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La moto è la misura della serenità di un popolo


di Carlo Nannini (Kiddo)


In qualità di redattore e blogger di una rivista di settore sono spesso combattuto fra continuare a occuparmi soltanto del mondo della motocicletta, quello che mi compete, e il senso di responsabilità, spesso il desiderio di occuparmi di attualità.

Il mondo cambia continuamente: le tensioni sociali, gli sbarchi di immigrati, la crisi economica, il terrorismo; tutti argomenti che al giornalista di settore sono preclusi, a meno che saltuariamente non riesca con abili voli dell’immaginazione o ironia a collegarli con argomenti di interesse specifico della rivista, quasi col suo scrivere vivesse in un altro mondo fatto solo, a seconda del settore di competenza di running, pesca con la mosca o, come nel mio caso, di moto.

È una situazione in buona parte frustrante dal punto di vista personale, che si contrappone ad un altro tipo di riflessione, ovvero il diritto di chi legge di poter pensare, dentro a questo spazio, solo al frutto della propria passione. Avere la certezza, per chi ha un interesse che riesce a distrarlo dai problemi della quotidianità e sapere che dentro a quello spazio, nel nostro caso in rete può trovare un’oasi in cui poter pensare soltanto all’oggetto della passione, che è sinonimo di desiderio, impone a chi gestisce quello spazio di lasciar fuori, in buona parte, tutto quello che non riguarda, ad esempio, le moto e il loro mondo.

Uno spazio dove trovare serenità, perché un popolo ha diritto alla serenità, alla propria cultura e alle forme di aggregazione in cui questa cultura si manifesta e la moto come poche altre cose può misurare la serenità di un popolo, la voglia di stare fuori, di visitare luoghi a breve-media distanza da casa, di stare con altre persone e condividere la gioia di viaggiare. La moto richiede disponibilità economica, che a sua volta significa in qualche modo serenità, e in quanto soggetto debole nella circolazione stradale richiede che ci sia rispetto delle regole del codice, e quindi cultura del rispetto del prossimo.

Per questo, a nostro modo, svolgiamo come redattori di una rivista di settore una funzione, nel nostro piccolo e colorato mondo, socialmente utile anche se può apparire frivola e staccata dal mondo reale. Perciò, continueremo ad occuparci di quello che ci riesce meglio, raccontare i viaggi, l’equipaggiamento, i pensieri di chi vive a due ruote e un motore, per far si che al mondo ci sia sempre più motocicletta.  

 
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