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Le mode ritornano sempre, tornerà la Yamaha TDR?

Testo Carlo Kiddo Nannini, disegni Luca Ruggieri

Nel gruppetto dei miei amici  (lo so che non si può considerare un campione rappresentativo, ma io quello ho…) stiamo impazzendo tutti per la Ducati Scrambler Desert Sled.

Sembra uno di quegli spam sull’allargamento (allargamento? ???!!!) del pene. “Cinque centimetri in più! “, lo stesso vale per la nuova Scrambler, cinque centimetri più alta dell’altra e sembra che ti cambi la vita.

Fatto sta, per noi che giriamo su facili sterrate con dual antidiluviane quella sembra la moto perfetta perché innanzitutto evocativa; leggera, maneggevole, giusta nelle proporzioni e nella cavalleria, adatta anche a qualche viaggetto in coppia volendo e ancora più bella se coperta di fango.

Dicono tutti i colleghi giornalisti che l’hanno provata che Ducati ha creato una nuova tipologia di moto. Mah. Sarà vero, bisogna provarla.

Effettivamente se si guarda al mercato un bicilindrico non troppo ingombrante, col 19″ anteriore che richiami alle vecchie dual sport come filosofia e tipo di utilizzo non c’era, ma è anche vero, e nessuno me lo toglie dalla testa, che quel motore, su un telaio da fuoristrada e col cerchio anteriore da 19″ si era già visto quasi trent’anni fa, sulla Cagiva Elefant 750!

Altro che nuova tipologia di moto: si sono reinventati l’Elefant!

D’altronde si sa che ormai non conta tanto il contenuto tecnico, le case motociclistiche mirano a vederci un brand, un’immagine, un’icona.

Allo stesso modo Yamaha, ad esempio potrebbe prendere la sua moked bicilindrica, la MT-07, metterci un paracoppa decente, due cerchi a raggi 17-19″ e il gioco è fatto: una moto in tutto simile alla Desert Sled.

Una cosa sola, probabilmente,  mancherebbe a Yamaha, ovvero un nome evocativo da ripescare nel passato, visto che il nuovo Ténéré lo stanno già facendo e un ibrido del genere non avrebbe storia da evocare, direte voi.

E invece no! Una moto di derivazione stradale, coi cerchi a raggi di una misura strana e la guida alta in Yamaha eccome se c’era! E ha segnato nei primissimi anni ’90 una vera rivoluzione tanto che in molti la indicano come la prima vera supermoto: la Yamaha TDR!

Ecco fatto, ne abbiamo inventata un’altra.

Ragazzi di Iwata, a me e al Ruggeri, che ha disegnato il bozzetto della nuova Yamaha TDR, potreste almeno offrirci un caffè!

 

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