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Motociclisti in zona rossa: comportamenti da evitare.

E due: un’altra Pasqua con le moto in garage. Cerchiamo almeno di non tirarci la zappa sui piedi e di evitare che ce ne sia anche una terza.

Ci risiamo, sarà la seconda Pasqua da motociclisti in zona rossa. Come fossimo dentro a un immenso Gioco dell’Oca dopo un anno di pandemia siamo tornati al punto di partenza. Apri le scuole chiudi le scuole, apri i negozi chiudi i negozi, allenta di qua stringi di là, è abbastanza evidente che come lasci un pertugio incustodito il virus non se lo fa ripetere due volte e ci entra a gamba tesa.

Di nuovo zone rosse quindi, e come Legge di Murphy insegna la primavera esplode!  E se l’anno scorso tenere le moto in garage era tutto sommato una prospettiva di breve durata, e la gente si divertiva con gli arcobaleni alle finestre e le canzoni dai balconi, stavolta l’insofferenza è più alta e basta guardarsi intorno per vedere che le restrizioni sono prese molto più alla leggera. E basta farsi un giro sulle varie reti sociali per leggere commenti talvolta imbarazzanti, i più teneri sono strali contro amministratori locali o nazionali di ogni colore, come se l’agenda la dettasse un sottosegretario qualsiasi anziché il covid.

#staiacasacheèmeglio

Al netto delle più fantasiose ipotesi complottiste se non negazioniste, una delle categoria più attive su gruppi e chat dedicate ai motociclisti è quella dei Trasgressivi & Rivoluzionari. Al grido di #ioescolostesso postano foto e video mentre dichiarano furbi “Stiamo andando a fare la spesa sul passo”, “Io vado al lavoro ma ho fatto una deviazione”, “Per andare a trovare mia mamma l’unica strada era questa”, “Se la legge consente una visita al giorno a amici e parenti, posso andare a salutare una mia ex in cima allo Stelvio?”. Esagero ma nemmeno troppo, il tono, inutile negarlo, è quello tipico di chi cerca la scappatoia per poi vantarsene con gli amici.

In moto le distanze sono assicurate

Ora, chiariamo un punto: siamo tutti d’accordo che pur non essendo una necessità, per sua stessa natura l’andare in moto è un’attività sicura che garantisce abbondante circolazione d’aria e distanziamento, e a meno che il virus non guidi la Ducati di Zarco non dovrebbe essere un problema tenerlo lontano.

Attenzione a quello che postiamo sulle reti sociali

Sarà arrivata a molti di voi l’esortazione a firmare una petizione di Change.org  per chiedere che l’attività motociclistica sia considerata sportiva a tutti gli effetti, come quella dei ciclisti amatoriali. Insomma, trattasi di cosa buona e giusta, e avremmo millemila ragioni da far valere. Solo che poi arriva il genio del gruppo facebook ©MotoTrasgressione&Rivoluzione (inutile lo cerchiate, non esiste, e casomai c’è il copyright) che si vanta dell’uscita clandestina, e pubblica le foto durante il momento, sanitariamente parlando, più cruciale e pericoloso della scampagnata: la sosta. Ovviamente tutti insieme appassionatamente, gomito a gomito e senza mascherine.
(la foto qui sotto è di repertorio e NON si riferisce al post citato)

Hai voglia a raccogliere firme!

Ora, ma secondo voi, se il Capo Supremo Imperatore del Mondo fosse chiamato a esprimersi sulla petizione di Change.org, e informandosi su internet constatasse che i motociclisti (non tutti ovviamente, ma ne basta uno per sputtanarne cento) non sono in grado non solo di rinunciare al giro, ma nemmeno di seguire le regole di prudenza più elementari, quella petizione l’accoglierebbe o la cestinerebbe?

Fatti mandare dalla maaammaaaa… a prendere il laaatteee

Seguire le regole è nell’interesse di tutti

Insomma raga, vediamo di non fare scemenze, i nostri comportamenti insensati possono farci godere per qualche ora (incrociando le dita per scongiurare incidenti), ma non fanno altro che ritardare ulteriormente l’uscita dal tunnel che tutti ci auspichiamo. E ricordiamoci che ci sono altri motociclisti in zona rossa come noi che di mestiere organizzano quegli eventi che tanto ci piacciono, ma che sono senza lavoro da un anno e sperano di poter ripartire prima possibile, e di tutto hanno bisogno meno che delle nostre trasgressioni.

Non facciamo le bizze come i bambini, siamo tutti grandi. E, si spera presto, anche vaccinati.

(Tutte le foto sono pre-covid di repertorio)

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