonistico, mondo da sempre tradizionalista e refrattario alle grosse rivoluzioni.

Crediamo che questo importante passo avanti nella tecnica, dopo i sistemi di gestione elettronica della trazione applicata ai mezzi turistici di vocazione offroad sia fondamentale. Pensiamo alla sicurezza che consentirà a chi, con una moto che a pieno carico e due persone a bordo sfiora tranquillamente i 400 kg di peso, si troverà ad affrontare magari involontariamente tratti anche di offroad non tecnico e quanta serenità porterà sapere che non si deve rinunciare per forza all’ABS. Siamo d’accordo che “saper frenare” senza sistemi elettronici è una dote essenziale di ogni motociclista come bagaglio tecnico personale, ma è anche vero che in caso di panic stop gli spazi di frenata si riducono quasi del 20%!

Un fettucciato per una piccola prova speciale

2)      Ma torniamo al corso. Diremo soltanto questo: che al briefing di arrivo, al mattino, abbiamo visto quasi tutte le mani degli allievi alzarsi alla domanda: “chi di voi non ha nessuna esperienza di fuoristrada?” e alla prima prova in sella, dove ci chiedevano di guidare in piedi e girare in cerchio dentro un prato bello grande staccando ora una mano ora un piede dai comandi per valutare il grado di familiarità con la guida della moto, abbiamo assistito a scene di panico. Impacciati e goffi come orsi, per di più alla guida di moto che, se si esclude la mono F 650 GS Sertao stazzano non meno di 180 kg a secco, molti avevano già seri problemi a mettersi in piedi sulle pedane spostando il peso da fermo con la moto sorretta da un compagno.

Il gruppo di partecipanti pronti alla partenza dal campo base

Durante la seconda mattinata, quando ci hanno infilato tutti insieme dentro ad un fettucciato infame, stretto, viscido, con continui tornanti in contropendenza da curvare strettissimo alla guida di quegli stessi bestioni, era davvero uno spettacolo assistere agli stessi orsi che sembravano ballare spostando il peso della moto a centro curva, il sedere all’esterno in una coreografia quasi surreale, inseguendosi a velocità bassa e costante. È il momento in cui si riassume quanto appreso negli esercizi delle due giornate e si mette insieme, come gli ingredienti di un buon piatto: curva in piedi con spostamento del peso all’esterno, salita con peso del corpo in avanti per scaricare il retrotreno, frenata in discesa con corpo all’indietro con entrambi i freni senza bloccare, superamento delle inguidature nel terreno e degli ostacoli alleggerendo l’avantreno. Tutto condito dall’assiduità, dalla pazienza proverbiale e dalla competenza degli istruttori. Una scuola, quella del GS Academy che ci sentiamo di consigliare senza riserve.

Ultimi controlli da parte degli istruttori

L’errore più comune e che frena chi vorrebbe migliorarsi ed acquisire una maggiore sicurezza fuoristrada è che sia una roba da “veri uomini”, dove bisogna essere già dei manici o aver fatto viaggi sulle dune del deserto. Niente di più falso. Non consideratevi mai abbastanza “pippe” da non considerare seriamente di vivere un’esperienza certamente non a buon mercato (600 € circa il costo del corso oltre l’alloggio) ma che cambierà e migliorerà senza eccezioni la vostra tecnica di guida. I nostri lettori sanno bene che noi di Moto On The Road amiamo dare giudizi quanto più imparziali possibile su tutto ciò che testiamo, ma sarebbe altrettanto scorretto nascondere un pressoché totale entusiasmo per qualcosa che ha davvero sradicato antichi timori.

3)      Certo, direte, “spippolare”, smontare per codificare tutte le nozioni necessarie alle guida fuoristrada sembra quasi impossibile. Tantomeno riuscire nel miracolo di imprimerle nell’arco di poche ore nella testa di un motoviaggiatore ultracinquantenne con lavoro sedentario. Diciamo che ci sono casi più difficili, ma bisogna riconoscere che nella girata di un paio d’ore nelle strade dei boschi della tenuta di Pomino, dove ogni anno si tiene la celeberrima “Sgommata”, cavalcata off road specialistica, si è messo a dura prova il bagaglio tecnico acquisito.

Kiddo e l’800GS, un connubio irresistibile sugli sterrati

Al di fuori delle situazioni ripetute e controllate del campo di addestramento si improvvisa come nel jazz, invece che suonare a spartito, e ci si accorge che se si applica ad ogni ostacolo ciò che si è appreso, si supera tutto con una certa serenità, che molto probabilmente ci era sempre mancata. Di sicuro portare nel “pericolo” una moto che non è la nostra adorata bambina ma una della scuola aiuta molto, ma comunque si affrontano ostacoli che prima ci avrebbero semplicemente paralizzato. Importanti i consigli su quale “linea” affrontare, sulla valutazione dell’ostacolo, sulla gestione del peso del corpo, sullo sguardo da tenere sempre a una decina di metri davanti. Diavolo di un Gualo, hai previsto proprio tutto!

Prova di equilibrio

 Quindi si, decisamente serve anche nella reale probabilità che vi troviate ad affrontare una strada sterrata trascinati da un amico coglione che era sicuro di conoscere una scorciatoia e invece vi fa infilare con la vostra mucca in un sentiero; perlomeno lo farete con un po’ meno di ansia o di tensione, che è quella che di solito frega, e che si impara a tenere un po’ sotto controllo. Basta pensare che per ogni ostacolo c’è un modo per superarlo, che non c’è mai un modo intelligente di cadere e che se si cade…, beh, va rialzata la moto. Ma al GS Academy insegnano anche quello.

Il nostro Kiddo con Beppe Gualini

 

 

 

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