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Grand Hotel delle Terme - Riviera dei Cedri

Calabria, la Riviera dei Cedri, una meta di mare e relax

Il nostro tour dedicato alla scoperta della Calabria si snoda lungo la Riviera dei Cedri, una meta che coinvolgerà tutti i nostri sensi, regalandoci un itinerario suggestivo tra mare e montagna, senza tralasciare benessere e relax.

Questo territorio si distingue per la moltitudine di itinerari da percorrere con le nostre moto, alternando appunto il paesaggio della costa con il suo mare cristallino, alla natura incontaminata che si inerpica verso i piccoli borghi alla scoperta delle tradizioni più antiche di questo suggestivo tratto d’Italia, la Riviera dei Cedri.

Scoglio della Regina - Riviera dei Cedri
Scoglio della Regina – Riviera dei Cedri

E’ dal turchese del mare che luccica tra l’acciottolato della riva, che parte questa nostra avventura, in un luogo che più di altri rimane impresso nella mente del viaggiatore per la sua carica evocativa, oltre che bellezza naturale.  Siamo allo Scoglio della Regina, il faraglione più famoso della Riviera dei Cedri.

Maestoso ed imponete con i suoi 18 metri, si staglia nel mare, nel tratto di costa che separa le spiagge dell’Intavolata e Acquappesa, a Nord, da quelle di Guardia Piemontese Marina a Sud.

Un alone di mistero avvolge la storia di questo tratto di costa cosentina, che, secondo una leggenda, si pensa abbia acque magiche, capaci di rendere fertili le donne.

Si racconta che la regina Isabella di Francia, novella sposa, in viaggio sul mare Tirreno, diretta in Oriente insieme al marito, non riuscisse ad avere figli. Durante questa spedizione alla ricerca di soluzioni alla sua sterilità, l’imbarcazione a vela, giunta nello specchio di mare antistante il faraglione, dovette sbarcare sulla spiaggia di Acquappesa per un improvviso cambiamento di direzione dei venti, che ne ostacolava la navigazione. E’ qui che la regina durante la sosta forzata, scese a terra e trovò un piccolo corso d’acqua calda e non resistette alla tentazione di immergervisi. Giorno dopo giorno e bagno dopo bagno, si accorse del profondo e tanto sperato mutamento che stava avvenendo nel suo corpo, finalmente era in stato interessante.

Da allora lo scoglio, noto come Petra Majura, venne chiamato scoglio della Regina e si diffuse subito nelle vicine comunità la notizia del suo potere rigenerante.

Ancora oggi sono centinaia le donne che in vacanza nella Riviera dei Cedri, raggiungono lo scoglio della Regina, circondato dalle acque cristalline del mare Tirreno, per un bagno, sperando che possa avere le stesse virtù del passato.

Decidiamo quindi dopo il nostro bagno rituale di fermarci al vicino Lido Blu di Acquappesa, un ristorante con una bellissima terrazza sul mare, dove deliziamo il nostro palato con pesce freschissimo ed un calice di vino.

Non sazi della vista e richiamati dai piaceri dell’ozio del dopo pranzo ci fermiamo al lido, avendo la possibilità di conoscere il proprietario e lo staff, dei quali conserviamo un ottimo ricordo, per simpatia e disponibilità.

Riprendiamo il nostro itinerario risalendo il percorso del fiume Bagni, che sfocia proprio nei pressi dello Scoglio della Regina, fino al Dito del Diavolo, uno sperone roccioso dal quale sgorgano le acque della più antica e conosciuta stazione termale della Calabria, le Terme Luigiane.

Dito del Diavolo
Dito del Diavolo – Riviera dei Cedri

Il panorama che ci accompagna, attraverso la vallata, fino a questa rupe dolomitica a 300 metri di altezza e diventata il simbolo delle terme, è magnifico, un verde rigoglioso che ossigena testa e polmoni e che cela, ma non nasconde alla nostra curiosità scoiattoli e caprioli.

Da qui sgorgano le acque termali più ricche di zolfo d’Europa (grado solfidometrico: 173 mg/l), classificate dal Ministero della Salute a livello qualitativo 1°Super. Ed è in questo momento che vi voglio svelare il vero obiettivo di questo viaggio, deliziarci e coccolarci in queste acque dalle importanti caratteristiche e doti curative.

E’ possibile risalire alla fama del potere curativo di queste acque già da Plinio il Vecchio, mentre il primo documento che ne testimonia l’uso terapeutico è una lettera del 1446, firmata di San Francesco da Paola. Illustri medici come Gauthier, De Voto, Porlezza, Talenti, Messini, Frugoni ne hanno attestato l’eccezionale efficacia terapeutica, riportata in numerosi trattati e testi universitari.

Allo zolfo, conosciuto come “elemento divino” dai i greci e elemento essenziale dell’organismo umano, si uniscono anche i minerali durante la loro ascesa verso la scaturigine. In queste acque sulfuree forti salsobromojodiche, vivono inoltre microorganismi le “alghe bianche” che proliferano spontaneamente e costituiscono i principi attivi per la maturazione del fango termale.

Torniamo quindi alla base di questa rupe per scoprire le tre sorgenti di acqua calda – Caronte con i suoi 47°, Minosse e Galleria calda, ed una di acqua fredda a 22°.

Giunto il momento di rientrare, raggiungiamo la nostra sistemazione al Grand Hotel delle Terme, una struttura 4 stelle circondata dalla natura, un luogo ideale che coniuga i benefici delle acque termali alla sensazione di quiete che la natura trasmette. Ad accoglierci, oltre ad un servizio di reception professionale e cortese, troviamo la Direttrice Valentina Pulzella, che ci accompagnerà in questo percorso rigenerante mostrandoci il “cuore” di questa terra ed il valore di chi ha saputo creare introno a se una squadra vincente e collaborativa.

Grand Hotel delle Terme - Riviera dei Cedri
Grand Hotel delle Terme – Riviera dei Cedri

La nostra giornata termina dopo una gustosa cena presso il ristorante dell’Hotel, ma prima di ritirarci non ci siamo fatti mancare due passi al vicino Parco Termale, dove l’animazione svolge un ruolo chiave per quanti hanno voglia di sentire un po’ di musica a bordo piscina.

Freschi e riposati dopo il nostro primo giorno di tour, dedichiamo la giornata alla scoperta delle Terme Luigiane accompagnati dalla Dott.ssa Stefania De Stefano, direttore Sanitario delle Terme.

Scopriamo cure di prima qualità per un vasto numero di indicazioni terapeutiche, con una Direzione Sanitaria che rivolge una particolare attenzione all’aspetto scientifico del termalismo, infatti sono convenzionate con Istituti Universitari per lo svolgimento di studi e ricerche scientifiche sulle acque e le terapie.

Sono sede di un convegno medico annuale E.C.M. con la partecipazione dei maggiori esperti del settore, ed in particolare hanno partecipato al progetto di ricerca scientifica di Federterme chiamato Naiade, il più vasto lavoro clinico-epidemiologico sulle cure termali sinora svolto a livello nazionale.

Le acque delle sorgenti che abbiamo visto il primo giorno, vengono utilizzate negli stabilimenti di cura e nel Parco Termale Acquaviva così come sgorgano, arrivandoci per dislivello naturale senza che ne venga modificata la temperatura né la concentrazione di sostanze.

Le alghe bianche che abbiamo visto nel loro habitat  dare corpo a copiose fangaie sono ricche di zolfo, vitamine liposolubili (A e E), carotenoidi e fitosteroli e  costituiscono i principi attivi per la maturazione del fango termale con effetti straordinari dal punto di vista dermatologico, ed in particolare è stato rilevato il loro potere antiossidante.

Il fango delle Terme Luigiane è rinomato per la sua efficacia terapeutica, dovuta alla composizione fisico-chimica e al processo di maturazione.

Le cure e le applicazioni effettuate alle Terme Luigiane sono indicate per un vasto numero di patologie, fiore all’occhiello dale reparto otorinolaringoiatrico alla reumatologia, dalla dermatologia alla ginecologia.

La leggenda della Regina Isabella, trova quindi un fondamento scientifico, l’efficacia delle acque sulfuree delle terme è accertata con riguardo alla azione antiflogistica, neurovegetativa, ormonica e curativa della sterilità. Queste acque sono indicate in caso di infezioni riguardanti l’intero apparato femminile, sindromi pre e post climateriche, sterilità e postumi di interventi.

Dopo aver saggiato il potenziale di questa struttura ci dedichiamo al nostro benessere, testando personalmente la preparazione e professionalità dello staff con trattamenti specifici e massaggi, uscendo da questa mattinata iniziata con un po’ di sconforto per il maltempo, rigenerati e rilassati pronti per dedicarci alle squisitezze dell’offerta culinaria calabrese del ristorante del Grand Hotel.

Il pomeriggio prosegue in relax nel Parco Termale Acquaviva, il sole è tornato a splendere regalandoci  la vividezza dei colori che ci circondano, questo azzurro alternato alla fitta vegetazione fino al degradare del verde, la nuance che caratterizza queste acque rendendole uniche.

La nostra giornata alle Terme Luigiane termina qui, e si prosegue il nostro tour alla scoperta della Riviera dei Cedri, inoltrandoci nell’entroterra per raggiungere l’antico borgo di Guardia Piemontese.

Inserito in un interessante itinerario delle Etnie che in questo spaccato di Calabria concentra diverse realtà, permette di ammirare i segni dei popoli che si insediarono in questo territorio, dai valdesi di “Gàrdia”, di cui parleremo, agli albanesi di Lungro, dove il patrimonio religioso e culturale di queste minoranze etniche e linguistiche è ancora ben conservato, ai grecanici di Gallianò, Condofuri, Bova e Roccaforte dove ancora oggi si conserva l’idioma ellenico e si può osservare il forte ascendente greco che caratterizza le case.

Arrivati a Guardia Piemontese, nell’entroterra della Riviera dei Cedri, oltre al magnifico panorama a picco sul mare, che spazia lungo tutta la costa calabra e fino a scorgere le Eolie e lo Stromboli, quello che ci colpisce è il portale d’ingresso con la sua targa “Porta del Sangue” che si apre sulla “Piazza della Strage” a richiamare immediatamente la storia di persecuzione dei suoi abitanti.

Questo borgo arroccato sulla cima della montagna a 514 metri sul livello del mare, venne fondato nel sul finire del XIII secolo dalla minoranza etnica valdese di lingua occitana, proveniente dalle valli alpine del Pellice, di Pinerolo e d’Angrogna , fuggita dalle persecuzioni religiose subite nelle loro terre.

Nonostante rappresentasse un crocevia di religioni e culture diverse, la regolarità nell’assolvere ai tributi dovuti al marchese Spinelli che li ospitava sul suo territorio, i buoni rapporti con le popolazioni locali e la discrezione nel mantenere nella loro sfera privata la diversità religiosa garantì alla piccola comunità benessere e prosperità. Ma la Curia che si sentiva minacciata dal dilagare del protestantesimo nel nord Europa ritenne intollerabili i focolai di eretici in Italia, e facendo pressione sui reali spagnoli e sui signorotti locali, incaricò il Cardinale Michele Ghisleri, futuro Papa Pio V, di portare avanti, con i metodi dell’Inquisizione, la conversione degli infedeli che nel 1561 portò all’annientamento dei valdesi sia del Piemonte che della Calabria.

A testimonianza delle crudeltà del periodo rimane la targa della portale d’ingresso, un ricordo della tragica notte del 5 giugno, durante la quale dalle viuzze il sangue delle povere vittime, colando, oltrepassò il portale fino alla piazza antistante.

Indiscutibile è la suggestione tra i vicoli, i richiami alla storia di questa comunità, con le porte a spioncino apribile solo dalla parte esterna, un metodo di controllo imposto agli ex eretici per controllarne la vita privata.

Guardia Piemontese
Guardia Piemontese

Quello che caratterizza oggi il piccolo borgo è la conservazione delle origini valdesi e della lingua occitana, tutt’ora parlata ed insegnata ai più piccoli, Guardia conta oggi circa 1600 abitanti detti “guardioli”.

Da visitare il piccolo Museo della Storia Valdese che ripercorre attraverso un’esaustiva cartellonistica gli anni dalla nascita del movimento da Pietro Valdo fino ad oggi.

Una delle sale è dedicata invece all’abito tradizionale Guardiolo, con riproduzioni fedeli dello stesso abito in tessuto damarolo di inizio 800.

Al piano terra invece il laboratorio di cucito dell’antico abito guardiolo e di tessitura su telai manuali gestito dalle “Tramontane Guardiole” un gruppo di signore che si occupa da ormai 3 anni di questa interessante struttura che ha recuperato le tecniche di taglio e cucito dell’abito della tradizione. Donne orgogliose, come la signora Concetta, che ci parla del recupero e della salvaguardia della loro identità storica e culturale.

Oggi il gruppo delle Tramontane riproduce l’abito su richiesta e su splendide bambole di porcellana numerate , che viaggiano in tutta Europa, si dedicano inoltre alla tessitura su telai manuali tradizionali utilizzati ai tempi delle loro nonne e trisavole, realizzando tessuti bellissimi in fibre naturali  come lino, seta canapa, cotone e ginestra. A guardarle lavorare si rimane incantati, lo scorrere abile delle mani sugli strumenti  richiama alla mente gli arpeggi di un concerto di musica classica.

Lasciamo questa comunità viva e orgogliosa, non prima di aver guardato il magnifico tramonto, per raggiungere la Pizzeria Reginella e lasciarci rapire dalle specialità della casa. Affettati e fritti, melanzane, zucchine, pizza deliziosa e leggera, il peperoncino il tutto allietato da boccaloni di birra fresca, e come ciliegina sulla torta il tartufo di pizzo,  un gelato alla nocciola con il cuore di cioccolato fondente fuso e ricoperto da un spolverata di cacao amaro in polvere e zucchero.

Pizzeria Reginella
Pizzeria Reginella

Una piacevole passeggiata, nell’aria frizzantina della sera, ci accompagna in Hotel, dove il richiamo del comodo lettone, ed il silenzio delle stanze ci culla direttamente tra le braccia di morfeo.

Ci svegliamo di buona lena e dopo un’ abbondante colazione siamo pronti per un giro in moto, i colori sono ancora caldi del mattino, raggiungiamo la costa a meno di 1 km di distanza, la costeggiamo in un on the road che risveglia tutti i sensi e ci dilunghiamo fino a Paola a circa 16 km di distanza, meta di pellegrinaggi al Santuario di San Francesco da Paola, il lungomare di questo tratto della riviera dei Cedri, è selvaggio e incontaminato, un luogo rimasto naturale con un mare limpidissimo.

Rientrando dalla nostra gitarella mattutina, prima che il sole scaldi troppo i nostri motori, ci fermiamo a Guardia Piemontese Terme allo storico “Stuzzicherie di Calabria, Confettura d’Autore”, per comprare qualche leccornia calabrese da portare a casa. Ad accoglierci in questo mondo incantato, troviamo la proprietaria Claudia Stamile, che tra un assaggio e l’altro ci rapisce nel vero senso della parola con la sua grinta e professionalità unita alla storia di questa stuzzicheria, che dal 2001 attira turisti e curiosi per la ricca offerta enogastronomica tipica calabrese, ma che si conferma come punto di riferimento con un’offerta di più di 300 tipi di confetti.

Rimaniamo entusiasti e imbarazzati dalla molteplicità di scelta, da quel mondo di confetti colorati a tutti i gusti, dai più insoliti come quelli al sapore di olive, pomodori secchi, cedro.. ai dolcetti, agrumelle, creme e confetture, liquori tra i quali assolutamente da assaggiare l’Amaro dell’Occitano, un infuso con erbe locali.

Una sosta che vale veramente la pena preventivare, per lasciarsi “tentare” dalla gentilissima proprietaria che saprà darvi anche qualche dritta per arricchire la vostra visita nella Costa dei Cedri.

Prima del pranzo decidiamo di fermarci al Parco Termale Acquaviva per un tuffo rigenerante nelle acque verdi delle Terme Luigiane e per spalmarci completamente con i suoi fanghi, di cui lo stabilimento si conferma medaglia d’oro.

Dotato di un sistema di meccanizzazione del fango che ne consente il prelievo direttamente dalle vasche di maturazione immediatamente prima della sua applicazione, in modo da mantenere costante l’efficacia delle sue caratteristiche. Questo fango è arricchito periodicamente con le “alghe vive” ed è rinomato per la sua efficacia delle sue caratteristiche.

Dopo pranzo, per aggiungere altro benessere alla nostra esperienza alle Terme Luigiane, l’appuntamento è al Centro Benessere Acquaviva Ame, specializzato in trattamenti per la cura del viso e del corpo su base termale. Ci regaliamo un percorso Spa, con bagno turco panoramico, cascata di ghiaccio e doccia emozionale, camminando su ciottoli del mar Tirreno tra vasche di acqua calda e fredda con getti di idromassaggio. Prima di andare via conclude la nostra esperienza una tisana da goderci rilassati tra chiacchiere e risa sui comodi lettini.

Ci rilassiamo ancora qualche minuto al bar dell’Hotel, e riusciamo a vedere i risultati dalla partita dei Mondiali Francia – Argentina, nella sala Tv in un simpatico clima da stadio.

La nostra meta per la sera sulla Riviera dei Cedri, è Diamante, borgo del Parco Marino Regionale dei Cedri, conosciuto anche come la “Città dei murales e del peperoncino”.

Arriviamo in tempo per goderci un romantico tramonto sul mare della Riviera dei Cedri, il rumore delle onde ed il profumo di salsedine, a regalarci la migliore delle soste per un biker, sullo sfondo l’isola di Cirella , una piccola isola calcarea di poco più di 1 km quadrato di superficie, con una torre fortificata sulla cima che risale al 1500 edificata per prevenire gli assalti dei pirati saraceni, circondata da olmi, limoni e cedri.

Oltre al bellissimo mare una delle particolarità di Diamante sono i murales, bellissime immagini che colorano le vie del borgo.

Diamante
Diamante

Qui la street art ha una storia più che trentennale ed ha contribuito a rivalutare il centro storico con la storia della “tradizione” di questo borgo raccontata attraverso i colori e l’arte muraria.

I più antichi risalgono al 1981 con il progetto “Operazione Murales” di Nani Razetti, nel tempo la proposta si è ampliata geograficamente coinvolgendo anche la vicina frazione Cirella. Ad oggi se ne contano circa 300 e si rinnova di anno in anno grazie all’appuntamento con il Festival di street art Osa – Operazione street art.

La rassegna vede impegnati a titolo gratuito artisti locali ed internazionali come Diamond, Moby Dick  e Solo, ma anche Giusy Guerriero e Violetta Carpino, TMX, Ferdinando Fedele, Francesco Cirillo, che collaborano al progetto realizzato dal giovane artista diamantese Antonino Perrotta con la collaborazione di Franco Maiolino, Assessore alla Cultura del Comune di Diamante che ha saputo intercettare gli elementi di novità che lo stile contemporaneo dell’arte urbane rappresenta.

Il sopraggiungere della notte mette fine alla nostra “caccia di murales” e ci solletica l’appetito.

Ci fermiamo al Ristorante Sabbia d’Oro catturati dalla bellissima terrazza sul mare. Cena eccezionale dall’antipasto al dolce, pesce fresco di giornata, dai gustosi gamberoni rossi agli sfiziosi ricci di mare, il tutto annaffiato da buon vino bianco Cirò.

Il ritorno in Hotel è allegro e festoso, ci rimane un ricordo straordinario delle persone che abbiamo conosciuto e che ci hanno raccontato questa terra. Un popolo orgoglioso delle proprie radici come i paesani di Guardia Piemontese, ma che apre alle innovazioni, come l’arte murale di Diamante, che offre ottimi servizi e qualità come il Grand Hotel delle Terme, che forma e incentiva la crescita dei giovani come all’allegro Lido blu di Acquappesa e tutte le straordinarie potenzialità della Calabria e della Riviera dei Cedri che ne fanno una meta originale e di sicuro successo per l’estate 2018.

I NOSTRI CONSIGLI PER VIVERE AL MEGLIO LA RIVIERA DEI CEDRI

Terme Luigiane  – Acquappesa – (CS)

Numero verde 800-231-666 – Email info@termeluigiane.it
COME ARRIVARE
In macchina o con la nostra due ruote: Autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Da nord: uscita Tarsia Nord-Spezzano Terme e proseguimento per 42 km sulla superstrada
delle Terme in direzione San Marco Argentano e Terme Luigiane.
Da sud: uscita Falerna e proseguimento per 58 km sulla S.S.Tirrenica in direzione Amantea,
Paola, Terme Luigiane oppure uscita Cosenza Nord e proseguimento per 42 km sulla
superstrada per Paola, Terme Luigiane.
In treno: Stazione FF.SS. di Paola sulla linea Napoli-Reggio Calabria e autoservizi in coincidenza con
tutti i treni. Le Terme Luigiane distano 16 km da Paola o Stazione FF.SS di Guardia Piemontese a 2 km di distanza.
In aereo: Aeroporto di S. Eufemia di Lamezia Terme a 74 km dalle Terme Luigiane.
Possibilità di transfer alle Terme su richiesta.

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