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Paul Fusco: Il “Funeral Train” di RFK. USA, giugno 1968. © Paul Fusco/Magnum Photos/Contrasto
Paul Fusco: Il “Funeral Train” di RFK. USA, giugno 1968. © Paul Fusco/Magnum Photos/Contrasto

MAGNUM MANIFESTO, le foto che raccontano la storia

Un appuntamento con la storia dal dopoguerra scandito dagli scatti della più grande agenzia fotogiornalistica del mondo, l’evento imperdibile è a Roma, alla mostra Magnum Manifesto, prima tappa europea ed unica italiana, ospitata dal Museo dell’Ara Pacis fino al 3 giugno 2018.

RUSSIA. Altai Territory. 2000. Villagers collecting scrap from a crashed spacecraft, surrounded by thousands of white butterflies. Environmentalists fear for the region's future due to the toxic rocket fuel.
Magnum Photos. RUSSIA. Altai Territory. 2000. Villagers collecting scrap from a crashed spacecraft, surrounded by thousands of white butterflies. Environmentalists fear for the region’s future due to the toxic rocket fuel.

La Magnum Photos è una cooperativa di celebri fotografi, creata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David Seymour nell’aprile del 1947, con l’idea di documentare e raccontare i grandi accadimenti della storia del mondo, ma anche quella di tutelare una professione dai risvolti spesso pericolosi. Il tour globale per celebrarne i 70 anni è iniziato nel giugno 2017 all’International Center for Photography di New York, un percorso che mostra attraverso gli scatti celebri ed i grandi reportage dei suoi autori in che modo e per quale motivo possa definirsi diversa, unica e leggendaria.

Un centinaio le foto in mostra a Roma, ritratti lontani che oggi come allora ci parlano di guerre e di fughe dai conflitti in cerca di una nuova serenità in paesi lontani, di personaggi che hanno scritto la storia, amati, temuti, rispettati, tradizioni arcaiche, semplicità nella povertà e povertà nella malattia che debilita il corpo ed annienta l’anima. Bianco e nero in contrasto con le tinte pastello, il desiderio di modernità che diventa bisogno di tornare alla natura. I grandi appuntamenti con la storia, dalla toccante serie realizzata nel 1968 da Paul Fusco sul «Funeral Train», il treno che trasportò la salma di Robert Kennedy nel suo ultimo viaggio verso il cimitero di Arlington, la caduta del muro di Berlino degli scatti di Mark Power e del regime dei talebani in Afghanistan di Thomas Dworzak, fino alla morte del presidente del Venezuela Hugo Chavez di Jérome Sessini.

SOUTH KOREA. Kaesong. 1952. International Press photographers covering the Korean War.
SOUTH KOREA. Kaesong. 1952. International Press photographers covering the Korean War.

Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia“, ma la mostra è arricchita anche dal ruolo chiave dedicato alla parola, perchè il testo occupa in Magnum Photos un posto fondamentale. Conversazioni, scambi epistolari, testi, interviste, lettere, appunti e racconti dei membri nei quali si tentava di definire lo spirito collettivo dell’agenzia, ecco spiegato anche il motivo del titolo Magnum Manifesto.

Il percorso di visita si articola intorno a tre grandi periodi storici per contestualizzare le foto oltre che nel mero dato cronologico anche nelle correnti e negli orientamenti che hanno caratterizzato quei periodi.

USA. Washington DC. 1967. An American young girl, Jan Rose KASMIR, confronts the American National Guard outside the Pentagon during the 1967 anti-Vietnam march. This march helped to turn public opinion against the US war in Vietnam.
USA. Washington DC. 1967. An American young girl, Jan Rose KASMIR, confronts the American National Guard outside the Pentagon during the 1967 anti-Vietnam march. This march helped to turn public opinion against the US war in Vietnam.

La Prima Parte (1947 – 1968 ), nei decenni successivi alla Seconda guerra mondiale quando si assiste ad un radicale riassetto dello scenario geopolitico, con la decolonizzazione, la progressiva affermazione degli Stati Uniti e dell’URSS come superpotenze, l’inizio della Guerra Fredda, la nascita di organismi di cooperazione internazionale come la NATO, il Fondo Monetario Internazionale, l’Organizzazione delle Nazioni Unite e l’approvazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, si concentra sugli ideali di libertà, uguaglianza, partecipazione.

La Seconda Parte (1969 – 1989), gli anni delle rivolte studentesche del 1968, degli anni Settanta caratterizzati da un edonismo generalizzato che culminerà nell’individualismo consumista degli anni Ottanta. Nel periodo che vede i fotografi Magnum impegnati, più che in passato, in incarichi corporate e pubblicitari, uno sguardo particolare è rivolto alle minoranze e agli esclusi.

La Terza Parte (1990 – 2017), con la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la dissoluzione del comunismo, lo sviluppo delle tecnologie digitali, il capitalismo disinibito che trionfa in tutto il pianeta, e la globalizzazione che si impone ovunque. Una fase che vede un sostanziale aumento delle mostre e delle pubblicazioni con i fotografi che assumono un ruolo sempre più di rilievo.

Negli ultimi due decenni, molti membri dell’agenzia Magnum Photos si dedicano a fotografare tutto ciò che sembra stia per scomparire: il comunismo, le tecniche di pesca tradizionali, il Concorde, e persino della fotografia classica, con la chiusura delle fabbriche Kodak simbolo per i fotografi della fine di un’epoca.

Magnum è un gruppo di fotogiornalisti eccezionali che viaggiano in tutto il mondo per fotografare avvenimenti storici.
Inge Bondi
Magnum è la fotografia.
Henri Cartier-Bresson

 

La mostra è accompagnata da un libro edito da Contrasto.

Tutte le informazioni sulla Mostra “Magnum Manifesto. Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia” collegati al Sito Ufficiale 

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