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Figure, figurine e figuracce in moto.

A tutti è capitato di fare figuracce in moto. Ma un conto è farle quando non ti vede nessuno, altra cosa è farle in mezzo a una folla applaudente. Questa è la mia in pole position. E voi come siete messi a… figure marroni?

Tra i motociclisti, così come tra i pescatori o tra gli aspiranti pornoattori, una delle attività più in voga è quella di raccontarle grosse. Basta andare su per i passi appenninici una domenica mattina ed è tutto un ragionare di superprestazioni che nemmeno nel paddock della Superbike o sul set del remake di… Rocco e i suoi fratelli. Per contro siamo un tantino più restii a raccontare certe figuracce in moto, tipo lo scooterino pistolato che ci sverniciò sui tornanti di Monzuno, o la classica partenza col bloccadisco inserito, o la boccata da fermo causa lacci delle scarpe attorcigliate nella leva del cambio. O, massì diciamolo, la biondina che sconsolata cerca il telecomando della tv. Insomma tutte quelle performance che una volta che ci rendiamo tragicamente conto essere avvenute in pubblico, cataloghiamo prontamente alla voce “figure marroni”.

Figuracce in moto (foto da koreus.com)

 

Se il mio momento di gloria più esaltante non spopola su YouTube è solo perché risale a tempi in cui ancora si telefonava coi gettoni. In quel periodo oltre a praticare trial mi dilettavo a fare il videomaker; oggi basta un cellulare e si pubblica sui social qualsiasi scemenza in tempo reale, ma all’epoca le videocamere erano grosse e pesanti come comodini e per portarsi dietro tutto l’ambaradan di cassette batterie e caricatori quasi non bastava un trolley. Io avevo una Fantic 300 con una sella umana sulla quale si riusciva a stare in due, e mi facevo aiutare dalla mia fidanzata di allora. L’equilibrio non era il massimo ma ci si arrangiava, e poi era bello stare vicini vicini.

Il giovane e aitante sottoscritto in sella alla Fantic 300 protagonista dell’episodio

 

Arriva la prova italiana del campionato mondiale, i nostri Diego Bosis e Donato Miglio sono spesso in zona podio dietro i mostri sacri spagnoli e francesi, la giornata è calda e soleggiata, c’è il pubblico delle grandi occasioni. In migliaia dietro le transenne stanno applaudendo l’esibizione del funambolico Sergio Canobbio che sfilata completamente la forcella e tutto l’avantreno dalla moto si esibisce letteralmente su una sola ruota.

(foto da YouTube)

 

Munito di pass al collo e di fidanzata in sella, appena finito lo show metto in moto ed entro nell’area recintata per andare verso il paddock. Qualcuno del pubblico saluta e io ricambio, qualcun’altro pensa che facciamo parte dello staff degli acrobati e con un gesto mi invita all’impennata in coppia.
Io, noto coglione esibizionista, eseguo.
Dimenticandomi di avvisare la mia dolce metà.
La quale, borse a tracolla e colta alla sprovvista, vola in un perfetto carpiato all’indietro.
La quale si ritrova stesa per terra con la cinghia di una borsa impigliata nel forcellone.
La quale viene trascinata per buona parte del prato dall’ignaro sottoscritto tra il tripudio della folla, convinta fossimo clown.

Di lì a poco la fidanzata mi mollerà.
Ma mica per la culata in terra. No, perché non smettevo più di ridere.

E no, non andò esattamente così (foto da myheartit.com)

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